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Poesie di Hermann Hesse

Poeta, scrittore, aforista e filosofo, premio Nobel per la letteratura, nato lunedì 2 luglio 1877 a Calw, Württemberg (Germania), morto giovedì 9 agosto 1962 a Montagnola (Svizzera)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Silvana Stremiz

Stufen

Wie jede Blüte welkt und jede Jugend
Dem Alter weicht, blüht jede Lebensstufe,
Blüht jede Weisheit auch und jede Tugend
Zu ihrer Zeit und darf nicht ewig dauern.
Es muss das Herz bei jedem Lebensrufe
Bereit zum Abschied sein und Neubeginne,
Um sich in Tapferkeit und ohne Trauern
In andre, neue Bindungen zu geben.
Und jedem Anfang wohnt ein Zauber inne,
Der uns beschützt und der uns hilft, zu leben.
Wir sollen heiter Raum um Raum durchschreiten,
An keinem wie an einer Heimat hängen,
Der Weltgeist will nicht fesseln uns und engen,
Es will uns Stuf'um Stufe heben, weiten.
Kaum sind wir heimisch einem Lebenskreise
Und traulich eingewohnt, so droht Erschlaffen,
Nur wer bereit zu Aufbruch ist und Reise,
Mag lähmender Gewöhnung sich entraffen.
Es wird vielleicht auch noch die Todesstunde
Uns neuen Räumen jung entgegen senden,
Des Lebens Ruf an uns wird niemals enden...
Wohlan denn, Herz, nimm Abschied und gesun.
Come ogni fior languisce e
giovinezza cede a vecchiaia,
anche la vita in tutti i gradi suoi fiorisce,
insieme ad ogni senno e virtù, né può durare eterna.
Quando la vita chiama, il cuore
sia pronto a partire ed a ricominciare,
per offrirsi sereno e valoroso ad altri, nuovi vincoli e legami.
Ogni inizio contiene una magia
che ci protegge e a vivere ci aiuta.
Dobbiamo attraversare spazi e spazi,
senza fermare in alcun d'essi il piede,
lo spirto universal non vuol legarci,
ma su di grado in grado sollevarci.
Appena ci avvezziamo ad una sede
rischiamo d'infiacchire nell'ignavia:
sol chi e' disposto a muoversi e partire
vince la consuetudine inceppante.
Forse il momento stesso della morte
ci farà andare incontro a nuovi spazi:
della vita il richiamo non ha fine...
Su, cuore mio, congedati e guarisci...
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    So quello che dirmi
    vorresti in quest'ora...
    Non dirlo!
    Guarda laggiù il fondo dello stagno
    che si fa cupo
    e come si rincorrono le nuvole
    specchianti sul velluto nero...
    Non dirlo!
    Questa è una mala notte.
    Lo so,
    in quest'ora infuria
    nel profondo del tuo petto
    tutto ciò che ti preme.
    Non chiedere!
    Sulla tua bocca indugia
    ancora la parola che ci fa infelici...
    Non dirla!
    Questa è una mala notte.
    Me lo dirai domani.
    Non lo sappiamo,
    chissà forse
    domani tutto sarà miracolosamente facile
    ciò che oggi nessun cuore può sopportare,
    ciò che oggi mi rende tanto infelice.
    Non chiedere!
    Questa è una mala notte.
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      An die Melancholie / Alla malinconia

      Zum Wein, zu Freunden bin ich dir entflohn,
      Da mir vor deinem dunklen Auge graute,
      In Liebesarmen und beim Kiang der Laute
      Vergaß ich dich, dein ungetreuer Sohn.

      Du aber gingest mir verschwiegen nach
      Und warst im Wein, den ich verzweifelt zechte,
      Warst in der Schwüle meiner Liebesnächte
      Und warest noch im Hohn, den ich dir sprach.

      Nun kühlst du die erschöpften Glieder mir
      Und hast mein Haupt in deinen Schoß genommen,
      Da ich von meinen Fahrten heimgekommen:
      Denn all mein Irren war ein Weg zu dir.


      Fuggendo da te mi sono dato ad amici e vino,
      perché dei tuoi occhi oscuri avevo paura,
      e nelle braccia dell'amore ed ascoltando il liuto
      ti dimenticai, io tuo figlio infedele.

      Tu però in silenzio mi seguivi,
      ed eri nel vino che disperato bevevo,
      ed eri nel calore delle mie notti d'amore,
      ed eri anche nello scherno, che t'esprimevo.

      Ora mi rinfreschi le mie membra sfinite
      ed accolto hai nel tuo grembo il mio capo,
      ora che dai miei viaggi son tornato:
      tutto il mio vagare dunque era un cammino verso di te.
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