Scritto da: Jade S

Amleto

Essere o non essere, questo è il problema: se sia più nobile d'animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell'iniqua fortuna, o prender l'armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli. Morire, dormire, nulla di più, e con un sonno dirsi che poniamo fine al cordoglio e alle infinite miserie naturale retaggio della carne, è soluzione da accogliere a mani giunte.
Morire, dormire, sognare forse: ma qui é l'ostacolo, quali sogni possano assalirci in quel sonno di morte quando siamo già sdipanati dal groviglio mortale, ci trattiene: é la remora questa che di tanto prolunga la vita ai nostri tormenti.
Chi vorrebbe, se no, sopportar le frustate e gli insulti del tempo, le angherie del tiranno, il disprezzo dell'uomo borioso, le angosce del respinto amore, gli indugi della legge, la tracotanza dei grandi, i calci in faccia che il merito paziente riceve dai mediocri, quando di mano propria potrebbe saldare il suo conto
con due dita di pugnale? Chi vorrebbe caricarsi di grossi fardelli imprecando e sudando sotto il peso di tutta una vita stracca, se non fosse il timore di qualche cosa, dopo la morte, la terra inesplorata donde mai non tornò alcun viaggiatore, a sgomentare la nostra volontà e
a persuaderci di sopportare i nostri mali piuttosto che correre in cerca d'altri che non conosciamo? Così ci fa vigliacchi la coscienza; così l'incarnato naturale della determinazione si scolora al cospetto del pallido pensiero. E così imprese di grande importanza e rilievo sono distratte dal loro naturale corso:
e dell'azione perdono anche il nome...
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    Commenti


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    postato da Peppeafe, il 18/04/2015 alle 20:13:02
    P.s.   Mi sovviene una domanda, si ha più coraggio a continuare il viaggio terreno o a metter fine a codesto itinerante percorso..? Credo non si possa giudicare, pur volendo, per lo più, si può solo manifestare un'opinione.
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    postato da Peppeafe, il 18/04/2015 alle 19:58:13
    L'autore evidenzia le angosce dell'uomo nelle sue incertezze. La non conoscenza oltre la morte lo tormenta, e seppur vivendo una vita angosciata dai soprusi, soprusi che arrivano non solo dall'esterno, ma soprattutto dall'interno, dalla non conoscenza di se stesso, ha paura di suicidarsi e dar fine ai propri tormenti. Ma la morte è solo fine o è anche rinascita? La condizione umana è l'incertezza. Nessuno ha la proprietà della verità. Una strada è utile nel lungo percorso della ricerca della verità, la ricerca di se stesso, con tutti i dubbi e le difficoltà dell'auto-conoscenza ma sopratutto la drammaticità dello scoprire in se stesso, parte del proprio nemico.
    145
    postato da rambinapellico, il 10/03/2015 alle 17:15:07
    é qualcosa che quando chiudi gli occhi fa sognare
    144
    postato da sophia_4G, il 01/01/2015 alle 18:50:35
    W Amleto
    143
    postato da Jjkc, il 13/09/2014 alle 20:34:30
    Ogni volta Shakespeare mi fa piangere e sognare

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