Questo sito contribuisce alla audience di

Le migliori poesie di Wislawa Szymborska

Poetessa, saggista e traduttrice, premio nobel alla letteratura 1996, nato lunedì 2 luglio 1923 a Kórnik (Polonia), morto mercoledì 1 febbraio 2012 a Cracovia (Polonia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi.

Scritta da: Eclissi

La stazione

Il mio non arrivo nella città di N.
È avvenuto puntualmente.

Eri stato avvertito
con una lettera non spedita.

Hai fatto in tempo a non venire
all'ora prevista.

Il treno è arrivato sul terzo binario.
È scesa molta gente.

L'assenza della mia persona
si avviava verso l'uscita tra la folla.

Alcune donne mi hanno sostituito
frettolosamente
in quella fretta.

A una è corso incontro
qualcuno che non conoscevo,
ma lei lo ha riconosciuto
immediatamente.

Si sono scambiati
un bacio non nostro,
intanto si è perduta
una valigia non mia.

La stazione della città di N.
Ha superato bene la prova
di esistenza oggettiva.

L'insieme restava al suo posto.
I particolari si muovevano
sui binari designati.

È avvenuto perfino
l'incontro fissato.

Fuori dalla portata
della nostra presenza.

Nel paradiso perduto
della probabilità.

Altrove.
Altrove.
Come risuonano queste piccole parole.
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: scheggia52

    Il gatto in un appartamento vuoto

    Morire - questo a un gatto non si fa.
    Perché cosa può fare un gatto
    in un appartamento vuoto?
    Arrampicarsi sulle pareti.
    Strofinarsi tra i mobili.
    Qui niente sembra cambiato,
    eppure tutto è mutato.
    Niente sembra spostato,
    eppure tutto è fuori posto.
    E la sera la lampada non brilla più.

    Si sentono passi sulle scale,
    ma non sono quelli.
    Anche la mano che mette il pesce nel piattino
    non è quella di prima.

    Qualcosa qui non comincia
    alla solita ora.
    Qualcosa qui non accade
    come dovrebbe.
    Qui c'era qualcuno, c'era
    poi d'un tratto è scomparso
    e si ostina a non esserci.

    In ogni armadio si è guardato.
    Sui ripiani si è corso.
    Sotto il tappeto si è controllato.
    Si è perfino infranto il divieto
    di sparpagliare le carte.
    Che altro si può fare.
    Aspettare e dormire.

    Che lui provi solo a tornare,
    che si faccia vedere.
    Imparerà allora
    che con un gatto così non si fa.
    Gli si andrà incontro
    come se proprio non se ne avesse voglia,
    pian pianino,
    su zampe molto offese.
    E all'inizio niente salti né squittii.
    Composta lunedì 13 febbraio 2012
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Andrea De Candia

      Epitaffio

      Qui giace come virgola antiquata
      l'autrice di qualche poesia. La terra l'ha degnata
      dell'eterno riposo, sebbene la defunta
      dai gruppi letterari stesse ben distante.
      E anche sulla tomba di meglio non c'è niente
      di queste poche rime, d'un gufo e la bardana.
      Estrai dalla borsa il tuo personal, passante,
      e sulla sorte di Szymborska medita un istante.
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Andrea De Candia

        Elogio dei sogni

        In sogno
        dipingo come Vermeer.

        Parlo correntemente il greco
        e non soltanto con i vivi.

        Guido l'automobile,
        che mi obbedisce.

        Ho talento,
        scrivo grandi poemi.

        Odo voci
        non peggio di autorevoli santi.

        Sareste sbalorditi
        dal mio virtuosismo al pianoforte.

        Volo come si deve,
        ossia da sola.

        Cadendo da un tetto
        so cadere dolcemente sul verde.

        Non ho difficoltà
        a respirare sott'acqua.

        Non mi lamento:
        sono riuscita a trovare l'Atlantide.

        Mi rallegro di sapermi sempre svegliare
        prima di morire.

        Non appena scoppia una guerra
        mi giro sul fianco preferito.

        Sono, ma non devo
        esserlo, una figlia del secolo.

        Qualche anno fa
        ho visto due soli.

        E l'altro ieri un pinguino.
        Con la massima chiarezza.
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Andrea De Candia

          L'odio

          Guardate com'è sempre efficiente,
          come si mantiene in forma
          nel nostro secolo l'odio.
          Con quanta facilità supera gli ostacoli.
          Come gli è facile avventarsi, agguantare.

          Non è come gli altri sentimenti.
          Insieme più vecchio e più giovane di loro.
          Da solo genera le cause
          che lo fanno nascere.
          Se si addormenta, il suo non è mai un sonno eterno.
          L'insonnia non lo indebolisce, ma lo rafforza.

          Religione o non religione -
          purché ci si inginocchi per il via.
          Patria o no -
          purché si scatti alla partenza.
          Anche la giustizia va bene all'inizio.
          Poi corre tutto solo.
          L'odio. L'odio.
          Una smorfia di estasi amorosa
          gli deforma il viso.

          Oh, quegli altri sentimenti -
          malaticci e fiacchi.
          Da quando la fratellanza
          può contare sulle folle?
          La compassione è mai
          giunta prima al traguardo?
          Il dubbio quanti volenterosi trascina?
          Lui solo trascina, che sa il fatto suo.

          Capace, sveglio, molto laborioso.
          Occorre dire quanti canzoni ha composto?
          Quante pagine ha scritto nei libri di storia?
          Quanti tappeti umani ha disteso
          su quante piazze, stadi?

          Diciamoci la verità:
          sa creare bellezza.
          Splendidi i suoi bagliori nella notte nera.
          Magnifiche le nubi degli scoppi nell'alba rosata.
          Innegabile è il pathos delle rovine
          e l'umorismo grasso
          della colonna che vigorosa le sovrasta.

          è un maestro del contrasto
          tra fracasso e silenzio,
          tra sangue rosso e neve bianca.
          E soprattutto non lo annoia mai
          il motivo del lindo carnefice
          sopra la vittima insozzata.

          In ogni istante è pronto a nuovi compiti.
          Se deve aspettare, aspetterà.
          Lo dicono cieco. Cieco?
          Ha la vista acuta del cecchino
          e guarda risoluto al futuro
          - lui solo.
          Vota la poesia: Commenta