Poesie di Teresa Libroia

Studentessa, nato a Salerno (Italia)
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Scritta da: Teresa Libroia

Io non so parlar d'amore

Io non so parlar d'amore
eppur mi cimento in quest'ignoto.
Perché mai l'hai fatto freddo cuore?
Com'è che hai cristallizzato l'amore?
Mai un ti amo uscito da questa bocca,
nessuno vi era per ascoltarlo,
eppur nel cimitero freddo ve ne sono molti
rivolti ad un sol volto.
Io mai amai.
Ma amai il calore che i ricordi
di lui mi sprigionavano dentro.
Il calore che ricordando, faceva sentir viva la mia morte.
E così m'innamorai.
Ma della tua mancanza e
sol ora illuminata penso che se tu
qui fossi, questo fiume pieno d'amore
non ci sarebbe ad invadermi l'anima.
Teresa Libroia
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    Scritta da: Teresa Libroia

    Ode alla melanconia

    Cara melanconia,
    sempre più mi porti via.
    Compagna della mia stanca vita,
    d'emozioni marce riempi quest'arida anima
    che assetata di vita, si avventa, perdendo
    un'altra goccia della sua riserva.
    Cara melanconia,
    quanta vita succhi via.
    Non sai di quanta gioia privi un'anima e
    quanti squarci infliggi a questo tempo.
    Arrivi all'improvviso, invadi, ma non è dimora tua,
    e poi che fai? Saccheggi.
    Sempre il più prezioso nettare egoista prendi,
    oh povera essenza dell'anima mia, spogliata sei
    e nuda giaci violentata e privata, lasciata sola
    con un rivolo di sangue.
    Teresa Libroia
    Composta lunedì 18 aprile 2011
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      Scritta da: Teresa Libroia

      Nulla

      Mai nulla saprete della mia vita
      che muta lascerà questa valle
      per non turbar gli animi che la amarono.
      Il male la spolpa piano piano...
      Non di continuo, no... Ma la lacera
      profondamente lasciando sgorgar
      dalle ferite tutto il bello che vi è.
      Quando poi il Male, lascia gli artigli a riposar,
      ella lecca le ferite per tentar di ricucir
      i fil strappati di felicità.
      Inutile, bella mia. La felicità non ritorna.
      Partorirai un nuovo dolore ancora.
      Piccoli figli di cui nessuno sarà memore.
      Li accudirai da sola, isolata dal mondo,
      li su, guardando questa valle decadere
      sotto grossi macigni opachi
      di sogni spezzati.
      Teresa Libroia
      Composta mercoledì 16 febbraio 2011
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        Scritta da: Teresa Libroia

        Tu cielo, io formica...

        E rincorro pezzi di cielo fatti di te
        e quanto invidio le nuvole che
        possono il tuo volto accarezzar;
        e quanto invidio gli uccelli che
        posson il tuo volto baciar.
        Già tanto quanto invidio le stelle che
        posson, quando hai paura,
        regalarti la luce;
        Tanto quanto invidio la luna che
        può seguirti nel tuo cammino
        alleviandoti i dolori.
        Mentre io sol da qui ti posso ammirar,
        senza speranza di poterti amar,
        ma posso sol raccoglier e baciar le tue lacrime
        quando il tuo ferito cuore piange e
        la pioggia amara cade.
        Teresa Libroia
        Composta mercoledì 16 febbraio 2011
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          Scritta da: Teresa Libroia
          Non si ricomincia da qui.
          In questo luogo memore di tutti i miei affanni.
          Via non posso andar e la morte tituba a chiamarmi.
          Son forse troppo pessimista riguardo questa vita?
          Forse. Ma questi miei affanni sono troppi per i miei anni.
          Non riesco a metterli da parte e a far finta di nulla.
          E poi c'è che ognuno, il dolore, se lo figura a modo suo, lo sente a modo suo.
          Cos'è che rende felici? Un amore? una carezza? un abbraccio? un bacio? a me no.
          Mi vien da vomitar al sol pensiero. Io non amo.
          Teresa Libroia
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