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Scritta da: Parolaio

Giallo mais

Non è questa una leggenda
che facilmente si inventa,
del passato io posso narrare
perché testimone oculare.
Di pelle gialla era la gente
che possedeva un bel niente,
gialla pure era la mensa:
pane, focaccia, polenta;
il granturco imperava
ma talvolta non bastava
a sfamar tutte le bocche
con tante porzioni ridotte.
Come al collo un gingillino
dal fuligginoso camino
il paiolo pranzo e cena
penzolava alla catena
per la solita polenta
che faceva casa contenta,
sotto la cenere bollente
del magro focolare ardente
la focaccia alla mattina
affumicava la cucina,
a finire il forno in pietra
pane azzimo mal cuoceva
alimentato da fuscelli
veramente inconsistenti:
questo era il mio tempo
scarseggiante di frumento.
Composta mercoledì 12 dicembre 2012
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    Scritta da: Parolaio

    Ruscello Carpello

    Di fiume Fibreno
    fresca sorgente
    in aspro terreno
    sgorga insistente;

    sinuosa scende,
    calma e silente,
    al Sole risplende
    in piana ridente.

    Endemico carpione
    in anse ghiaiose
    le uova depone
    assai copiose.

    Lamprede immote
    su fondali bassi,
    gamberi e trote,
    anguille tra sassi.

    Spinarelli tanti,
    barbi, alborelle;
    fritti abbondanti
    in ampie padelle.

    Merlo acquaiolo
    lesto s'immerge,
    un attimo solo,
    con preda riemerge.

    Ballerina gialla
    con volo radente
    insetti a galla
    ghermisce repente.

    Farfalle a schiera
    alte si librano,
    da mane a sera
    leggiadre volano.

    Martin pescatore,
    mostra suo piumaggio,
    sgargiante colore,
    tal prato in maggio.

    Acqua più pura
    è raro trovare,
    se ne abbia cura,
    mai inquinare!
    Composta mercoledì 28 settembre 2011
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      Scritta da: Parolaio

      Don Chisciotte

      Perché un po' fuori di senno,
      per lasciare il suo segno
      Don Chisciotte della Mancia
      col fedele Sancio Panza
      intraprese un viaggio
      di villaggio in villaggio.
      Investito cavaliere
      onorò il suo mestiere
      che sembrava gloria vera:
      ogni dì da mane a sera
      cavalcava Ronzinante
      per davver poco scattante,
      e Sancio Panza poverino
      lo seguiva sul suo ronzino
      tra campagne desolate
      di fantasmi infestate.
      Avanti al grande periglio
      mai il prode battè ciglio;
      or di quel cavalier errante
      c'è chi prende le sembianze
      per vagare a tarda età
      in assoluta libertà.
      Composta giovedì 20 settembre 2012
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        Scritta da: Parolaio

        Menenio Agrippa

        All'Aventino salì Menenio
        e un suo apologo narrò
        alla plebe ivi adunata:
        "Se le mani alla bocca
        di portar cibo rifiutano,
        il corpo tutto perirà,
        pur le mani comprese.
        I patrizi sono lo stomaco,
        voi plebei siete le mani:
        quelli là che sono dritti
        da voi traggono profitti,
        ma se andranno in rovina
        per voi anche sarà la fine.
        Lor che sono proprio inetti
        sembrano affatto afflitti:
        aspettando vostro ritorno
        tanto si danno ai bagordi.
        Non si può sempre tacere,
        anche giusto è il contestare,
        però cotanto or può bastare,
        da scacciar è la storia nefanda;
        da parte si metta ogni fantasia,
        con calma andiamo tutti via".
        La platea seguì il consiglio,
        la plebe scansò il cipiglio
        e vèr Roma fè ritorno
        a testa bassa meditando
        come riaver il posto lasciato.
        La situazione non mutò,
        ancora il più forte la spuntò;
        alle genti restò in retaggio
        il sagace monito di Menenio:
        sopportar le prepotenze
        per evitare complicanze.
        Composta mercoledì 22 febbraio 2012
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          Scritta da: Parolaio

          Robin Hood

          Robin Hood sempre diceva:
          "Serve qui giustizia vera";
          di Sherwood la foresta
          ricettava gente mesta
          che in Nottingham contea
          era come bestia nera
          per quel burbero sceriffo
          che pensiero aveva fisso
          di snidare la "marmaglia"
          che celava la boscaglia,
          di cui Robin Hood capo
          era il più ricercato
          per quei suoi scherzetti
          a favor dei poveretti:
          quasi gioco era per lui
          depredar ricchezze altrui
          per sfamar i derelitti
          ch'eran privi di diritti.
          I Robin Hood moderni
          hanno istinti differenti:
          rubano al mite indigente
          per dare al ricco prepotente.
          Composta martedì 20 dicembre 2011
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