Non voglio che ti allontani,
dolore, ultima forma
di amare. Io mi sento vivere
quando tu mi fai male
non in te, né qui, più oltre:
sulla terra, nell'anno
da dove vieni
nell'amore con lei
e tutto ciò che fu.
In quella realtà
sommersa che nega se stessa
ed ostinatamente afferma
di non essere esistita mai,
d'essere stata nient'altro
che un mio pretesto per vivere.
Se tu non mi restassi,
dolore, irrefutabile,
io potrei anche crederlo;
ma mi rimani tu.
La tua verità mi assicura
che niente fu menzogna.
E fino a quando ti potrò sentire,
sarai per me, dolore,
la prova di un'altra vita
in cui non mi dolevi.
La grande prova, lontano,
che è esistita, che esiste,
che mi ha amato, sì,
che la sto amando ancora.
Pedro Salinas
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    Non ho bisogno di tempo
    per sapere chi sei:
    conoscersi è luce improvvisa.
    Chi ti potrà conoscere
    là dove taci, o nelle
    parole con cui tu taci?
    Chi ti cerchi nella vita
    che stai vivendo, non sa
    di te che allusioni,
    pretesti in cui ti nascondi.
    E seguirti all'indietro
    in ciò che hai fatto, prima,
    sommare azioni a sorriso,
    anni a nomi, sarà
    come perderti. Io no.
    Ti ho conosciuto nella tempesta.
    Ti ho conosciuto, improvvisa,
    in quello squarcio brutale
    di tenebra e luce,
    dove si rivela il fondo
    che sfugge al giorno e alla notte.
    Ti ho visto, mi hai visto, ed ora,
    nuda ormai dell'equivoco,
    della storia, del passato,
    tu, amazzone sulla folgore,
    palpitante di recente
    ed inatteso arrivo,
    sei così anticamente mia,
    da tanto tempo ti conosco,
    che nel tuo amore chiudo gli occhi,
    e procedo senza errare,
    alla cieca, senza chiedere nulla
    a quella luce lenta e sicura
    con cui si riconoscono lettere
    e forme e si fanno conti
    e si crede di vedere
    chi tu sia, o mia invisibile.
    Pedro Salinas
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      Scritta da: mor-joy

      Eterna presenza

      Non importa che non ti abbia,
      non importa che non ti veda.
      Prima ti abbracciavo,
      prima ti guardavo,
      ti cercavo tutta,
      ti desideravo intera.
      Oggi non chiedo più
      né alle mani, né agli occhi,
      le ultime prove.
      Di starmi accanto
      ti chiedevo prima,
      sì, vicino a me, sì,
      sì, però lì fuori.
      E mi accontentavo
      di sentire che le tue mani
      mi davano le tue mani,
      che ai miei occhi
      assicuravano presenza.
      Quello che ti chiedo adesso
      è di più, molto di più,
      che bacio o sguardo:
      è che tu stia più vicina
      a me, dentro.
      Come il vento è invisibile, pur dando
      la sua vita alla candela.
      Come la luce è
      quieta, fissa, immobile,
      fungendo da centro
      che non vacilla mai
      al tremulo corpo
      di fiamma che trema.
      Come è la stella,
      presente e sicura,
      senza voce e senza tatto,
      nel cuore aperto,
      sereno, del lago.
      Quello che ti chiedo
      è solo che tu sia
      anima della mia anima,
      sangue del mio sangue
      dentro le vene.
      Che tu stia in me
      come il cuore
      mio che mai
      vedrò, toccherò
      e i cui battiti
      non si stancano mai
      di darmi la mia vita
      fino a quando morirò.
      Come lo scheletro,
      il segreto profondo
      del mio essere, che solo
      mi vedrà la terra,
      però che in vita
      è quello che si incarica
      di sostenere il mio peso,
      di carne e di sogno,
      di gioia e di dolore
      misteriosamente
      senza che ci siano occhi
      che mai lo vedano.
      Quello che ti chiedo
      è che la corporea
      passeggera assenza,
      non sia per noi dimenticanza,
      né fuga, né mancanza:
      ma che sia per me
      possessione totale
      dell'anima lontana,
      eterna presenza.
      Pedro Salinas
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        Scritta da: Eclissi

        La forma de querer tù...

        La forma de querer tù
        es dejarme que te quiera.
        El sì con que te me rindes
        es el silencio. Tus besos
        son ofrecerme los labios
        para que los bese yo.
        Jamás palabras, abrazos,
        me dirán que tù existías,
        que me quisiste: Jamás.
        Me lo dicen hojas blancas,
        mapas, augurios, teléfonos;
        tù, no.
        Y estoy abrazado a ti
        sin preguntarte, de miedo
        a que no sea verdad
        que tù vives y me quieres.
        Y estoy abrazado a ti
        sin mirar y sin tocarte.
        No vaya a ser que descubra
        con preguntas, con caricias,
        esa soledad inmensa
        de quererte sólo yo.
        Pedro Salinas
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