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Poesie di Jorge Luis Borges

Scrittore, poeta, saggista, traduttore e accademico, nato giovedì 24 agosto 1899 a Buenos Aires (Argentina), morto sabato 14 giugno 1986 a Geneva (Svizzera)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

Scritta da: goccia di miele

Diritto

Dormivi. Ti sveglio.
Il gran mattino reca l'illusione di un inizio.
Avevi dimenticato Virgilio. Sono qui gli esametri.
Ti porto molte cose.
I quattro elementi dei greci: la terra, l'acqua, il fuoco, l'aria.
Un solo nome di donna.
L'amicizia della luna.
I chiari colori dell'atlante.
L'oblio, che purifica.
La memoria che sceglie e che riscrive.
L'abitudine che ci aiuta a sentirci immortali.
Il quadrante e le lancette che dividono l'inafferrabile tempo.
La fragranza del sandalo.
I dubbi che chiamiamo, non senza vanità, metafisica.
Il manico del bastone che la tua mano attende.
Il sapore dell'uva e del miele.
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    Scritta da: goccia di miele

    Il complice

    Mi crocifiggono e io devo essere la croce e i chiodi.
    Mi tendono il calice e io devo essere la cicuta.
    Mi ingannano e io devo essere la menzogna.
    Mi bruciano e io devo essere l'inferno.
    Devo lodare e ringraziare ogni istante del tempo.
    Il mio nutrimento son tutte le cose.
    Il peso preciso dell'universo, l'umiliazione, il giubilo.
    Devo giustificare ciò che ferisce.
    Non importa la mia fortuna o la mia sventura.
    Sono il poeta.
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      Scritta da: goccia di miele

      Il sogno

      La notte impone a noi la sua fatica
      magica. Disfare l'universo,
      le ramificazioni senza fine
      di effetti e di cause che si perdono
      in quell'abisso senza fondo, il tempo.
      La notte vuole che stanotte oblii
      il tuo nome, i tuoi avi e il tuo sangue,
      ogni parola umana ed ogni lacrima,
      ciò che poté insegnarti la tua veglia,
      l'illusorio punto dei geometri,
      la linea, il piano, il cubo, la piramide,
      il cilindro, la sfera, il mare, le onde,
      la guancia sul cuscino, la freschezza
      del lenzuolo nuovo...
      Gli imperi, i Cesari e Shakespeare
      e, ancora più difficile, ciò che ami.
      Curiosamente, una pastiglia può
      svanire il cosmo e costruire il caos.
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        Scritta da: Eclissi

        La dicha (La felicità)

        El que abraza a una mujer es Adán. La mujer es Eva.
        Todo sucede por primera vez.
        He visto una cosa blanca en el cielo. Me dicen que es la luna, pero
        qué puedo hacer con una palabra y con una mitología.
        Los árboles me dan un poco de miedo. Son tan hermosos.
        Los tranquilos animales se acercan para que yo les diga su nombre.
        Los libros de la biblioteca no tienen letras. Cuando los abro surgen.
        Al hojear el atlas proyecto la forma de Sumatra.
        El que prende un fósforo en el oscuro está inventando el fuego.
        En el espejo hay otro que acecha.
        El que mira el mar ve a Inglaterra.
        El que profiere un verso de Liliencron ha entrado en la batalla.
        He soñado a Cartago y a las legiones que desolaron a Cartago.
        He soñado la espada y la balanza.
        Loado sea el amor en el que no hay poseedor ni poseída,
        pero los dos se entregan.
        Loada sea la pesadilla, que nos revela que podemos crear el infierno.
        El que desciende a un río desciende al Ganges.
        El que mira un reloj de arena ve la disolución de un imperio.
        El que juega con un puñal presagia la muerte de César.
        El que duerme es todos los hombres.
        En el desierto vi la joven Esfinge que acaban de labrar.
        Nada hay tan antiguo bajo el sol.
        Todo sucede por primera vez, pero de un modo eterno.
        El que lee mis palabras está inventándolas.

        Chi abbraccia una donna è Adamo. La donna è Eva.
        Tutto accade per la prima volta.
        Ho visto una cosa bianca in cielo. Mi dicono che è la luna, ma
        Che posso fare con una parola e con una mitologia?
        Gli alberi mi fanno un poco paura. Sono così belli.
        I tranquilli animali si avvicinano perché io gli dica il loro nome.
        I libri della biblioteca sono senza lettere. Se li apro appaiono.
        Sfogliando l'Atlante progetto la forma di Sumatra.
        Chi accende un fiammifero al buio sta inventando il fuoco.
        Nello specchio c'è un altro che spia.
        Chi guarda il mare vede l'Inghilterra.
        Chi pronuncia un verso di Liliencron partecipa alla battaglia.
        Ho sognato Cartagine e le legioni che desolarono Cartagine.
        Ho sognato la spada e la bilancia.
        Sia lodato l'amore in cui non ci sono né possessore né posseduta,
        ma entrambi si donano.
        Sia lodato l'incubo che ci rivela che possiamo creare l'Inferno.
        Chi si bagna in un fiume si bagna nel Gange.
        Chi guarda una clessidra vede la dissoluzione di un impero.
        Chi maneggia un pugnale prevede la morte di Cesare.
        Chi dorme è tutti gli uomini.
        Ho visto nel deserto la giovane Sfinge appena scolpita.
        Non c'è nulla di antico sotto il sole.
        Tutto accade per la prima volta, ma in un modo eterno.
        Chi legge le mie parole sta inventandole.
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