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Scritta da: Daduncolo

Benedetto sia'l giorno e'l mese e l'anno

Benedetto sia'l giorno e'l mese e l'anno
e la stagione e'l tempo e l'ora e'l punto
e'l bel paese e'l loco ov'io fui giunto
da'duo begli occhi che legato m'ànno;

E benedetto il primo dolce affanno
ch'ì ebbi ad esser con Amor congiunto,
e l'arco e le saette ond'ì fui punto,
e le piaghe che'nfin al cor mi vanno.

Benedette le voci tante ch'io
chiamando il nome de mia donna ò sparte,
e i sospiri e le lagrime e'l desio;

e benedette sian tutte le carte
ov'io fama l'acquisto, e'l pensier mio,
ch'è sol di lei; si ch'altra non v'à parte.
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    Scritta da: Daduncolo

    Passa la nave mia colma d'oblio

    Passa la nave mia colma d'oblio
    per aspro mare, a mezza notte, il verno,
    enfra Scilla e Cariddi; ed al governo
    siede'l signore, anzi'l nimico mio;

    a ciascun remo un penser pronto e rio
    che la tempesta e'l fin par ch'abbi a scherno;
    la vela rompe un vento umido, eterno
    di sospir', di speranze e di desio;

    pioggia di lagrimar, nebbia di sdegni
    bagna e rallenta le già stanche sarte,
    che son d'error con ignoranza attorto.

    Celansi i duo mei dolci usati segni;
    morta fra l'onde è la ragion e l'arte:
    tal ch'incomincio a desperar del porto.
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      Scritta da: Daduncolo

      Erano i capei d'oro a l'aura sparsi

      Erano i capei d'oro a l'aura sparsi
      che'n mille dolci nodi gli avolgea,
      e'l vago lume oltra misura ardea
      di quei begli occhi, ch'or ne son si scarsi;

      e il viso di pietosi color'farsi,
      non so se vero o falso, mi parea:
      i'che l'esca amorosa al petto avea,
      qual meraviglia se di subito arsi?

      Non era l'andar suo cosa mortale,
      ma d'angelica forma, e le parole
      sonavan altro, che pur voce umana.

      Uno spirito celeste, un viso sole
      fu quel ch'i'vidi; e se non fosse or tale,
      piaga per allentar d'arco non sana.
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        Scritta da: 0kiika0
        Pace non trovo e non ho da far guerra,
        e temo e spero; ed ardo e son un ghiaccio;
        e volo sopra 'l cielo e giaccio in terra;
        e nulla stringo, e tutto 'l mondo abbraccio.

        Tal m'ha in pregion, che non m'apre né serra,
        né per suo mi riten né scioglie il laccio;
        e non m'ancide Amore e non mi sferra,
        né mi vuol vivo né mi trae d'impaccio.

        Veggio senza occhi e non ho lingua e grido;
        e bramo di perir e cheggio aita;
        ed ho in odio me stesso ed amo altrui.

        Pascomi di dolor, piangendo rido;
        egualmente mi spiace morte e vita;
        iin questo stato son, Donna, per voi.
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