Scritta da: sintagma

Passione

"Nelle tue mani rimetto il mio spirito."

Come posso
pensarti meno o
non pensarti
niente,
in questo tempo
santo
in cui le Madonne
prostrate
fecondano la terra
con il pianto e
coprono i germogli
con le lunghe chiome
disciolte.
Alla colonna il mio
corpo bianco,
sinedrio e sferza le tue parole
di vetro.
Percorro scalza
questo golgota
con la mia croce
d'incoscienza, di assenza, di peccato
e di errore.
E sulla cima,
la paura conficca
il palo nella terra e
mi scarnifica i palmi
con chiodi di miseria.
E tu arrivi, coppa del silenzio
negli ultimi respiri,
lupa angelica
dal dorso di fuoco,
a mordermi
teneramente
il costato,
da cui, acqua e sangue,
sgorga
il fiume divino
della Poesia.
Eufemia Capezzera
Composta venerdì 2 aprile 2010
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: sintagma

    Fineo

    Mi sono seduta sotto il pergolato.
    L'estate arroventava le pietre.
    Le cicale sfregavano l'aria
    con la loro lingua erotica.
    La mosca volava e ronzava
    attorno a un fico spaccato
    come un cuore spaccato.
    La mosca volava e ronzava
    attorno ai grani del fico spaccato.
    Ah, maturazione del fico,
    naturale esplosione per
    eccesso di dolcezza,
    tripudio di dolcezza!
    La brezza portava la salsedine
    del mare sulle labbra arsicce
    assetate di vino.
    E davanti agli occhi prosciugati
    dal sole, mi cibavo di te,
    amore.
    Eri il pane dalla crosta fragrante,
    la caraffa gonfia di argilla bruna
    in cui cantava l'eco del vino
    nell'ombra
    come pozze di acqua
    in cavità sotterranee,
    nettare custodito dal fiore
    al tramonto.
    Versavo in abbondanza,
    ma un fiotto di scorpioni
    correva a nascondersi tra
    le pietre e la sabbia.
    Eufemia Capezzera
    Composta lunedì 15 marzo 2010
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: sintagma

      Pensiero

      Come si può
      schiantare a terra,
      tra le pietre,
      un ramo di pesco
      in fiore?
      Come si può
      calpestare,
      tra le pietre,
      un ramo di pesco
      in fiore?
      Cento passi di uomini,
      migliaia di fiori calpestati.
      Sono la puttana del vento,
      un'immondizia battuta
      ai margini di strada.
      Mi concedo a lui ogni momento,
      senza ragione o risentimento
      ma solo con la speranza
      che mi conduca da te.
      O che mi porti indietro
      la tua voce.
      Eufemia Capezzera
      Composta mercoledì 10 marzo 2010
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: sintagma
        Di te non conosco niente.
        Non conosco neanche il nome di tua madre.
        Tutti questi anni ti hanno custodito gelosamente.
        Come una perla tra le valve, il diamante nella roccia.
        Tu esistevi. Ed io lo ignoravo.
        E sebbene tu sia assolutamente estranea a me,
        sulla mia bocca il tuo nome è un grido che lacera il petto.
        Perché la tua città è una fortezza di dura pietra
        ma io non sono un conquistatore,
        non nascondo spade sotto il mantello,
        soldati in armi nel ventre.
        Io sono piuttosto un mendicante,
        un mendicante che l'amore ha
        riempito di lebbra.
        E fuggivi da me persino
        le tue mani ferite:
        non sapevi che volevo soltanto ascoltare
        il rumore del mare che hai dentro.
        Eufemia Capezzera
        Vota la poesia: Commenta
          Questo sito contribuisce alla audience di