Poesie inserite da Gabriele Ceci

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Scritta da: Gabriele Ceci

Il mio ultimo rimpianto sarà di non avere dato tutto

Il mio ultimo rimpianto sarà di non avere dato tutto,
Perché?! Qualcosa ha teniamo sempre per noi.

Amore rimosso
amaro rimorso
tutto quello mai dato
tenuto al sicuro, al riparo.

Per la paura di amare, di lasciare spazio nel cuore
come se si potesse distrattamente riempire
di altro ma non di te, amore.

Si da per non avere, neppure in cambio
perché al trapasso, non verrà con noi.
Composta lunedì 12 dicembre 2022
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    Scritta da: Gabriele Ceci
    Flotte di turisti
    Assetati e tristi
    Soldi in posti sfitti
    Tra madonne e cristi

    Misera estate in essere
    In fumi di sedere
    Tra cimici federe
    e pruriti misti

    Sognando l'estasi
    In sciami mistici
    Tra stelle e bilici
    Di legna e teschi viscidi

    Lo sfrecciare dei satelliti
    Il parlare attoniti
    Tra alcolici tonici e tonaci
    Di ubriachi maldestri monaci

    e ricercarsi in viaggi magici
    Cammini lugubri
    Sforzi molteplici
    Inseguendo complici

    e con le stelle litighi
    In lingue critichi
    Scelte opinabili
    Di altrui alibi e calibri

    Risposte inconsistenti
    Da darti mediamente
    In velocità latente
    Per smorzare mente

    e il cuore tristemente torna in altri luoghi
    Dove ricorda d'esser stato bene, ma poi?
    Ti rendi conto di sforzarti, vedi la memoria attorcigliarsi,
    e che in fin dei conti bene bene poi, non sei stato mai.
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      Scritta da: Gabriele Ceci

      Calici Amari

      Passanti in cerca di sogni
      come in un sabato sera affollato
      svuotano calici di amaro mistero
      cercando il coraggio per un nuovo sorriso

      Percorsi segnati da orme leggere
      per quanto tracciati da passi pesanti
      inermi alle più fievoli onde di mare maree
      presi di mira dal tempo e dalle folate di vento

      Arrampicarsi sui muri del pianto
      credendo di costruirsi una strada un sentiero
      impegnandosi fino al midollo per vibrare
      di un gesto di un grido sincero

      Soli e accucciati bagnati di pioggia incessante
      l'umanità in panne impone se stessa alle masse
      esiste di esistenza estinta di amore
      di sentimento astinenza di impreciso spessore

      Sotto una pioggia fredda e pesante
      l'umanità resta muta e sferzante
      etichetta il ticchettio di ogni secondo
      escludendo l'esistenza di un intero giorno

      Come se ogni singola goccia avesse il suo nome
      e parlasse in un altro rumore
      e l'insieme non fosse più pioggia ma massa
      incapace di riconoscersi nella sua essenza

      Come se un filo d'erba non si sentisse parte di prato
      o una stella del firmamento parte di cielo
      per questo una goccia ci batte la testa
      e un ombrello non basta che per una sola persona

      Una persona alla volta si forma la massa
      e nella comprensione di questo c'è la sua forza
      Per questo l'umanità non lascia più un orma
      svuotando calici amari di sogni e speranza.
      Composta mercoledì 23 novembre 2022
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        Scritta da: Gabriele Ceci

        Nell'etere

        La fuggevolezza della vita
        cosa persa cosa finita
        la morte è quest'unica certezza,
        che la vita ci sia gioia, non tristezza

        l'essere stato cosa conta?
        È solo sabbia sotto la mia orma
        che senso ha questo strano viaggio?
        Torneremo in un luogo originario? Siamo solo di passaggio?

        Tutte le anime saranno riunite?
        Le frequenze ci daranno nuove vite?
        Siamo realmente luce e luce torneremo?
        Andremo nel fuoco o in un cielo sereno?

        L'unica certezza è che lo scopriremo
        andremo nel panico o ci divertiremo?
        Meglio essere cinico o essere sincero?
        Ma la coscienza in cosa può consistere nell'etereo?

