Commenti a "Non provare mai a fingerti migliore di quello..." di Eric Ambler


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Perchè le bugie hanno le gambe corte...................
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ma per favore!
c'è almeno una persona di cui noi possiamo essere migliori: noi stessi!
bella dialettica la tua maperfavore però è un paradosso.
a seguirlo sarebbelo status quo,, che non è nei fatti.
migliorare segnifica fare meglio di come abbiamo fatto fino ad un minuto fa: semplice ed efficace.
arricchire è molto più differenziante e il termine ricco presume un paragone.
ma dotosi che filosofi a tal guisa ne parlarono e ne parlono costantemente, le nostre voci sono solo una ricerca verso una verità teoricamente ardua.
meglio usare il vecchio caro buon senso e darci l'obiettivo di migliorare noi e gli altri con letizia e semplicità.
Essere MAESTRO è fonte di gioia tucentrica (gioia per la crescita altrui).
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Se è un aforisma mi pare debole, scontato, mal costruito e, soprattutto, portatore di una latente falsità ideologica.
Scontato perché non v’è dubbio che la finzione é sempre da deplorare. Mal costruito perché la locuzione “non provare mai” sembra quasi suggerire l’opposto significato di “Devi sempre fingerti”, il che capovolgerebbe l’originario fine dell’esortazione.
Ma anche ignorando la suddetta banalità e pur superando l’interpretazione lessicale, la frase nasconde un tarlo ideologico per me inaccettabile. Infatti il senso complessivo della frase lascia intendere che è giusto migliorarsi ma è deprecabile fingere. Ma migliorarsi rispetto a cosa? Rispetto a chi? Siamo proprio sicuri che la strada giusta sia migliorarsi? Siamo proprio certi che ciò sia una verità assoluta da perseguire con fermezza? Io ho qualche dubbio: l’ansia del migliorare se stessi nasconde, a ben guardare, il più o meno inconscio riconoscersi inferiori agli altri. In tal senso una qualunque esortazione a migliorare suona come una mortificazione dell’individualismo del singolo con conseguente negazione della sua capacità di discernere. Per questo affermo che la frase è ideologicamente falsa: nessuno di noi è migliore o peggiore di chicchessia. Siamo semplicemente diversi l’uno dall’altro; siamo meravigliosamente unici. Certo, tale unicità non ci rende affatto perfetti ma al generico ed auto-mortificante migliorarsi sarebbe preferibile utilizzare termini quali, ad esempio, arricchirsi.
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Non credo sia facile distinguere tra realtà e finzione,
è reale un bel piatto di spaghetti al pomodoro, dopo che l'ho mangiato non c'è più, resta il piatto vuoto. Non so quando sono me stessa e quando non lo sono se prima o dopo aver mangiato.
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...non sono d'accordo...preferisco

...SE NON SEI CAPACE DI FARE UNA COSA...ALLORA RECITA
     ...e sostieni la parte,ci aggiungo io...

...ma sempre con umiltà,sia chiaro...

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