A una mia poesia

Nel migliore dei casi,
poesia, sarai letta attentamente,
commentata e ricordata.

Nel peggiore
sarai soltanto letta.

Terza eventualità:
verrai sì scritta,
ma subito buttata nel cestino.

Potrai approfittare di una quarta soluzione:
scomparirai non scritta
borbottando qualcosa soddisfatta.
Wislawa Szymborska
Composta lunedì 13 aprile 2015
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    Ad ognuno un giorno

    A ognuno un giorno muore un proprio caro,
    tra l'essere e il non essere
    è costretto a scegliere il secondo.

    È duro riconoscere che è un fatto banale,
    incluso nel corso degli eventi,
    conforme a procedura,

    prima o poi inserito nell'ordine del giorno,
    della sera, della notte, di un pallido mattino;

    scontato come una voce dell'indice,
    come un paragrafo del codice,
    come una data qualsiasi
    del calendario.

    Ma è il diritto e il rovescio della natura.
    Il suo omen e amen distribuiti a caso.
    La sua casistica e la sua onnipotenza.

    Solo ogni tanto
    ci mostra un po' di cortesia -
    i nostri cari morti
    ce li butta nei sogni.
    Wislawa Szymborska
    Composta lunedì 13 aprile 2015
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      Movimento

      Tu qui piangi, là si balla.
      Nella tua lacrima, cioè.
      Là si ride, c'è allegria.
      Là non sanno alcun perché.
      Come un brillio di specchi.
      Come guizzi di candele.
      Quasi portici e scalini.
      Scatto bianco di polsini.
      Quei leggeri O e H.
      Cloro e sodio, bei soggetti.
      E l'azoto damerino
      in cortei piroettanti
      su e giù sotto la volta.
      Tu qui piangi, e ben gli suona.
      Eine kleine Nachtmusik.
      Chi sei bella mascherina.
      Wislawa Szymborska
      Composta martedì 17 marzo 2015
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        Contributo alla statistica

        Su cento persone

        che ne sanno sempre più degli altri
        - cinquantadue;

        insicuri ad ogni passo
        - quasi tutti gli altri;

        pronti ad aiutare
        purché la cosa non duri molto
        - ben quarantanove;

        buoni sempre,
        perché non sanno fare altrimenti
        - quattro, bè, forse cinque;

        propensi ad ammirare senza invidia
        - diciotto;

        viventi con la continua paura
        di qualcuno o qualcosa
        - settantasette;

        dotati per la felicità,
        - al massimo poco più di venti;

        innocui singolarmente,
        che imbarbariscono nella folla
        - di sicuro più della metà;

        crudeli,
        se costretti dalle circostanze
        - è meglio non saperlo
        neppure approssimativamente;

        quelli col senno di poi
        - non molti di più
        di quelli col senno di prima;

        che dalla vita prendono solo cose
        - quaranta,
        anche se vorrei sbagliarmi;

        ripiegati, dolenti
        e senza torcia nel buio
        - ottantatré
        prima o poi;

        degni di compassione
        - novantanove;

        mortali
        - cento su cento.
        Numero al momento invariato.
        Wislawa Szymborska
        Composta martedì 17 marzo 2015
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