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Scritta da: margherita1

Ti penso

Ti penso spesso
papà e ancora mi domando.
Chi eri davvero?
Cosa c'era dietro al
gioco strano
delle tue rughe?

Quella faccia a cui
ho rubato dettagli,
quell'assomigliarti
nei gesti e nei pensieri.

L'ostinato combatterti
da nemica a nemico,
e allo stesso tempo
sperare invano
una parola sola.

Illusione di sentire
la tua mano stanca
sui miei capelli.
Ma quel gesto
così semplice e
appagante,
era troppo gravoso
per il tuo esser Uomo.

Mentre io attendevo
solo un Padre.
Stanca di trovare
in te solo rigida morale.

Ora vorrei poter
tornare indietro
posare con forza
la tua mano sul
mio capo e dirti
che se il ritegno
impediva il gesto
l'amore che ci univa
poteva vincere
l'inutile battaglia.

Avrei voluto insegnarti
ad amare chi ti è figlia,
senza paura
di quel sentimento,
in cui vedevi debolezza.

Ti avrei dato modo
d'insegnarmi a crescere
e diventare donna
cosa che ancora oggi
non ho imparato a fare.

Franca Mercadante.
Composta mercoledì 29 agosto 2012
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    Scritta da: margherita1

    Il bottone più bello

    L'ho travato sul vecchio comò.
    Dimenticata e persa
    nello spazio indefinito
    di un verbo senza tempo.
    Scatola dal cartone
    un po' ammuffito.
    Era piena di bottoni.
    Uno tondo ancora
    di vera madreperla
    la misura di un'asola
    da sera.
    Quello in metallo
    con lo stemma
    blasonato non stava più
    sulla giacca di lana cotta
    verde scuro.
    Uno piccolo d'ottone
    pendeva un po' scucito
    dalla divisa di un
    soldatino dritto
    con il fucile in mano.
    Ma il più bello
    che brilla ancora
    tra le mani come gemma,
    è un bottone di mia madre,
    che teneva quel drappo
    di velluto nero
    sulla spalla.
    Ed io bambina non ricordo
    i suoi capelli
    né il radioso suo sorriso,
    ma il luccicar di stella
    che usciva dalla
    stanza di mia madre,
    la scia di quel profumo
    insieme al suo bottone.
    Composta mercoledì 29 agosto 2012
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      Scritta da: margherita1
      La mia città è incastonata
      come una gemma
      tra il mare quieto
      che lambisce le spiagge.
      Dalle finestre aperte
      il vento porta con se
      profumo di salsedine
      e corrode le persiane stinte.

      Lungo il litorale
      scapigliati Pini Marittimi
      merlettano l'Aurelia
      lasciando che le spumose
      onde si addormentino
      sugli scogli.
      A riva barche e reti
      riposano stanche
      all'ascolto di racconti
      miracolosi tra i vecchi
      pescatori che giocano a carte.

      Nei vicoli antichi
      i palazzi si baciano,
      Madonne nelle nicchie
      guardano lo scorrere
      dei secoli tra i vapori
      di trattorie, panni stesi
      e malavita.

      Mentre intorno i monti,
      si beano del profumo del mare,
      La Lanterna illumina
      la città addormentata
      mentre da lontano De Andrè
      dolcemente intona
      'Creuza de mà.

      Ti racchiudo Genova mia
      in quest'abbraccio
      d'amore e nostalgia,
      Superba amica del Petrarca,
      di me sei Madre
      e come lei non
      ti posso scordar.
      Composta lunedì 20 agosto 2012
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        Scritta da: margherita1

        W la doccia

        È stata una giornata infernale
        ho la testa che mi fa male,
        quasi quasi che non ti scoccia
        vado a farmi una bella doccia!
        Scroscia l'acqua calda dal soffione
        mi scotto la pelle, rischio l'ustione!
        Scelgo la schiuma al gelsomino,
        lo shampoo al rosmarino,
        il balsamo all'amarena,
        lo scrub al latte d'avena.
        Volano mille bolle variopinte
        piccole, tonde a mille tinte,
        un giardino nell'aia profumata,
        chiudo gli occhi inebriata.
        Monta la schiuma come la panna
        ormai è alta una spanna,
        i capelli pieni di sapone
        sembro una torta al mascarpone.
        Me la canto a squarciagola
        mentre l'anima mia vola.
        m'insapono e penso a te.
        mi strofino e penso a te
        qui è troppo divertente e penso a te
        lalala, lalala, lalala, lalalala
        Com'è gaio star qua sotto
        quasi quasi conio un motto:
        'Basta poco per essere contenti
        doccia, schiuma e dentifricio per i dentì
        Composta sabato 18 agosto 2012
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          Scritta da: margherita1

          Domenica d'agosto

          Stesa sul letto sudato
          guardo il soffitto.
          Danno il solito film
          visto e rivisto.
          La noia si condensa
          nell'aria come nebbia
          in Val Padana.
          Le saracinesche chiuse
          ascoltano mute
          le strade deserte.
          Il caldo mi avvolge
          senza scampo,
          mi scolo un litro
          di acqua frizzante,
          reduce da una
          camminata nel deserto.
          Attendo le ore che
          rallentano la corsa,
          la notte è in ferie
          e non vuole tornare
          a portare ristoro.
          Una mosca volteggia
          senza guardare il calendario
          felice d'infastidirmi.
          Doccia gelata
          occupa poco tempo
          ma almeno provoca
          qualche brivido.
          Un telefono squilla
          dalle finestre aperte,
          un soffio di vita
          nel condominio sfollato.
          Neppure un ladro
          a ravvivare la giornata.
          Mi appisolo, mi risveglio,
          ho dormito 6 minuti.
          Allora salgo sull'aereo
          della mente e volo
          sulle scogliere
          della Cornovaglia
          a guardare gli scogli
          neri sul mare arrabbiato.
          Distese di verde
          che il vento
          trattiene il passo...
          Ecco finalmente
          sto sognando!
          Composta sabato 11 agosto 2012
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