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Scritta da: giosc

Il lago e la neve

Sfiorami il viso,
socchiudo la bocca
che bello il paesino
che candido, ride
che soffice, abbraccia
il lago è un cristallo
fumoso e maliardo
orme a farina
sbattiamo le ciglia
la volpe ci guarda
domani è fanghiglia
la neve è un contorno
la sua mano mi scalda
una magica notte
m'illumina e incanta
luci di festa
presepi di legno
tutto è reale
non è solo un sogno.
Composta lunedì 21 dicembre 2009
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    Scritta da: giosc

    Buco nero

    Dico letto, sì, dico letto

    letto candido, letto ad acqua
    letto di foglie e, letto di morte...

    porta il riposo a questa faccia di cera
    assuefatta e nevrotica, sobillata ma nera

    la mia depressione sì, sei un tale rifugio
    da chi mi vorrebbe, inarrivabile e fiera

    ma sono malata... dentro e nel centro
    mi sento sicura, svegliar me non intendo...

    società avanzata la nostra, non sei donna né uomo,
    sei solo individuo... bè, non fare collette

    analizza e sfrutta, plasma ed insulta
    non esser d'accordo, con gli altri del gruppo

    ma, se da sola vuoi stare, non ti lamentare
    se qualcun ti consiglia di andarti a infilare

    nel primo lettino, di quel mago di niente
    che getta consigli e che si riempie le tasche

    non son più nel letto, ho rivisto il mio amico
    quello africano, di vent'anni di meno

    niente fragole e champagne al suo matrimonio
    ma una folla di amici cantano e ballano insieme

    mi confida che non sa cosa sia il buco nero
    e questo mi basta ad uscire di nuovo...
    Composta giovedì 17 dicembre 2009
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      Scritta da: giosc

      Una parte di me

      Oggi, che la solitudine abbraccia la penna
      e i tasti godono della mia compagnia
      penso al giorno in cui, qualcuno potrà leggere
      ciò che è rimasto, di una semplice giornata triste.

      Oggi, che la gioia abbraccia il pennello
      ed una foto gode del mio sorriso
      penso al giorno in cui, qualcuno potrà guardare
      ciò che è rimasto, di una semplice giornata felice.
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        Scritta da: giosc

        Castelli in aria

        Racchiudo la mia storia in quel castello,
        laddove guerre e amori
        assorbono immagini e colori
        evanescente realtà e fantasia
        i fantasmi della mia follia

        colei che mi tormenta
        se non schiudo quella porta,
        quella del mio destino,
        apriti dai, che tutto diventerà divino

        Entro in quel castello,
        frecce e pugnali infatuati di sangue,
        alcove intrise di burrose forme feconde
        attendono di sfamare nuove anime

        Passi lenti, falsi, amareggiati
        passi rapidi, viziati, intrecciati
        come i piedi degli amanti
        che si sfiorano garbatamente armonizzati

        Tutto ciò che resta del castello
        sono pietre avvolte di mistero,
        cellule di sogni, di profumi inebrianti
        i ricordi di noi amanti,
        con l'illusoria fantasia
        di aver racchiuso in una bolla
        quel castello fatto d'aria.
        Composta domenica 8 novembre 2009
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