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Poesie di Luca Zecca

Venditore, scrittore, blogger e fotografo, nato martedì 5 giugno 1990 a Morbegno (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti, in Leggi di Murphy, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: Luca Zecca

Farti sognare

"Mi piaci da impazzire",
non avrei altro da dire,
se non fosse che
il cuore ho pieno di te.

I versi non posso controllare,
il cuore vuole parlare,
e a te vuole dedicare,
rime da farti sognare.

Forse tutti hai allontanato,
ma me hai conquistato.

Come in un incubo ero imprigionato,
ma il tuo sguardo mi ha liberato,
la solitudine mi ha abbandonato,
il tuo cuore al mio ha parlato.

Non potrei altrove trovare,
qualcuna che mi faccia sentire
come quando ti sto a guardare.

Nella pace assoluta mi sembra di stare,
quanto ti sto a pensare,
e non ho bisogno di saper volare,
volo ogni volta che ti sto a desiderare.

Dei miei sentimenti ti ho parlato,
cosa ho nel cuore ti ho mostrato,
e ora mi fermo ad ascoltare,
se sono riuscito a farti sognare.
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    Scritta da: Luca Zecca

    Mentre le lacrime mi rigano il viso

    Mentre le lacrime mi rigano il viso,
    penso al tuo dolce sorriso.

    Mentre i singhiozzi non mi fanno respirare,
    ai tuoi occhi continuo a pensare.

    Mentre il tempo comincia a pesare,
    per te il mio cuore continua a pulsare.

    Mentre le tenebre mi vogliono ingoiare,
    la tua luce non mi fa sprofondare.

    Mentre penso che tuo non potrò mai essere,
    il sogno di te con me la speranza non mi fa perdere.
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      Scritta da: Luca Zecca

      Il dolore il mio cuore ha preso

      Il dolore il mio cuore ha preso,
      e ora a un filo sono appeso,
      e nessuna forza da quassù,
      può in alcun modo tirarmi giù;

      perché se la forza necessaria,
      descritta con umane parole può essere,
      comincerei a rievocare l'aria,
      che con tempesta ogni cosa può distruggere,

      e con pianto parlerei del fulmine,
      che con il suo baglior,
      del mondo raggiunge il culmine.

      Con stridore di denti narrerei del fior,
      che di primavera gli occhi illumina di mille color,
      dopo essere rinato per il suo del mondo amor.

      Ed è per questo che è per me vano
      aspettare che possa arrivare un umano,
      con questa forza,
      in grado di liberarmi dalla sua morsa.

      Così l'anima mia con le sue forze si desta,
      e libera il cuor mio dal maligno despota.

      Questi versi ho composto,
      per coloro che non hanno il cuore a posto,
      perché sappiano che anche nel profondo buio,
      con la nostra luce si può sconfiggere il tormentato oblio.

      Perché sappiano che,
      dei mali subiti l'anima loro si carica,
      e che quando la tremenda forza scarica,
      senza l'aiuto di nessuno,
      al di fuori di loro, dell'amico angelo e del Padre di ognuno
      con dignità e onore torneranno qualcuno.
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        Scritta da: Luca Zecca

        Si guarda il cielo sereno

        Si guarda il cielo sereno
        sperando che sia un momento passeggero,
        si odono gli uccelli cantare
        mentre tenti ancora di dimenticare.

        Si sta a farsi accarezzare
        dalla brezza che ti vuole aiutare,
        cercando di allontanare,
        quella delusione che così ti ha fatto diventare.

        Ma poi il sole sembra scappare,
        una nuvola l'ha fatto oscurare;
        ma non vi è niente da fare,
        il sole torna a brillare.

        In simil guisa ti sei comportato,
        come la nuvola ci hai provato,
        l'hai fatto sapendo già di perire,
        da errate conclusioni non ti far tradire.

        Sereno e forte puoi ritornare,
        ma questi due miei versi devi rammentare:
        "non sempre conta il risultato,
        ma che tu ci abbia provato".
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