Scritta da: margherita1

La stazione

La stazione tace di voci
a quest'ora della notte.
La luce fioca tra i binari
mi nasconde alla vista
dei viaggiatori assonnati.
Quanta vita ci può stare
dentro una valigia?
Ieri era pesante di speranza
stanotte è leggera  come una piuma.
Ho  ho lasciato tutto lì
non voglio altre zavorre.
Nulla che possa ricordare
una giornata da dimenticare.
Laggiù nella città che dorme
dormi anche tu accanto
ad un posto vuoto.
Lo stridere dei freni,
il treno spalanca le sue porte
mi spaventano come occhi bui.
Ancora uno sguardo indietro.
Ora scorrono veloci le luci,
dal finestrino pezzi di case,
ritagli di strade , campi deserti.
Tutto tace eppure ti sento
dormire tra lo sferragliare
del treno.
Franca Mercadante
Composta venerdì 11 maggio 2012
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: margherita1

    Caro pino

    Caro vecchio Pino,
    hai il nome di un amico
    e da sempre amico sei.
    Quando c'incontrammo
    ero una bimba che
    batteva le mani felice
    davanti a te.
    Eri vestito a festa
    tra mille luci e lustrini.
    In alto posai una stella
    pendeva un po' di lato,
    ma era il tocco
    per renderti più bello.
    Accanto a me in
    quei giorni di festa,
    aprimmo doni,
    mangiammo dolci e
    brindato al nuovo anno.
    E poi quanto tutti i
    tuoi amici venivano
    portati a morire.
    ti caricammo sulle spalle.
    Abbiamo scavato nel profondo
    della terra fredda perché
    tu potessi nutrirti.
    Ti abbiamo lasciato lì
    con tanti amici intorno,
    più grandi perché si
    prendessero cura di te.
    Ora abbiamo la stessa età,
    ma quanto sei cresciuto più di me,
    quanta forza hai sotto
    il peso della neve.
    Quanto ristoro danno i tuoi
    lunghi rami all'ombra.
    E non c'è giorno che
    aprendo le finestre,
    tu non muova le tue fronde
    come a dirmi "Grazie"
    Franca Mercadante
    Composta giovedì 10 maggio 2012
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: margherita1

      Resta o vai

      Sarebbe bello dirti resta.
      Far finta che le parole
      sparate come pallottole
      al cuore che più non batte
      si siano disperse tra
      questa pioggia di aghi pungenti
      sotto le palpebre chiuse.
      Sarebbe bello dirti fermati.
      Non andare oltre quella porta,
      mentre non vedo più il tuo volto
      ma la schiena di uno qualunque.
      Sarebbe bello strappare l'orgoglio
      come carta straccia,
      buttarla nel fuoco e guardarla
      bruciare finché non resti che cenere.
      Sarebbe bello pregarti tra le lacrime
      come eroina d'altri tempi
      trattenerti con la forza invocando la pietà.
      Ma c'è qualcuno che amo più di te.
      Qualcuno che nasconde lacrime nel cassetto.
      Qualcuno che fa dell'orgoglio una bandiera.
      Qualcuno che non prega fuori dalla Chiesa.
      Ti giri fai il mio nome.
      Si, mi amo più di quanto tu ami me
      e ti amo meno di quanto ami me stessa.
      Franca Mercadante
      Composta martedì 8 maggio 2012
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: margherita1

        Il nostro film

        Vorrei una carezza calda
        come vento di phon
        che si posi sulla mia guancia fredda.
        Vorrei sentire l'odore del tuo amore
        anche dall'altro capo del mondo
        che scompigli i miei pensieri.
        Vorrei udire le tue parole che
        come canto mi avvolgano
        in calde coperte di lana.
        Vorrei la tua amicizia anche
        quando ti faccio male
        senza sapere perché.
        Vorrei per me la tua irrazionale follia
        mentre ti perdi per gli aeroporti
        per giungere fino a me
        per stringermi un minuto soltanto.
        Vorrei diventassimo come pazzi
        agli occhi del mondo che non vedono
        con i nostri occhi quello che vediamo noi.
        Vorrei un orologio a cui frantumare
        le lancette del tempo per racchiudere
        un attimo all'infinito e ripeterlo
        uguale ad ogni istante prima.
        Vorrei tenerti vicino per guardare
        insieme il film della nostra vita
        senza leggere la parola "fine".
        Franca Mercadante
        Composta martedì 8 maggio 2012
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: margherita1

          Celeste

          Celeste sono i pezzi di vetro
          che il mare consuma e poi
          dimentica tra la sabbia fine.
          Celeste è l'alito fresco del vento
          che muove le tende al mattino
          quando l'alba abbraccia la luna
          per l'ultimo saluto.
          Celeste è la nostra canzone
          che gira nell'aria, è voce che canta
          parole imparate a memoria
          che porta indietro nel tempo
          a quel tempo in cui tutto era
          Celeste come piccolo fiore
          dal nome come preghiera
          'non ti scordar di mè.
          Celeste era il none che mi davi
          detto in silenzio, segreto nascosto
          dentro il mio pugno chiuso.
          Celeste è l'aria in cui libro,
          vuoto e spazio infinito
          in quel tempo in cui cado
          senza paracadute.
          Franca Mercadante
          Composta martedì 8 maggio 2012
          Vota la poesia: Commenta
            Questo sito contribuisce alla audience di