Commenti a "La morte di una persona, dovrebbe essere come..." di Micael Guerriero


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Ti ringrazio, Vincenzo, dell'apprezzamento, ma vorrei fare una precisazione a beneficio di qualche baciapile che potrebbe già stare iniziando a stracciarsi le vesti.
Perché desidero stracciargliele del tutto.  :)))
Ho parlato di "princìpi etici del tutto opinabili", e mi spiego.
La collettività ha il diritto (e anche il dovere) di regolare i rapporti sociali in modo tale che nessuno arrechi nocumento all'altro o agli altri. Al di là di questa ipotesi, però, ciascuno deve essere assolutamente libero di credere a ciò che crede e di fare ciò che gli pare.
Personalmente sono, in assoluto, contro il suicidio. Ma con due limiti: il primo, che mi ritengo in ogni momento libero di mutare opinione; il secondo, che ritengo tutti gli altri liberi di avere un'opinione diversa. Io potrò tentare di convincerli, ma MAI agire per imporre loro alcunché. Idem per ciò che riguarda il c.d. "omicidio del consenziente" in ipotesi di volontà espressa antecedentemente ad una condizione vegetativa irreversibile. Io non lo farei. Ma rispetto l'opinione altrui, e ritengo INCIVILE che gruppi di OPINIONE (cristiani, musulmani, atei o quel che si voglia) ardiscano imporre agli altri le loro visuali, che proprio per questo motivo si rivelano estremamente parziali ed eticamente immature, anzi pericolose. Roba insomma da non assecondare, ma contro cui strenuamente lottare.
Conclusione: un credo religioso deve andare assolutamente esente da OGNI forma di potere e da ogni imposizione, e tendere al dialogo, al confronto e al libero convincimento. Ove viceversa si tenda ad imporre le proprie visuali tramite lo strumento legislativo (o, peggio, come avveniva per il passato, con il potere temporale, la tortura e l'assassinio), appare del tutto evidente che non di credo si tratta, ma di una delle tante forme di aggregazione sociale a fini di potere, per le quali la definizione "religioso" è un insulto e un vero e proprio crimine contro l'umanità.
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chi sta a canto che spera che abbi una possibilità, e chi sta sul letto spera nel aiuto della medicina, ma mai ad arrendersi, chi lo sa???
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A mio avviso ciascuno deve essere lasciato libero delle sue decisioni. E' incivile che qualsiasi persona sia normalmente libera di decidere se suicidarsi o meno, ma venga privata di questa libertà (che non lede la sfera del diritto altrui) ove si trovi in condizioni fisiche che la rendano impossibilitata a porre in essere autonomamente l'atto.. La decisione se praticare o meno l'eutanasia dovrebbe essere lasciata alla libera coscienza di chi la pratica, e il consenso dell'interessato dovrebbe del tutto escludere la punibilità dell'atto.
Viviamo purtroppo ancora in una condizione sociale di tipo semi-scimmiesco, in cui la collettività, invocando princìpi etici del tutto opinabili, non rispetta come dovrebbe (per fondamentale principio etico) la sfera della libertà individuale. E questo non vale solo per l'eutanasia.
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ma sempre è vita, la morte è tremendo, buio eterno...un filo di speranza resta sempre...(nel mio profondo sono daccordo con te,ma voglio sperare)
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ma sul quel lettino possono stringersi amici, e sognare ancora, e la speranza si fa forte

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