Commenti a "Pensavo che mi sarei innamorata di grandi..." di Nadia Bressan


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Flavia , intendi dire che lo staff non mi faccia rimpossessare del mio profilo , e che dunque debba rimanere in questo " stato "  di anonimo , ma con nome e cognome in bella vista?
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Pino, la parabola del figliol prodigo da Wikipedia :
" Anche se questa parabola è tradizionalmente ricordata come il figlio prodigo, questo titolo non è presente nel Vangelo e molti commentatori sostengono che sarebbe meglio chiamarla  il figlio perso e ritrovato anche in riferimento alle due parabole immediatamente precedenti della pecora perduta e della moneta smarrita. Infatti in tutte e tre il tema è la preoccupazione di Dio verso il peccatore pentito a preferenza di chi è rigorosamente giusto. D'altronde "prodigo" non significa perso ma significa dissipatore.
Altri commentatori preferirebbero il titolo il padre misericordioso sottolineando che il vero protagonista non è tanto il figlio prodigo quanto il padre che aspetta, che accoglie, che fa festa.
La parabola, che si trova solamente nel Vangelo di Luca, esprime bene la teologia distintiva di Luca dell'amore e della misericordia di Dio . Il perdono del figlio non è condizionato da buoni propositi; il padre infatti lo accoglie ancor prima che abbia la possibilità di parlare e di esprimere il proprio pentimento. Tale misericordia e' ben espressa dalle azioni del padre stesso. Nella parabola e' lui a compiere il primo passo. Il racconto di Luca (secondo la versione CEI) dice infatti che : "Quando era ancora lontano.....gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò " (Luca 15, 20). Una misericordia incondizionata motivata dal ritrovamento del figlio perso, m*orto e ritornato in vita ".
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Quando Giulio tornerà in pom*pa magna, am*ma*z*ze*remo il vitello gra*sso!!
(Flavia, hai qualche idea in proposito?  : ))
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Giulio,
le monete hanno sempre due facce, potrebbero restare in bilico e mantenere entrambe le facce.
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Cara Flavia , mi sono cancellato dal sito qualche tempo fa  per via di un malinteso che mi auguro essersi definitivamente risolto - anzi ne sono  certo-, ed ora come in un purgatorio vago in attesa di ripossedere il mio profilo, già richiesto allo staff ,  contattato diversi giorni fa privatamente.
In effetti ti confesso che l' anonimato - da me più volte criticato- mi ha offerto la possibilità di capire diverse cose  specie su me stesso, sui limiti che la propria identità possono porre al proprio pensiero.
Nonostante continui a dubitare sulla possibilità che questa dei limiti sulla propria identità non sia una sciocchezza  completa.

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