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Poesie di Francesca Zangrandi

Studentessa, nato lunedì 11 marzo 1991 a Merano (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Francesca Zangrandi
Non ti dirò non drogarti.
Non ti dirò di non farti perché ti fa male.
Non ti dirò che è un tunnel senza ritorno.
Non ti dirò nulla per prevenire la droga, anche se sono parole vere.
Ma ti dirò di ascoltarti dentro, di capire da cosa vuoi fuggire.
Ti dirò che nella vita bisogna tirare fuori i coglioni perché
"nessuno può pisciare al posto tuo" come diceva il mio psicologo.
Ti dirò che la vita non è più tua, che tu non sei più una persona ma una droga.
Ti dirò che tutto è recuperabile ma che bisogna iniziare a recuperare.
Sinceramente ti dirò cose che non sarai pronto a sentire e te le dirò quando non sarà il momento giusto.
Sbaglierò a cercarti in mezzo alla folla e trovarti sereno.
Mi illuderò di aver mosso qualcosa dentro di te.
Ma ci proverò...
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    Scritta da: Francesca Zangrandi
    Stanotte ho fatto un sogno.
    Ho sognato che mio nonno era in ospedale.
    Io ero andata a trovarlo.
    Lui vedendomi si è alzato e mi ha presa in braccio.

    Oggi sono entrata in camera mia.
    La ho osservata.
    Intorno a me c'erano i miei disegni attaccati sul muro.
    Per anni quei disegni hanno descritto la mia vita.
    Per anni hanno contenuto il mio sangue, il mio passato.
    Per anni hanno parlato per me, hanno dato voce al mio silenzio.
    Oggi ho staccato tutti i miei disegni da quei muri.

    Ho subito scritto un messaggio alla mia migliore amica dicendo che avevo tolto tutti i disegni e che mi sentivo libera.
    Lei mi ha chiesto perché lo ho fatto...
    e io le ho risposto:
    "Era il momento... Mio nonno mi ha presa in braccio".
    Composta lunedì 10 maggio 2010
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      Scritta da: Francesca Zangrandi
      Ci sono opinioni diverse sulla vita.
      C'è chi parla di un teatrino, chi di un gioco.
      Chi dice che è sacra e chi dice che è una dannazione.
      Si parla di vita indicando un bambino o per dare speranza alla gente.
      Ma cos'è la vita?
      Non lo sappiamo.
      Cos'è la morte?
      Una gemella amorevole o una matrigna invidiosa?
      E cosa siamo noi?
      Pedine destinate a cadere o torri alte e fiere?
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        Scritta da: Francesca Zangrandi
        La nostra vita è fatta di ruoli e di attese.
        C'è il ruolo di figlia, che può essere quello di una figlia brava o ribelle, con l'attesa di divenire adulta.
        C'è il ruolo della studentessa, modello o menefreghista, con l'attesa di capire la propria strada.
        C'è il ruolo della madre in fila a fare la spesa, di fretta e stressata o rilassata e spensierata, con l'attesa di arrivare alla cassa e pagare.
        Siamo ruoli che si susseguono con attese complessivamente più lunghe della nostra vita.
        Ma il ruolo più brutto e l'attesa più brutta è quando non sai come andrà a finire la vita di una persona a te cara.
        Il mio ruolo è quello di una nipote spaventata e la mia attesa è quella di una bambina che chiede risposte e non ne ha.
        I miei ruoli variano dall'egoismo al vero e puro dispiacere, la mia attesa è un momento di beatitudine e di incertezze.
        La nostra vita è fatta di ruoli e di attese...
        e noi non possiamo far altro che interpretare il nostro ruolo e attendere.
        Composta lunedì 15 marzo 2010
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          Scritta da: Francesca Zangrandi
          Sono stanca...
          Pensavo di averti dimenticato.
          Pensavo che non pensandoti, che non dandoti spazio nelle mie giornate non ti avrei pianto.
          Pensavo che facendomi un piercing mi tornasse quella voglia di vivere, di scherzare con le amiche, di divertirmi.
          Pensavo che lasciandoti un ultimo messaggio sarebbe finita là.
          Speravo che dopo tutto quello che ho avuto, sarebbe andato tutto bene, che mi ero costruita una corazza dura.
          Ma non è così!
          Non ti ho dimenticato,
          cerco troppe volte di non cadere nei ricordi che prepotenti invadono il mio essere.
          Di non guardare le tue foto, di non ascoltare la gente quando mi parla di te...
          e molte volte non ci riesco.
          Non riesco nemmeno a vedere le persone intorno a me, non capisco quel'è il loro ruolo e qual è il mio.
          Non sento più nessuno nemmeno me stessa.
          Non voglio nessuno,
          non voglio più parlare, sono stanca di parlare...
          voglio scrivere, voglio che sia la mia passione a farmi vivere,
          a starmi vicina...

          Sono stanca...

          Non ti cerco.
          Non ti voglio
          ma purtroppo ti amo.
          Quel amore che ho già provato
          e che già una volta mi ha fatta soccombere.
          Composta lunedì 8 marzo 2010
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