Scritta da: Nello Maruca

CLXXXI

Inebetito, steso mi fui cheto
per nove dì che tutto ardea di foco
e membra consumommi poco a poco
e lo pensare al cranio fummi veto.

Lo cinquettar d'uccello del vigneto
fecemi intraveder dond'ero il loco
e a fiato fioco la mia mamma invoco
ché dal cald'affetto ancora non desueto

Giovane suora che a mio canto siede,
flebile e dolce voce sì mi dice:
Mamma ch'invochi tosto qui riede

Ch'affiancata dalla madre Badessa
siede al cospetto di Signora Contessa
ch'è di colei che ami generatrice.
Nello Maruca
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    Scritta da: Nello Maruca

    CLXX

    Pensa, perciò, quanto noi s'è detto
    e se convinta stilerem rogito,
    così tutto sarà ben definito,
    sperando gesto ti sia ben'accetto.

    Quanto mi date non è un oggetto
    ma gesto, signora, che mai avrei capito
    se non fosse da voi, puro spirito
    e per spirito, signora tutt'accetto.

    Domani, se vuoi, sarai in Azienda,
    avrai di che vedere e imparare,
    cominci a districarti nel da fare.

    Verrò, ch'ò voglia di prest'imparare
    certa ch'è poco agevol seguitare
    conduzione di sì grand'Azienda

    Questo, figliolo, quanto con Bonconto
    e consorte donna Maria del Ronto.
    Nello Maruca
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      Scritta da: Nello Maruca

      CLXIX

      Tale motivo, indi, a te ci porta
      Che nel vedere te vediam figliolo
      e n'abbiamo da sempre gran consolo
      e sol l'amore è che ci trasporta.

      Accetta, indi, questa nostr'offerta
      e accedi lesto a tuo alto ruolo
      Né ti crucciar di ciò, né darti duolo,
      guida l'Azienda con man forte e certa.

      Terrai a tuo fianco noi e maestranza
      Fintantoché farai l'esperienza
      e d'ogni cosa avrai piena coscienza.

      L'Azienda, come sai, gode prestigio
      Ch'amministrata è in mod'egregio
      Perciò convien seguir la vecch'usanza.
      Nello Maruca
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        CLXVI

        La mente è travagliata e il cuore
        spezzato ma tutta quanta la vita,
        pur degl'avvenimenti indebolita
        innanzi tieni e vuol da te vigore.

        Non declinare no, giammai, il fervore
        le membra, il cuor, la mente incita
        al trotto e di fè sia la pena nutrita;
        solo così riavrai lo perduto amore.

        In nostra casa tu sei figliolo
        e resti con noi ad amministrare
        i beni che dal Ciel ci son piovuti.

        Poi, quando gli zii saranno qui venuti
        deciderai restare oppure andare
        a esplicare d'arte giusto ruolo.
        Nello Maruca
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          CXXXIX

          Tra tutto il dolor mio speme m'appare
          Al pensar ch'oggi tutto si conclude
          e fine lung'odissea che occhi schiude
          Pur quando palpebra sonno fa calare.

          Inginocchiato ai piè del casto Altare,
          fisso lo guardo a Chi non mai delude
          prego che la Sua carità me non esclude
          e che lo cup'affanno faccia chetare.

          Par che mia mente ritrova sollievo,
          Ma poi lo core torna a lacrimare
          Chè lo passar del tempo è altalena

          e sopportare non può cotanta pena
          che appena ch'ardisco traversare
          Ricado in fondo e torbid'acqua bevo.
          Nello Maruca
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