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Poesie di Saverio Ferrara

IMPIEGATO TELECOM IN MOBILITA', nato martedì 20 luglio 1954 a ROCCARAINOLA (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: SAVERIO FERRARA

Buio...

Oscuri pensieri
cercan la luce.
Lotta insistente
per evitare l'ignoto.

Oltre
le illusioni
mi ritrovo
nel buio.

Buio
amico
che mi rattrista
e consola...

La mente si cheta
ad uno spiraglio segreto.
Effimero barlume
del giorno che giunge.

Non mi basta
quello sprazzo,
se mi deve
far soffrire...

Preferisco
la notte...

Una notte
profonda
senza luna
e né stelle.

Una notte
tempestosa
con pioggia
scrosciante,
che mi doni
le lacrime
per condurmi
all'oblio.
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    Scritta da: SAVERIO FERRARA

    Ruderi...

    Vecchio baluardo
    di antiche civiltà
    domina maestoso
    l'immensa vallata.

    Dimora inespugnabile
    di onorato principe
    ridotto in macerie
    dal tempo e la gente.

    Rovi ed arbusti
    le eroiche mura invadono.
    Natura selvaggia
    non consente l'accesso.

    Indisturbati covi
    di avidi serpenti
    trovano protezione
    dentro l'antica fortezza.

    Ricchezza che si perde
    in ruderi decrepiti...
    Tristi testimoni
    della gloria che fu...
    Composta domenica 17 luglio 2011
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      Scritta da: SAVERIO FERRARA

      Tristi rintocchi

      Lenti rintocchi
      di vecchie campane
      giungono tristi
      e martellano i cuori.

      Piaghe dolenti
      di lacrime amare
      provocano rivoli
      che scorrono rapidi.

      Nel vicino campetto c'è
      chi attende un vecchietto,
      fiducioso e paziente
      di sentir la sua voce.

      Un gruppo di bimbi
      ad una sedia fa cerchio
      rivivendo le favole
      di un allegro nonnetto.
      Composta venerdì 24 giugno 2011
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        Scritta da: SAVERIO FERRARA

        Erano tempi...

        Erano tempi poveri,
        erano tempi difficili...

        Erano tempi,
        comunque belli...

        Si viveva
        la casa in due stanze.

        Si dormiva
        nello stesso letto
        in entrambi i versi.

        Si sentiva il calore
        della famiglia.

        Ero un ragazzino...

        Consumavo quel poco
        che la tavola offriva
        ed ero soddisfatto.

        Ero consapevole che qualcuno
        si era privato
        per lasciare a me il meglio...

        Ero felice così
        e non chiedevo di più.

        Affidavo ai sogni
        i desideri che giudicavo
        non realizzabili.

        Erano tempi...
        Tempi remoti....

        Stan tornando quei tempi...

        Spero non facciano soffrire...
        Composta martedì 21 giugno 2011
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          Scritta da: SAVERIO FERRARA

          Case mie, paese mio...

          Giganteschi palazzi
          della grande città
          mi infondono nostalgia
          di un'altra realtà.

          La mente che evade
          dolcemente si appaga
          in un piccolo rifugio
          molto lontano...

          Sul calar della sera
          è un grazioso presepe...
          Si illuminano le finestre,
          si animano i vicoli.

          Dalla dominante collina
          gioisce la vista.

          Il cuore esulta,
          la mente fantastica
          nell'ammirar la quiete
          di quest'armonia
          che mi manca...
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