Chi ascolta la mia voce?

O mano mia veemente,
carezzami la mente.
O fulmine o boato,
colpisci il mio peccato.
O vento biricchino,
solleva il mio destino,
Che il sale ormai straniero,
non nutra il mio pensiero.

Nel suolo e nel mio viso,
rinascono le viole.
In fondo al mio sorriso,
c'e un attimo di sole.
In tutta la mia storia,
ho visto una giornata,
risplendere di gloria,
sorridere accasciata.

Tra il pianto e la pazienza,
c'e un seme di illusione,
c'e un atto di presenza
e un grido di passione.
In fondo al mio gridare
" non essere marrano",
ti ho visto ritornare
a prendermi la mano.

O dolce mio signore
puoi rendermi il mio amore,
O piccole fatine
sondate le mie stime
O grande Dio del pianto
proteggimi d'accanto:
ancora un sentimento,
e fuggirò nel vento.
Gabriella Brancaleone
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    Dopo l'incidente

    E mi nascondo,
    col volto coperto di pianto,
    lontana dai colori del mondo,
    portando le labbra al tuo manto,
    sperando nel tempo infecondo.

    Mi diparto da chi mi domanda,
    sorridendo di dargli un sorriso,
    mentre il cuore ancor vivo comanda
    una nuova speranza al mio viso...

    ... Non ricordo nemmeno il tuo odore
    che, mischiato nel vento, mi faceva impazzire
    io correvo seguendo il rumore
    di un misto tra amare e soffrire.

    Ma ben presto cadevo....
    nessuno mi offriva la mano
    e solo il destino mi invitava lontano:
    tante e lunghe parole...
    ... per poche illusioni di sole;
    e il piccolo fuoco annidiato nel seno
    intanto cresceva sul verde terreno.

    Un tantino di meno
    sarebbe bastato,
    a non farmi capire il mio gioco spietato:
    quante foglie da allora ho gettato lontano
    quanti rami ho strappato e bagnato...
    ma inutili gesti e sprecati pensieri
    han ben definito i miei desideri.

    Tu eri nel vero:
    io vivevo di un sogno straniero
    e le porte che ho attraversato
    non hanno svegliato il pensare sincero
    di un cuore colpito dal fato
    ... se solo io avessi sfruttato
    le poche parole che avevo imparato:
    altruismo, virtù e forse anche amore,
    ti avrei certamente scordato
    tagliando quel filo sottile e velato
    che imbriglia il mio cuore.

    L'avrei dunque spezzato,
    e senza ricordi lontani
    avrei scelto e forgiato
    un roseo domani....
    ma nulla di ciò che ho narrato
    è parte di me,
    il mio unico e splendido fato
    è intriso di te:
    quell'occhio straviato,
    quel viso sudato
    e quelle parole
    che parlano sempre d'amore;
    la voce un po' strana,
    la fretta e la calma un po' indiana,
    un misto di gioia e timore
    per rendere viva
    l'attesa più lunga e lontana.

    Il tuo corpo non c'è
    ma io non ti chiedo dov'è:
    aspetto nel tempo infinito,
    assieme a chi mi ha capito,
    coperta di zuccheri e ori
    vestendo i veri squallori
    di semi di rose e di prato
    creandomi un mito
    ogni giorno più scarno e sguarnito
    ma di nome Renato.
    Gabriella Brancaleone
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      Un sorriso alla vita

      Un sorriso alla vita hai dato stamane per noi
      ti abbiamo pensato, ti abbiamo voluto
      e tu ci hai sentiti, nel buio dov'eri,
      immerso nel tetro,
      hai vestito la luce di un nuovo colore.
      Per noi che soffriamo,
      hai reso alla vita un nuovo tepore,
      nel vento che amiamo,
      hai sparso la voce di un nuovo rumore,
      nel sole lontano,
      hai dato al destino un nuovo sapore
      più umano,
      e mentre giocavi col cuore,
      hai spento l'orribile dubbio che noi temavamo.
      Poi, sei stato vestito di bianco e innalzato al potere,
      nemmeno uno spazio di luce potevi vedere...
      ma, dentro al tuo cuore, la densa materia
      ti dava una nuova speranza,... più seria
      e il seme che hai dentro, incartato,
      sarà nuovamente sbucciato,
      per dare un sorriso alla vita
      ... e a chi ti ha creato.
      Gabriella Brancaleone
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        Il segno inciso

        Il segno inciso nell'ultimo gioco,
        nascosto da un velo di gioia,
        è arso nel nitido fuoco,
        scoppiato in un'ora di noia.
        Ho visto le stelle cadere dal cielo
        sentito la voce del vento...
        sembravano luci scattate nel gelo
        di un cuore sgomento.
        Parevan parole già note
        confuse da fischi vibranti...
        ma tutte le cose remote,
        sentite nei tempi distanti,
        confondono poche parole
        rimaste per caso incastrate
        nell'ultimo raggio di sole.
        Venite e ascoltate
        e poi giudicate la vita
        io ho visto rinascere fiori
        su terra bruciata e appassita
        e ho scelto i giusti colori.
        Le lunghe giornate trascorse nel vuoto
        le ho tutte riempite di te:
        mai più ricadranno su me
        per farmi tornare nel tempo remoto.
        Gabriella Brancaleone
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