Poesie di Giampiero Iezzi

Questo autore lo trovi anche in Racconti.

De canto

Non ci riesco più! La disabilità ti leva la vita.
È una mantide religiosa ti frega il cuore
succhia anima con tutte le emozioni.
Gadget soprammobili trottole caricate
a dolore spontaneo ciechi sordo muti
per essere diversi e traslocabili.
Ti ho pensato all'alba! Perché,
mi hai lasciato vivere...
I sogni inquieti sono strani anche
dopo la tempesta mi sconvolge
non poco, tanta tua generosa umanità.
Appiccicati a fiamme interiormente
a ferro e fuoco, la certezza
lampante come la bellezza
anoressica per le cattive attenzioni
che brucia la speranza.
La tristezza và a sofferenza
Qui! Ci vuole un po' di acqua santa.
Parole sante! Giocate a cruciverba
arrivano a soluzione per un corpo
il mio, finché morte non ci separi.
De canto amore ooh Dio
per te che non ci ami...
Quando
amici noi siamo per te.
Purtroppo il troppo pure allunga
questa inutile vita avvitata
all'esistenza nell'estrema dipartita.
Figuriamoci per il non ritorno!
Siamo tutti in ansia d'amore
non aspettiamo altro
con te. Signore!
Giampiero Iezzi
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    Anche a Natale... Io lavoro.
    Acerbo di mente nel sonno sveglio la notte alle due
    dall'ululare parkinsoniano mesto s'alzano i dolori.
    In giro alla ricerca di un po' di pace vado, cerco
    e trovo in un prato le margherite le più bulbose
    non più per giocare con i petali del fiore per colorare
    la mia gioventù al gioco del m'ama non m'ama,
    per la manna di gustare il sapore del suo bulbo
    la mamma della camomilla la migliore prelevo
    per bere la tisana della tranquillità interiore.
    Fa amare con occhi languidi il paesaggio
    per vivere sopravvivendo al fine
    sofferente che offre scene di vita triste
    così svio nella solitudine salvo i colori belli
    li lavo, li profumo e li vesto con le mie fantasie
    nel sogno allontanandoli dalla mia cupa realtà.
    Anima! I fiori con i colori belli li consegno a te
    per te... che sempre più buia puzzi d'incenso
    e, inconsciamente percorri la stessa strada rancorosa
    da tempo barata d'estrema unzione asfaltata
    lunga da arrivare inesorabile alla solita lontananza
    che ci frega la vita privata dell'anima con la morte nel corpo.
    Anima!
    Potevi girare ai molti incroci per improbe prospettive
    ti allunghi la vita solo per bellissime e degne emozioni.
    se poeta son tuoi ricordi in poesia emozioni desiderate.
    Forte!
    La dignità impone la parola in questa realtà
    mi nvita a proseguire i mirati eventi assaporano
    i densi sentimenti che si consumano carboni ardenti
    sulla graticola mette fuoco: Aria d'onesta diventa
    polvere gassosa palpabile al vento invisibile che
    vuole andare... come normale scorre la vita via
    così lo vuole per tutti la natura.
    Nella tua immensità
    ooh Dio ne ho necessità,
    drogami! La fede con intensità
    rendimi l'io folle incosciente nullità
    la volontà che svia,
    ha la forza giusta per reagire all'infinito...
    il suo amore per la vita.
    Giampiero Iezzi
    Composta mercoledì 14 dicembre 2011
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      L'età acerba

      Come altri mi spalleggio raccontando.
      Io, non ho più bisogno di mostrarmi
      per essere noto al pubblico dominio.
      Sono conosciuto ampiamente
      tutti hanno profittato di me.
      Mi dispiace vanamente vecchiaia
      per l'età acerba poco vissuta del vivere
      come un seminato lavorato d'altri
      è ampiamente profanato.
      Corre stanca la sfortuna,
      rincorsa dalla vecchiaia quando
      è tutta da vivere e,
      ancora nessun lo vuole
      senza fare il passo indietro
      una parte dei miei difetti.
      Preferiscono amministrare
      loro con assistenza
      il frutto dei miei guai.
      Giampiero Iezzi
      Composta mercoledì 14 dicembre 2011
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        Anche a Natale...

        Anche a Natale... Io lavoro.
        Acerbo di mente nel sonno sveglio la notte alle due
        dall'ululare parkinsoniano mesto s'alzano i dolori.
        In giro alla ricerca di un po' di pace vado, cerco
        e trovo in un prato le margherite le più bulbose
        non più per giocare con i petali del fiore per colorare
        la mia gioventù al gioco del m'ama non m'ama,
        per la manna di gustare il sapore del suo bulbo
        la mamma della camomilla la migliore prelevo
        per bere la tisana della tranquillità interiore.
        Fa amare con occhi languidi il paesaggio
        per vivere sopravvivendo al fine
        sofferente che offre scene di vita triste
        così svio nella solitudine salvo i colori belli
        li lavo, li profumo e li vesto con le mie fantasie
        nel sogno allontanandoli dalla mia cupa realtà.
        Anima! I fiori con i colori belli li consegno a te
        per te... che sempre più buia puzzi d'incenso
        e, inconsciamente percorri la stessa strada rancorosa
        da tempo barata d'estrema unzione asfaltata
        lunga da arrivare inesorabile alla solita lontananza
        che ci frega la vita privata dell'anima con la morte nel corpo.
        Anima!
        Potevi girare ai molti incroci per improbe prospettive
        ti allunghi la vita solo per bellissime e degne emozioni.
        Se poeta son tuoi ricordi in poesia emozioni desiderate.
        Forte!
        La dignità impone la parola in questa realtà
        mi invita a proseguire i mirati eventi assaporando
        i densi sentimenti che si consumano carboni ardenti
        sulla graticola mette fuoco: aria d'onestà diventa
        polvere gassosa palpabile al vento invisibile che
        vuole andare.... come normale scorre la vita via
        così lo vuole per tutti la natura.
        Nella tua immensità
        oh Dio ne ho necessità,
        drogami! La fede con intensità
        rendimi l'io folle incosciente nullità
        la volontà che svia,
        ha la forza giusta per reagire all'infinito...
        il suo amore per la vita.
        Giampiero Iezzi
        Composta venerdì 9 dicembre 2011
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