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Scritta da: Fiore1961

Il Successo

Divi del cinema e del canto
invidia fanno agli uomini comuni,
gli assi dello sport e dello spettacolo
ringhiare fanno tutti gli altri.

Si, è vero, dicono che i soldi
se son molti danno felicità,
fama, potere, influenze,
si compra persino un amore.

Come nave che approda in porto
dopo una lunga traversata
col tempo amico
o col tempestoso mar,

così esso chiaro m'appare
con logica ragione
riunendo tutti gli uomini
con diverse posizioni.

Allora io ti domando:
cos'è mai il successo?
È forse tutto questo?
O l'esser in pace con se stesso?
Composta lunedì 19 aprile 2010
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    Scritta da: Fiore1961

    La domenica

    Se per molti il giorno di festa
    è il solo momento di riposo e piacere,
    seppur per alcuno in rare occasioni
    esso comporti un qualche dolore,
    bene si faccia a rendere l'anno
    pieno di gioia per questa ragione,
    meglio s'agisca ché in ogni suo mane
    fosse presente l'edenica unione.
    Giorno, giorno festivo
    arreca a tutti il piacere divino!
    Fammi tornare a vivere in pace
    ancora una volta come un bambino.
    Composta lunedì 19 aprile 2010
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      Scritta da: Fiore1961

      Primo agosto

      Primo giorno d'agosto.
      Tutti via: al mare, in campagna
      ai laghi, su in montagna.

      Tutto è divertimento.
      Tutto vien tralasciato:
      soldi, debiti, preoccupazioni,
      ricercando nuove emozioni.

      Chi rimane in città
      non per soldi ma per necessità,
      è angosciato dalla solitudine
      come ferro battuto sull'incudine.

      Se tu vinci questa sofferenza
      non vivrai più di speranza.
      Amerai di più la tua città
      tra tanta calma e serenità.
      Composta lunedì 19 aprile 2010
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        Scritta da: Fiore1961

        Vitulazio

        Bello il paese mio natìo, ignoto a molti.
        Bello il tempo che vide i tuoi natali.
        Fertile il suolo dei generosi campi.
        Grande la rivalità con l'attigua Bellona.

        Ivi trascorsi la mia infanzia
        giocando per le salubri vie
        e per il verde colle, nascondendomi,
        muto, di natura la vivida voce sentivo.

        Chi a te or curioso s'avvicina
        non più sorride con beffarda ironia
        ma molte volte ancora vi ritorna
        con animo mosso da maggior conquiste.

        Mutato hai il primordiale aspetto
        sotto l'incalzante spinta del progresso,
        ma serbi ancora intatte le antiche costumanze
        il giorno della festa patronale.

        Ora, lontano dal tuo seno,
        malinconico vivo il materno distacco
        e con orgoglio racconto quest'amore
        che nessuno mai cancellerà.
        Composta lunedì 19 aprile 2010
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