Scritta da: alessia14

Per me è chiaro ch'è uguale agli dèi

Per me è chiaro ch'è uguale agli dèi
quell'uomo che in fronte a te
siede e a te vicino ascolta te
che parli dolcemente

e sorridi piena di desiderio, e questo basta
a farmi saltare il cuore nel petto:
perché appena ti guardo, ecco non sono più capace
di dire una sillaba,
anzi la lingua mi s'affloscia, subito
un fuoco mi corre leggero sotto la pelle,
con gli occhi non vedo più niente,
le orecchie rimbombano,

un velo di sudore mi ricopre, un brivido
mi possiede tutta, più verde dell'erba
divento, e poco, persino a me è chiaro,
mi manca a morire.

Ma tutto si può sopportare.
Saffo
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    Scritta da: Pierluigi Camilli

    Simile a un Dio

    Simile a un Dio mi sembra quell'uomo
    che siede davanti a te, e da vicino
    ti ascolta mentre tu parli
    con dolcezza
    e con incanto sorridi. E questo
    fa sobbalzare il mio cuore nel petto.
    Se appena ti vedo, sùbito non posso
    più parlare:
    la lingua si spezza: un fuoco
    leggero sotto la pelle mi corre:
    nulla vedo con gli occhi e le orecchie
    mi rombano:
    un sudore freddo mi pervade: un tremore
    tutta mi scuote: sono più verde
    dell'erba; e poco lontana mi sento
    dall'essere morta.
    Ma tutto si può sopportare...
    Saffo
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      Avrei davvero voluto morire
      quando lei mi lasciò in affannoso pianto
      tra molte cose dicendomi ancora:
      "Come soffriamo atrocemente, Saffo,
      io ti lascio contro il mio volere."
      Ed io a lei rispondevo:
      "Và serena e di me serba il ricordo.
      Sai quanto ti ho amata.
      Se mai tu lo dimenticassi, sempre
      io ricorderò i bei momenti che vivemmo.
      Quando di corone di viole
      e di rose e di croco, accanto a me
      ti cingevi il capo gentile,
      e mettevi intorno al collo
      ghirlande intrecciate di fiori.
      E cosparsa di essenze profumate
      sul morbido letto ti saziavi,
      né mai vi furono danze
      nei sacri boschi a cui fossimo assenti..."
      Saffo
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        Scritta da: Elisabetta

        Passione d'amore

        Quei parmi in cielo fra gli Dei, se accanto
        ti siede, e vede il tuo bel riso, e sente
        i dolci detti e l'amoroso canto!

        A me repente,
        con più tumulto il core urta nel petto:
        more la voce, mentre ch'io ti miro,
        su la mia lingua nelle fauci stretto
        geme il sorriso.

        Serpe la fiamma entro il mio sangue, ed ardo:
        un indistinto tintinnio m'ingombra
        gli orecchi, e sogno: mi s'innalza al gaurdo
        torbida l'ombra.

        E tutta molle d'un sudor di gelo,
        e smorta in viso come erba che langue,
        tremo e fremo di brividi, ed anelo
        tacito, esangue.
        Saffo
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