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Poesie di Simona Giorgino

Insegnante, nato giovedì 9 gennaio 1986 a Casarano (LE) (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

Scritta da: Simona Giorgino

Aliti immortali

Lascerò i tuoi occhi
abituarsi alla luce
di queste mattine
brulicanti di brina,
i tuoi orecchi udiranno
le voci più dolci
levarsi in un canto
che sa di magia,
lascerò le tue mani
sentire il calore
di un corpo concesso
all'amore.
Lascerò le tue labbra
schiudersi ancora
in un bacio che sa di amarena,
dolce quanto il tuo odore,
e i tuoi respiri vivranno nel vento –
li lascerò espandersi
come aliti immortali
che portano con sé
il seme eterno della vita.
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    Scritta da: Simona Giorgino

    L'attimo rubato

    Lascia che sia
    questo vento che soffia
    che ci agita i capelli
    che ci trascina adagio
    dentro vortici di fuoco.
    Lascia che sia
    questa voce che parla
    questa frase sconnessa
    d'emozioni trattenute
    nelle mani tue,
    calde e sudate.
    Lascia che sia
    questa mano che scorre
    con dita tremanti
    tra palpiti agitati
    e rimorsi di coscienza.
    Lascia che siano
    queste labbra socchiuse
    in un bacio infuocato
    che ti dona l'ardore,
    e poi ne rubi un altro -
    l'ultimo istante
    da portare con te
    prima d'imboccare
    la strada maestra.
    Lascia che sia
    una parola sommessa
    affievolita dal tuo volto
    pallido e stanco
    che indugia sovente
    di fronte a quest'anima
    che corre, giocando -
    dentro inaccessibili
    sentieri.
    Lascia che sia
    quest'attimo rubato
    l'unico scopo
    delle giornate tue.
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      Scritta da: Simona Giorgino

      Lance amare

      Sorella mia,
      forse m'ami di un amore
      che non so,
      forse cerchi nelle sagome
      un riflesso – un volto
      che somigli un poco a te.
      Fratello mio,
      tieni stretto
      dentro al cuore
      il tuo segreto dei millenni,
      senti spento
      quel respiro delle labbra,
      odi suoni che ricolmano
      di lacrime
      i tuoi occhi fiduciosi.
      Sorella cara,
      tieni adesso questa mano
      che sussulta di paura
      quando dici una parola
      che trasuda dal tremore.
      Donne e uomini nel mondo
      che frugano nei cassetti
      dei diletti,
      lance amare dell'orgoglio
      da tirare verso cuori
      per ferire una passione
      dal debole germoglio.
      Ecco cosa siamo,
      sorelle d'uomini
      e di donne
      che s'incrociano per bivi
      e si ridicono parole
      pronunciate troppe volte
      e si rilanciano vendette
      consumate con superbia,
      ma non vale mai la pena
      di ferire il tuo fratello –
      quando quella che ti chiama,
      lì sull'angolo,
      è una sagoma che ti somiglia.
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        Scritta da: Simona Giorgino

        Voci di città

        Come cori mi donavi
        tra lampioni e piazze ornate
        nel Natale dell'Amore,
        mille luci colorate
        e fili d'oro sopra i rami,
        fiabe smorte del dicembre,
        roghi spenti dentro al cuore.
        Tra le strade t'accendevi
        nelle sere affaccendate
        di strozzini innamorati
        che temevano prigioni.
        E notti di ragioni,
        mercatini d'innocenza
        dietro squallide intenzioni.
        Città cara,
        di promesse m'hai tessuta
        come fossi all'uncinetto,
        mano esperta come sarta
        cuci e scuci senza pena.
        Nel tuo cuore di cemento
        io mi perdo tra i sentieri
        e in questi vicoli piccini
        ove giace, indisturbato,
        il lieto volto della vita.
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