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Poesie di Luca Zecca

Venditore, scrittore, blogger e fotografo, nato martedì 5 giugno 1990 a Morbegno (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti, in Leggi di Murphy, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: Luca Zecca
Il cielo si colora di rosso
la sera quando il sole ci lascia.

La volpe la nel fosso
nasconde i cuccioli prima della caccia.

La dura notte d'inverno ricopre ogni cosa
senza distinzione di colore della faccia.

Il caldo tepore del tuo pensier però
non mi permette di soffrire
e di temere ciò che sarò.

Il tuo amore mi permette di aprire
il mio cuore anche tra freddo e neve
senza che io possa perire.

E se anche freddo e neve sono solitudine
sempre forte e sereno mi sento,
e di passare il mio tempo con te mai mi pento
tu mi rendi sereno anche quando sono tra martello e incudine.

Questo inverno di solitudine non mi spaventa
perché già so qual è la mia ricompensa;
riscoprir te alla fine di questa tormenta.

E dubbi sul trovarti non ho,
come non ho dubbi che domani il sole
sorgere vedrò.
Composta domenica 23 ottobre 2011
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    Scritta da: Luca Zecca

    Una lacrima che riga il volto

    Una lacrima che riga il volto
    assomiglia a un salto nel vuoto,
    perché sicuro è l'istante in cui inizia
    a lacrimare ma non quando
    si riuscirà a fermare.

    E intanto rivedi te stesso e
    rileggi tutto dietro il dolore, ma
    tutto vedi fuorché la lieta conclusione.

    La tua piccolezza è inghiottita
    dall'immensità di attimi di infinità,
    già ti chiedi se mai più una delizia
    per il cuore la vita ti riserverà.

    Ogni sospiro ormai sembra rumoreggiare
    contro di me, come a scandire
    il lento consumarsi del tempo.

    Ahi come impera la tenebrosità
    quando la tristezza dona falsità
    cercando di distogliere le cose
    dalla loro realtà.

    Ahi nulla sembra poter contrastare
    il grigiume di un mondo che
    credi non ti possa amare.

    Ma è nel riflesso sfuggente
    della lacrima ormai asciugata
    che capisci come le lacrime portano
    solo ad altro dolore,
    mentre un sorriso può far sentire anche
    agli altri un po' di compassione.
    Composta sabato 12 settembre 2009
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      Scritta da: Luca Zecca

      Condannato

      La fredda oscurità ogni cosa avvolse,
      e nulla di ciò che presente era
      ancora l'occhio si accorse.

      Ma se poeta non mi fossi considerato,
      a questo punto il poemetto
      potrebbe dirsi terminato.

      Quanto facile il mondo sarebbe
      se per me freddo fosse freddo e luce
      fosse luce; nulla così mi impensierirebbe.

      Ma così poeta più non sarei,
      i mari delle parole più non solcherei,
      e la vita nella sua semplicità mi godrei.

      Ma un più grande fardello mi è affidato,
      e a esso mai ho rinunciato.

      Vivere, sì, la vita, nella sua semplicità,
      ma spesso fermandomi così da
      cogliere le sue peculiarità.

      "Condannato" (più soave condanna
      inflitta non fu mai) io sono a smettere
      spesso di vivere, così da potermi vedere
      e cogliere il mondo nel suo armonioso fluire.

      Ai più duri d'orecchi una semplificazione
      ora e per sempre voglio porgere:

      "Per i minuti in cui vi ponete a spettatori
      sappiate che cessate d'essere giocatori".
      Composta venerdì 28 agosto 2009
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        Scritta da: Luca Zecca

        Ti andai cercando per anni Amore

        Ti andai cercando per anni Amore,
        componendo versi e studiando parole,
        cercandoti di fiore in fiore.

        E oggi che mi abbagli come il sole,
        fatico a descriverti e a comporre,
        come se ti fossi coperto di nuvole.

        Sarà che l'averti per anni desiderato,
        sarà che il volerti le rime ha facilitato,
        sicuro è che oggi scriverti si è complicato.

        Oggi a riprova tante sono le poesie
        per coloro che il mio amore hanno rifiutato,
        pari a nessuna quelle per chi mi ha accettato
        senza ingannarmi o raccontarmi bugie.

        Ma questa a lei voglio dedicare,
        alla stupenda che mi sa amare.

        Tu Laura un nuovo impulso mi hai dato,
        e per sempre te ne sarò grato.

        Ti amo mio fiore che ti lasci baciare
        come la rosa che ancora colma di rugiada
        dal sole si lascia sfiorare.

        Ti amo stella del firmamento
        che nella moltitudine non ha perso se stessa
        e non ha lasciato che il mondo la
        istruisse a suo piacimento.

        Per te mia signora queste rime compongo,
        e con esse il nostro amore incorono.

        La poesia qui concludo per non annoiare
        colui che poveretto legge e non saprà mai amare.
        Composta mercoledì 11 novembre 2009
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