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Scritta da: Rosarita De Martino

O anno nuovo

O anno nuovo, che vieni a cambiare
il calendario sulla parete,
ci porti sorprese dolci o amare?
Vecchie pene o novità liete?
Dodici mesi vi ho portati,
nuovi di fabbrica, ancora imballati;.
trecento e passa giorni ho qui,
per ogni domenica il suo lunedì;
controllate, per favore:
ogni giorno ha ventiquattr'ore.
Saranno tutte ore serene
se voi saprete usarle bene.
Vi porto la neve: sarà un bel gioco
se ognuno avrà la sua parte di fuoco.
Saranno una festa le quattro stagioni
se ognuno avrà la sua parte di doni.
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    Scritta da: Rosarita De Martino

    Il mago di Natale

    S'io fossi il mago di Natale
    farei spuntare un albero di Natale
    in ogni casa, in ogni appartamento
    dalle piastrelle del pavimento,
    ma non l'alberello finto,
    di plastica, dipinto
    che vendono adesso all'Upim:
    un vero abete, un pino di montagna,
    con un po' di vento vero
    impigliato tra i rami,
    che mandi profumo di resina
    in tutte le camere,
    e sui rami i magici frutti: regali per tutti.

    Poi con la mia bacchetta me ne andrei
    a fare magie
    per tutte le vie.

    In via Nazionale
    farei crescere un albero di Natale
    carico di bambole
    d'ogni qualità,
    che chiudono gli occhi
    e chiamano papà,
    camminano da sole,
    ballano il rock an'roll
    e fanno le capriole.

    Chi le vuole, le prende:
    gratis, s'intende.

    In piazza San Cosimato
    faccio crescere l'albero
    del cioccolato;
    in via del Tritone
    l'albero del panettone
    in viale Buozzi
    l'albero dei maritozzi,
    e in largo di Santa Susanna
    quello dei maritozzi con la panna.

    Continuiamo la passeggiata?
    La magia è appena cominciata:
    dobbiamo scegliere il posto
    all'albero dei trenini:
    va bene piazza Mazzini?

    Quello degli aeroplani
    lo faccio in via dei Campani.

    Ogni strada avrà un albero speciale
    e il giorno di Natale
    i bimbi faranno
    il giro di Roma
    a prendersi quel che vorranno.

    Per ogni giocattolo
    colto dal suo ramo
    ne spunterà un altro
    dello stesso modello
    o anche più bello.

    Per i grandi invece ci sarà
    magari in via Condotti
    l'albero delle scarpe e dei cappotti.

    Tutto questo farei se fossi un mago.
    Però non lo sono
    che posso fare?

    Non ho che auguri da regalare:
    di auguri ne ho tanti,
    scegliete quelli che volete,
    prendeteli tutti quanti.
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      Scritta da: Rosarita De Martino

      A voce bassa

      Filastrocca a voce bassa,
      chi è di notte che passa e ripassa?
      È il principe Fine e non può dormire.
      Perché ha sentito una foglia stormire?
      O forse è l'omino dei sogni che porta
      i numeri del lotto di porta in porta?
      È un signore col mal di denti
      in compagnia di mille tormenti?
      L'ho visto; è il vigile notturno
      che fa la ronda taciturno:
      i ladri scantonano per la paura,
      la città dorme sicura.
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        Scritta da: mor-joy

        Il cielo è di tutti

        Qualcuno che la sa lunga
        mi spieghi questo mistero:
        il cielo è di tutti gli occhi
        di ogni occhio è il cielo intero.
        È mio, quando lo guardo.
        È del vecchio, del bambino,
        del re, dell'ortolano,
        del poeta, dello spazzino.
        Non c'è povero tanto povero
        che non ne sia il padrone.
        Il coniglio spaurito
        ne ha quanto il leone.
        Il cielo è di tutti gli occhi,
        ed ogni occhio, se vuole,
        si prende la luna intera,
        le stelle comete, il sole.
        Ogni occhio si prende ogni cosa
        e non manca mai niente:
        chi guarda il cielo per ultimo
        non lo trova meno splendente.
        Spiegatemi voi dunque,
        in prosa od in versetti,
        perché il cielo è uno solo
        e la terra è tutta a pezzetti.
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