Reciprocità

Ci sono cataloghi di cataloghi.
Poesie su poesie.
Ci sono drammi su attori recitati da attori.
Lettere in risposta a lettere.
Parole che spiegano parole.
Cervelli impegnati a studiare il cervello.
Ci sono tristezze contagiose come il riso.
Carte nate da carte macerate.
Sguardi veduti.
Casi declinati da casi.
Fiumi grandi per il copioso contributo di piccoli.
Foreste infestate da foreste.
Macchine destinate a produrre macchine.
Sogni che all'improvviso ci destano dai sogni.
Una salute di ferro necessaria a riacquistare la salute.
Scale che portano giù come portano su.
Occhiali per cercare occhiali.
L'inspirazione e l'espirazione del respiro.
E ci sia anche, almeno di tanto in tanto,
l'odio dell'odio.
Perché alla fin fine
c'è l'ignoranza dell'ignoranza.
E mani ingaggiate per lavarsene le mani.
Wislawa Szymborska
Composta mercoledì 25 febbraio 2015
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    Metafisica

    È stato, è passato.
    È stato, dunque è passato.
    In una sequenza sempre irreversibile,
    poiché tale è la regola di questa partita persa.
    Conclusione banale, inutile scriverne,
    se non per il fatto incontestabile,
    un fatto per i secoli dei secoli,
    per l'intero cosmo, qual è e sarà,
    che qualcosa è stato davvero,
    finche non è passato,
    persino il fatto
    che oggi hai mangiato gnocchi con i ciccioli.
    Wislawa Szymborska
    Composta mercoledì 25 febbraio 2015
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      Le quattro del mattino

      Ora dalla notte al giorno.
      Ora da un fianco all'altro.
      Ora per trentenni.

      Ora rassettata per il canto dei galli.
      Ora in cui la terra ci rinnega.
      Ora in cui il vento soffia dalle stelle spente.
      Ora del chissà-se-resterà-qualcosa-di-noi.

      Ora vuota.
      Sorda, vana.

      Fondo di ogni altra ora.

      Nessuno sta bene alle quattro del mattino.
      Se le formiche stanno bene alle quattro del mattino
      - le nostre congratulazioni. E che arrivino le cinque,
      se dobbiamo vivere ancora.
      Wislawa Szymborska
      Composta mercoledì 25 febbraio 2015
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        Saluto ai supersonici

        Oggi più veloci del suono,
        dopodomani della luce,
        muteremo il suono in tartaruga
        e la luce in lepre.

        Di antica parabola
        onorati animali,
        nobile coppia in gara
        da sempre.

        Correvate, correvano
        per questa bassa terra,
        provate a galleggiare
        in alto nel cielo.

        Via libera. Non vi saremo
        d'intralcio nella corsa:
        per inseguire noi stessi
        primi ci alzeremo in volo.
        Wislawa Szymborska
        Composta mercoledì 25 febbraio 2015
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          Elogio dei sogni

          In sogno
          dipingo come Vermeer.

          Parlo correntemente il greco
          e non soltanto con i vivi.

          Guido l'automobile,
          che mi obbedisce.

          Ho talento,
          scrivo grandi poemi.

          Odo voci
          non peggio di autorevoli santi.

          Sareste sbalorditi
          dal mio virtuosismo al pianoforte.

          Volo come si deve,
          ossia da sola.

          Cadendo da un tetto
          so cadere dolcemente sul verde.

          Non ho difficoltà
          a respirare sott'acqua.

          Non mi lamento:
          sono riuscita a trovare l'Atlantide.

          Mi rallegro di sapermi sempre svegliare
          prima di morire.

          Non appena scoppia una guerra
          mi giro sul fianco preferito.

          Sono, ma non devo
          esserlo, una figlia del secolo.

          Qualche anno fa
          ho visto due soli.

          E l'altro ieri un pinguino.
          Con la massima chiarezza.
          Wislawa Szymborska
          Composta mercoledì 25 febbraio 2015
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