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Scritta da: Lydia Johnson

Addio Adda

Nel cuor dove ogni visïon s'immilla,
e spazio al cielo ed alla terra avanza,
talor si spenge un desiderio, e brilla
una speranza:
come nel cielo, oceano profondo,
dove ascendendo il pensier nostro annega,
tramonta un'Alfa, e pullula dal fondo
cupo un'Omega.
Giovanni Pascoli
Composta venerdì 3 maggio 2013
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    Scritta da: Giorgio De Luca

    Fides

    Quando brillava il vespero vermiglio,
    e il cipresso pareva oro, oro fino,
    la madre disse al piccoletto figlio:
    Così fatto è lassù tutto un giardino.
    Il bimbo dorme, e sogna i rami d'oro,
    gli alberi d'oro, le foreste d'oro;
    mentre il cipresso nella notte nera
    scagliasi al vento, piange alla bufera.
    Giovanni Pascoli
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      Scritta da: Giorgio De Luca

      Il bove

      Al rio sottile, di tra vaghe brume,
      guarda il bove, coi grandi occhi: nel piano
      che fugge, a un mare sempre più lontano
      migrano l'acque d'un ceruleo fiume;

      ingigantisce agli occhi suoi, nel lume
      pulverulento, il salice e l'ontano;
      svaria su l'erbe un gregge a mano a mano,
      e par la mandra dell'antico nume:

      ampie ali aprono imagini grifagne
      nell'aria; vanno tacite chimere,
      simili a nubi, per il ciel profondo;

      Il sole immenso, dietro le montagne
      cala, altissime: crescono già, nere,
      l'ombre più grandi d'un più grande mondo.
      Giovanni Pascoli
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        Scritta da: Roberta68

        10 agosto

        San Lorenzo, io lo so perché tanto
        di stelle per l'aria tranquilla
        arde e cade, perché sì gran pianto
        nel concavo cielo favilla.
        Ritornava una rondine al tetto:
        l'uccisero: cadde tra spini:
        ella aveva nel becco un insetto:
        la cena dei suoi rondinini.
        Ora è là, come in croce, che tende
        quel verme a quel cielo lontano;
        e il suo nido è nell'ombra, che attende
        che pigola sempre più piano.
        Anche un uomo tornava al suo nido:
        l'uccisero: disse: Perdono;
        e restò negli aperti occhi un grido:
        portava due bambole in dono...
        Ora là, nella casa romita,
        lo aspettano, aspettano in vano:
        egli immobile, attonito, addita
        le bambole al cielo lontano.
        E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
        sereni, infinito, immortale,
        oh! d'un pianto di stelle lo inondi
        quest'atomo opaco del Male!
        Giovanni Pascoli
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