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Scritta da: Silvana Stremiz
Non sono nulla, non posso nulla,
non perseguo nulla.
Illuso, porto il mio essere con me.
Non so di comprendere,
né so se devo essere,
niente essendo, ciò che sarò.
A parte ciò, che è niente, un vacuo vento
del sud, sotto il vasto azzurro cielo
mi desta, rabbrividendo nel verde.
Aver ragione, vincere, possedere l'amore
marcisce sul morto tronco dell'illusione.
Sognare è niente e non sapere è vano.
Dormi nell'ombra, incerto cuore.
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    Abdicazione

    Prendimi fra le braccia, notte eterna,
    e chiamami tuo figlio.
    Io sono un re
    che volontariamente ha abbandonato
    il proprio trono di sogni e di stanchezze.

    La spada mia, pesante in braccia stanche,
    l'ho confidata a mani più virili e calme;
    lo scettro e la corona li ho lasciati
    nell'anticamera, rotti in mille pezzi.

    La mia cotta di ferro, così inutile,
    e gli speroni, dal futile tinnire,
    li ho abbandonati sul gelido scalone.

    La regalità ho smesso, anima e corpo,
    per ritornare a notte antica e calma,
    come il paesaggio, quando il giorno muore.
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      Furtiva mano di un fantasma occulto

      Furtiva mano di un fantasma occulto
      fra le pieghe del buio e del torpore
      mi scuote, e io mi sveglio, ma nel cuore
      notturno non trovo gesto o volto.

      Un antico terrore, che insepolto
      porto nel petto, come da un trono
      scende sopra di me senza perdono,
      mi fa suo servo senza cenno o insulto.

      E sento la mia vita di repente
      legata con un filo di Incosciente
      a ignota mano diretta nell'ignoto.

      Sento che niente sono, se non l'ombra
      Di un volto imperscrutabile nell'ombra:
      e per assenza esisto, come il vuoto.
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