Immagini

Immagini e colori dispersi sopra il mare
Ed armonia di suoni che copre il mio dolore
E mille altre luci frammiste al mio gridare
In tanti antichi giochi di misero sudore.

Immagini già usate in deboli canzoni,
Sentieri attorcigliati che non ti fan passare
Son gli ultimi voleri di queste sensazioni
Domani più non sono tra queste vite amare.

Immagine e speranza rinasce dal mio io
Un attimo di assenza e un debole sentore
Un ultimo saluto a tutto ciò che è mio
Così finisce un giorno, così nasce l'amore.
Gabriella Brancaleone
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    Sensazioni di maggio

    C'è un giorno di novembre,
    in cui fiorisce il prato,
    il cielo assai risplende
    e il mare è colorato.
    È un giorno dove il gelo
    giammai si fa sentire
    non c'è nebbia né velo
    che copra il mio dormire.
    Chissà perché si sbaglia
    questo giorno ormai invernale:
    c'è un sole che ci abbaglia
    e il vento non fa male.
    Il giorno tutti sanno
    ci scalda per destino
    e cade in ogni anno
    intorno a San Martino.
    Gabriella Brancaleone
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      Tristezza

      Stasera sono triste, non guardo le tue mani,
      Stasera non ho voglia, non chiedermi perché,
      Stasera intorno a me c'è aria di domani,
      Stasera non c'è amore nemmeno intorno a te.

      Domani è lì che aspetta, sudando la speranza,
      Domani i tuoi sospiri e fiori abbandonati,
      Domani le mie grida, gettate fra la stanza,
      Domani, quando i cuori saranno riposati.

      Ma è ieri che ci guarda, che in grembo ci conduce,
      È ieri che silente è nato il nostro amore,
      È ieri che svegliandomi ho visto la tua luce,
      Per sempre attorcigliata nel semplice tepore.
      Gabriella Brancaleone
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        Speranze di calma

        Poche lontane irrisorie speranze di calma;
        scarse illusioni concrete su fatti concreti;
        rimorsi remoti nel tempo,
        discese di strade scoscese,
        geniali trovate improvvise... poi niente;
        ritorni incostanti ancorati al passato;
        rifiuti totali;
        nemmeno una tregua... poi niente;
        rimbombi tonanti di ira, calmati nel tempo,
        ombre normali di luce;
        canzoni lontane;
        luoghi dispersi quà e là;
        piccole oasi di pace,
        senza pensieri... poi...
        erte salite, grandi fatiche e lunghi sentieri;
        consensi parziali e totali,
        liberi voli,
        frammenti di sale,
        completa certezza, abbandono totale:
        voglia di bere... sedata
        unica fata rimasta a vedere.
        Gabriella Brancaleone
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          Il colore della pelle

          Uomini senza pelle, addormentati dal sole marino,
          ricoprono di rena i castelli di sabbia che non ho potuto fare.
          Libri incartati, a forma di cibo, si fanno quasi nocivi,
          prima di esserti di nutrimento.
          Aspetti ancora, sul tuo confine, per far passare
          del tempo che ora ritieni non ti serva.
          Altre persone accanto sanno cosa attraversare.
          I limiti che le colorano non danno limite a cosa volere.
          Anche se con forza le spine strappate dai muri
          hanno spento il rumore che ti teneva sveglio
          Ora giaci tra gli uomini senza pelle aspettando
          chi vesta il tuo corpo per nasconderlo
          da un sole troppo violento che non ti dà pace.
          Verrà anche la pioggia e con essa
          il rimpianto di un'estate mai lontana.
          Ho sfasciato tutti i muri che portavano
          ombra al tuo dormire, ma nei cantieri malati
          c'è sempre qualcuno che alza e rinnalza le tue pareti.
          Ho provato a coprirli di sabbia sotto un vento
          ormai abile a riscoprire le loro cime.
          Secchielli con calce e con pale erano lì,
          pronti ad ogni passo per rimediare ai nostri disastri.
          Scappare dietro ai monti sembrava ormai l'unica speranza
          di lasciarti vivo e di lasciare saldo il muro che ti ha difeso.
          Lunghe pareti, vigili salite, e poi discese e poi salite e poi discese
          fino a scoprire il segno che non lasci segni.
          E tutto senza un motivo che dia importanza alla fatalità delle cose.
          Sfascerò tutti i muri che portano ombra al mio dormire.
          Cartone e granelli avanzati cadono e si disperdono volentieri
          al primo volere del vento.
          Biondi capelli sulla nera pelle daranno posto ad un solo carbone.
          Nelle ore cocenti il desiderio di spegnermi
          verrà consumato molto lentamente. E tu che vivi
          puoi anche sfaldare i tuoi muri sgretolati,
          lasciando di guardia un uomo che sappia fischiare.
          Quando verrà il mio treno potrai fermarlo ancor prima che arrivi,
          senza schianti e senza ritorni: un fischio potente per un binario
          senza binari per una fuga alla quale non si può rinunciare.
          Gabriella Brancaleone
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