        Ma meglio non pensaci, abbiamo tempo,
        ci penseremo all'ultimo momento,
        o non ci penseremo affatto.
        Composta domenica 20 marzo 2022
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          Scritta da: Gabriele Ceci

          Sfuggo

          Nel ricordarti affogo
          come dentro l'acqua
          a tratti non respiro
          e urlo dove nessuno può sentirmi il tuo nome
          per avere un tiepido sfogo malato
          una asmatica scarica

          Urlo dove nessuno può sentirmi
          il tuo nome
          e ripenso ai giorni belli andati
          con le nostre connessioni
          i nostri giochi di potere
          con le illusioni a pascolare

          Come dentro l'acqua annego
          annaspo affogo
          a tratti mi domando
          se non fossi stato io

          Nel ricordarti sfuggo
          alla tiepida illusione di rimandar pensiero
          a altrui dimora e concentrarmi
          su qualche cosa di banale

          le banane le banane.
          Composta mercoledì 9 dicembre 2020
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            Scritta da: Gabriele Ceci

            Pioggia

            Tremulo come una foglia
            al freddo sotto la pioggia
            sperando che passi in fretta
            e non ne resti neanche una goccia

            L'estate è sparita in corsa
            come la mente delle persone
            accecate e confuse da cosa?
            dai post di altre persone

            I moti sono cambiati
            i passati stati superati
            le ambizioni congelate un altro momento
            aspettando insieme dell'altro tempo

            Il terrore si è trasformato
            ansie e paure hanno mutato
            nell'aria c'è diffidenza e tacitamente si aspetta
            una cosa tremenda

            Tremulo come una foglia
            sotto questa pandemica pioggia
            che ci bagna di divergenza
            che raccogliamo a larghe braccia

            guardandoci con maldicenza e titubanza
            impegnati a darci spalle e deficienza
            bruciati sino nell'essenza.
            Spero non ne resti un'altra goccia.
            Composta martedì 8 dicembre 2020
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              Scritta da: Gabriele Ceci

              Come l'ape e il fiore

              Se innamorata è l'ape del fiore
              nel fremito della primavera non c'è dedizione

              nessuna esclusiva, se è rosa o sativa
              tulipano o crisantemo
              l'ape è nell'orgia dei pollini e del desiderio

              degl'odori e delle sensazioni,
              degli istinti e dei bollori

              il ronzio nel volo dei calabroni
              le acque salmastre delle eccitazioni
              i loti appassiti dalla luce di soli
              i fiori bianchi dei grandi limoni

              gialli i colori, umidi e caldi i sapori
              aspri gli odori e forti le sensazioni

              Nel fremito della primavera non c'è dedizione
              soltanto l'istinto di scegliere un nuovo dolore

              per un celere impegno con l'evoluzione
              per togliersi il vizio della continuazione
              un istante, un secondo un battito d'ali
              una notte profonda lontano dai mali

              innamorata è l'ape del fiore
              sognata la sera stellata dei mille calori
              e mille notti per esplorare
              e mille fiori per comprendersi
              e nella volontà di condividersi
              con gl'insiemi del mondo.
              Composta domenica 6 dicembre 2020
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                Scritta da: Gabriele Ceci

                Credevo fosse amare

                Credevo fosse amare
                Tu pensavi solo al mare
                Io ai tuoi coiti di piacere
                Tu ai tuoi libri da studiare

                Alle droghe da provare
                Al sapore dell'estate
                A tuo padre onnipresente
                Ai nostri sguardi tra la gente

                Invece niente
                La tiepida illusione che
                l'amore ancora esiste
                mentre era solo per scopare
                un po il corpo un po la mente

                Ed ora niente oltre all'odore dell'estate
                che sembra riaffiorare al rumore di quel mare ed altre droghe da provare

                Ed io che pazzo pensavo amare
                E te scema ti volevi divertire
                È l'estate all'imbrunire di noi vecchi arrugginiti che amiamo menti e corpi freschi e abbiamo coiti giovanili.
                Composta sabato 12 maggio 2018
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                  Scritta da: Gabriele Ceci

                  Noi

                  Perché l'amore in fondo è questo
                  Un uragano di emozioni indescrivibile
                  Qualcosa di leggiadro e Puro
                  Qualcosa come Noi
                  Come te Gioia di ogni mio Dolore
                  Il Sorriso dopo ogni Lacrima
                  il Raggio di Sole di Ogni tipo di tempesta
                  Te che ci sei sempre stata
                  E Che mi hai dato prova che sempre ci sarai
                  Voglio solo Dirti Grazie
                  È Grazie a te Se ho capito cos'è L'Amore
                  L'Amore Siamo Noi.
                  Composta giovedì 13 ottobre 2011
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