Poesie inserite da ROBERTO POZZI

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Scritta da: ROBERTO POZZI

Le maschere dell'Olimpo

Dall'alto del monte celestiale
le partecipanti divinità ammiravano
con sadico compiacimento viziato
i segni dell'ultima sinistra tempesta
che avevano scatenato tra i mortali.

Cedendo alla diabolica tentazione
di giocare con il destino degli umani,
annoiati dei e narcisistici semidei
avevano malauguratamente congiurato
con l'invincibile distruttivo Fato.

Abusando del loro divino potere
per la loro infame sete di riconoscimento
avevano dannato sfortunati esseri
a rivivere l'inutile dolore in ulteriori
terrificanti limbi emotivi.

Se pure il nulla rimaneva immutato,
il destino non era stato completamente cieco,
un insignificante evento sarebbe sopraggiunto
a colmare quell'inevitabile vuoto forzato.

Splendidi raggi di sole avrebbero riscaldato
i benevoli volti degli ignari innocenti,
il cielo sarebbe ritornato al suo intenso azzurro
costringendo le ignobili maschere dall'Olimpo
a perennemente strisciare come indegni vermi
nei loro stessi angoscianti inferni.
Composta giovedì 28 aprile 2016
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    Scritta da: ROBERTO POZZI

    Peccato

    Perfino il commuovente saluto
    era una costruita menzogna,
    un'altra delle magistrali farse
    recitata per abilmente mascherare
    il tuo pur sincero addio.

    Con grande probabilità,
    il mio sorriso di quella sera
    non ti avrebbe salvato dal rimorso
    che stava consumando il tuo animo
    da maledetto manipolatore.

    Nell'ultimo atto della tragedia,
    non potevo sospettare il finale,
    l'abbandono era stato scritto col cuore
    nella stessa affrettata maniera
    con cui avevi tramato la seduzione
    della mia anima pura.

    Avendo trovato un altro da possedere,
    ti eri liberato della mia presenza
    senza pronunciare una parola,
    lasciandomi soltanto il tuo silenzio
    a tenermi compagnia nell'abisso
    degli oscuri perché.

    Implorando dal mio Dio
    una miracolosa assoluzione dal dolore,
    di certo non potevo appellarmi
    alla tua latitante compassione,
    nemmeno esplicitamente dichiarare
    qualsiasi sentimento che provavo
    per quel malvagio gesto!

    Anche se per motivi diversi,
    la parola "peccato"
    continuerà a vivere
    dentro entrambi i nostri spiriti
    come un sofferto ricordo
    impossibile da cancellare!
    Composta venerdì 30 maggio 2014
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      Scritta da: ROBERTO POZZI

      Piedestalli

      Certamente è sbagliato
      collocare le anime vicine al cuore
      su piedestalli così in alto
      che per ammirarli bisogna inchinarsi
      e guadare verso il cielo.

      Frutti di malate fantasie
      benediciamo come nuovi santi
      esseri considerati grandi amici,
      li investiamo di qualità divine
      che neanche nei sogni posseggono,
      permettendo a loro la libertà
      di arrecarci inimmaginabili torti.

      Eccetto per il peggiore di tutti,
      il peccato commesso a fin di bene,
      la cattiveria dietro l'apparenza dell'affetto
      espressa in una superficiale valutazione
      da farci vergognare chi siamo
      e in cosa crediamo veramente.

      Dopo l'apertura del nefasto vaso,
      l'inizio della fine comincerà da subito,
      l'abbattimento di quell'oscuro semidio
      ci trascinerà nell'infinito barato
      a contemplare quell'assurdità
      tra le rovine della sua statua.
      Composta martedì 17 novembre 2015
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        Scritta da: ROBERTO POZZI

        Un mendicante di emozioni

        Il piattume spirituale della gente
        continuava a sconvolgere l'eterna speranza,
        non era quello il cerchio della vita
        che aspirava a sigillare
        il disilluso angelico spirito.

        Sentendosi un'inutile pedina
        al raggiungimento dello scopo divino,
        come un mendicante di emozioni
        in ricerca d'evanescenti affetti,
        scriveva un'altra malinconica poesia
        elemosinando la condivisione d'opinioni
        per evitare la consueta solitudine emotiva.

        Tra sordi che non riescono a sentire
        il battito del loro pietoso cuore
        e muti che vorrebbero urlare
        l'inespressa passione per quella vita
        che li ha condannati a soffrire,
        il povero accattone di sentimenti
        piangeva per aver ancora vissuto
        l'apatia della cosiddetta razza umana!
        Composta martedì 27 ottobre 2015
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          Scritta da: ROBERTO POZZI

          Il volto dell'amore

          Il romanticismo non è morto,
          almeno nel mio cuore vive,
          reclama il legittimo rispetto
          da quei superficiali amanti,
          riscattando il senso della vita
          non soltanto nella mia anima
          impaziente di passione.

          Quanto vorrei penetrare
          nel profondo dei tuoi occhi,
          cogliere l'essenza dello spirito
          dietro la maschera dalle lenti solari
          e capire se tu sei davvero reale.

          Troppi demoni incontrati sul cammino
          hanno turbato un dannato sognatore,
          promettendo angelici concerti
          per dopo regalare sgradevole sinfonie
          degne di diabolici applausi.

          Pur essendo democratico,
          il tempo non è affatto gentile,
          a nessuno lascia la possibilità
          di ripetere spesso gli stessi errori
          e di rivedere il volto dell'amore.
          Composta domenica 18 ottobre 2015
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