Scritta da: Jutka Csakanyi

Sono le parole

Sono le parole silenziose
pronunciate sotto voce
quelle che si disperdono
e conservano l'eco del suono
senza potersi dissolvere
e rimangono nella memoria
come indelebili impronte
e fanno più dolore

Cerco quella luce
che avevi negli occhi
è il colore delle colline
la tua dolcezza
ammiro nel rossore della tarda sera
era bianco il mio vestito
quel giorno di morte.
Jutka Csakanyi
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Jutka Csakanyi
    Salgono, invadono rompono
    le forze della resistenza
    Gravano distendendo la rabbia
    ombre della disubbidienza
    nell'immagine riflessa
    dell'inutile esperienza

    Nella memoria tu
    mentre porgi le mani vuote
    e le fai sembrare piene
    Io che colgo come scintilla
    l'effimero, la luce
    passa tra le tue dita
    per magia come onda
    mi muove i cappelli

    Poi arrivano i vecchi soldati
    in forma di pensiero e sono spietati
    Come si fa togliere dei segni
    quando sono già disegnati,
    Scrivo sopra con altre linee e altri colori.
    Jutka Csakanyi
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Jutka Csakanyi

      Il tempo che passa

      Il tempo passa e rende le cose leggibili
      i codici dell'esistenza più misteriosi
      Il tempo logora e ricopre di muffa la freschezza
      oscurando anche i pensieri
      Maledizione alla ragione,
      che si fa ogni giorno più viva
      mi toglie l'ultima scintilla di gioia

      È lontano il tempo del sarebbe stato
      Dove sono i pensieri che allora erano allegri
      Ora non so a che farmene
      della saggezza che mi amareggia
      Credevo di essere padrona
      ma gli eventi vincono ancora
      Non ho controllo delle cose
      accadono, e sono subdole

      L'uomo non è uomo in questa epoca
      è tecnologia è mezza macchina
      Misura con gli strumenti
      il livello dello smog e i delitti
      Il pessimismo è solo definizione
      approfondisce la riflessione.
      Jutka Csakanyi
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Jutka Csakanyi

        Malessere

        È un malessere che mi prende
        mentre ho lo sguardo sull'ombra
        tra l'angolo del lavandino e la porta
        lì alloggia da tempo la sofferenza
        si dilata si contrae nell'osservanza

        La voglia è di altro luogo, di un altro tempo
        ma posseggo questo spazio e questo tempo
        Le voci stanche del cortile
        salgono in questa vecchia casa del 1923

        Sì, è così avvilente questa giornata,
        un vicino mi augura buona giornata
        Stanotte c'è la luna piena
        e io sono stralunata.
        Jutka Csakanyi
        Vota la poesia: Commenta
          Questo sito contribuisce alla audience di