Poesie di Francesca Zangrandi

Studentessa, nato lunedì 11 marzo 1991 a Merano (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Francesca Zangrandi

A mia madre

Non posso fartene una colpa se ero forte.
Non posso incattivirmi se ho imparato la vita in fretta.
Non posso più piangere per come sono fatta.
Mi avete detto troppo spesso quanto sono matura.
Me lo avete detto quando vivevo la mia maturità come un fardello pesantissimo.
Ero un'adolescente che si dannava per la sua adolescenza.
La vivevo pensando di essere troppo matura e che, quindi, questa sofferenza non la poteva creare l'adolescenza.
Ero arrabbiata... Lo sono stata per tanti anni...
Ma ora ho capito.
Non posso più irritarmi se seguivi mio fratello.
Non posso più marcire dentro se io so analizzarmi.
Non posso più urlare che voi non c'eravate, che tu non c'eri.
Perché c'eri...
Eri sull'orlo del precipizio pronta a prendermi nel caso fossi caduta...
Ma mamma...
Non posso più fartene una colpa se io non sono caduta.
Francesca Zangrandi
Composta domenica 14 marzo 2010
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    Scritta da: Francesca Zangrandi
    "E allora cosa facciamo?"
    Sapevo di ricadere nel mio ruolo.
    Sapevo chi eri, cosa facevi.
    So chi sono e cosa posso sopportare.
    Per la prima volta vedo in faccia la realtà, non ci costruisco tante favole intorno.
    Vedo me che non posso non essere me stessa e lo accetto.
    Mi vedo con di fronte ancora un'altra realtà che non posso cambiare.
    Vedo me che ha scelto te.
    Ho paura... ti perderò e con te temo di perdere me.
    Mi sto ferendo ma stavolta, purtroppo, ferisco anche te.
    "Sapevi chi ero o no?"
    Si sapevo chi eri, ma ancora una volta il mio inconscio ha dovuto sperimentare la mia tesi: non posso cambiare nessuno.
    Ma ti domando:
    "Sapevi chi ero?"
    Vedo te che scegli me.
    "E ora cosa facciamo?"
    Francesca Zangrandi
    Composta lunedì 11 ottobre 2010
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      Scritta da: Francesca Zangrandi
      Quello che ricorderò di te non saranno i gioielli.
      Non sarà l'eredità.
      Non saranno le ricariche, i vestiti, i soldi...
      Mi ricorderò le favole che mi raccontavi da piccola.
      Mi ricorderò la preghierina che sempre ripeto quando passa l'ambulanza.
      Mi ricorderò le nostre partite a carte e a non ti arrabbiare.
      Mi ricorderò quando la notte ti chiedevo di stare sveglia finché non riuscivo a dormire e tu che lo facevi.
      Ricorderò il mondo che ho visto grazie a te e al nonno.
      Ricorderò le canzoni e i balletti in salotto.
      Ricorderò come mi viziavi, coccolavi, e a volte, di come mi sgridavi.
      Ricorderò l'infanzia che mi hai regalato.
      Ricorderò la mia nonna...

      Non c'è denaro che mi abbracci la notte e stia sveglio con me.
      Non c'è denaro che mi racconti le favole.
      Non c'è denaro che mi regali l'amore...
      Non c'è...
      Francesca Zangrandi
      Composta sabato 25 settembre 2010
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        Scritta da: Francesca Zangrandi
        Le persone che sanno chi sei veramente non dubiteranno di te, nemmeno quando le tue azioni saranno a loro confuse.
        Sapranno che gli "errori" non ti sfiorano, non ti rendono al di sotto di nessuno.
        Sapranno che la tua persona è sempre la stessa, che i tuoi valori sono intatti.
        Saranno oneste dandoti contro e oneste standoti vicina.
        Le persone che ti amano sapranno capire che i tuoi non sono errori...
        Gli altri, però, ti renderanno la vita difficile...
        Ti guarderanno con l'intento di giudicarti e non di capirti...
        Ma tu non farci caso...
        Vivi la tua vita,
        guarda solo gli occhi che ti amano...
        E se un domani saranno quegli occhi a piangere per te,
        se saranno pieni di dolore,
        allora, e solo allora, avrai commesso un errore.
        Francesca Zangrandi
        Composta martedì 14 settembre 2010
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          Scritta da: Francesca Zangrandi
          Mi hanno chiesto di starti vicino.
          Una persona che tiene tanto a te mi ha chiesto di sopportare perché te hai bisogno di qualcuno vicino.
          Io sono forte ma anche fragile.
          La tua rabbia mi invade e lo stesso tuo dolore riempie la mia anima.
          Ho capito la tua persona ma è troppo presto per parlartene.
          Non so cosa fare... Non so se sono giusta per starti vicino.
          Non posso essere di nuovo la crocerossina che rinuncia a se stessa per l'altro.
          Non posso soffrire per rendere sereno te.
          Non posso portare i tuoi fardelli!
          Io ho bisogno di amore... Non posso essere il tuo equilibrio.
          Ci siamo toccati...
          Ti ho sentito...
          Ora capisco da cosa è scappato Denis...

          Il tuo dolore, come il mio, riguarda te ma invade me...

          Ti voglio bene...
          Francesca Zangrandi
          Composta domenica 5 settembre 2010
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