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I recessi ombrosi dove in sogno io vedo
i più vaghi uccelli canori,
son come labbra - e tutta la tua melodia
di parole cui il labbro da forma. -
I tuoi occhi, gemme nel cielo del cuore,
desolati si posano allora,
o Dio!, sulla mia mente funerea -
luce di stelle su un nero drappo.

Il tuo cuore - il tuo cuore! Mi ridesto
e sospiro, e dormo per sognare
di quella verità che l'oro non può mai comprare -
e di quelle futilità che sempre può, invece.
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    Scritta da: Valeria S

    A mia madre

    Poiché io ben sento che negli alti cieli
    gli angeli, bisbigliando l'uno all'altro,
    parola non trovano, fra i loro ardenti accenti,
    che sia più devota di quella di "madre"
    io già da tempo a te ho dato quel caro nome -
    a te che più che madre mi sei e che mi ricolmi
    il cuore, dove Morte t'installò, lo spirito
    liberando, al contempo, della mia Virginia.
    La mia propria madre, che così presto mi lasciò,
    non fu che di me solo madre; ma tu sei madre
    di colei che io così caramente ho amato:
    sicché a me più cara tu sei dell'altra
    per quell'infinita via per cui la mia sposa
    fu alla mia anima più cara che la vita stessa.
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      Scritta da: Valeria S

      Un sogno dentro un sogno

      Questo mio bacio accogli sulla fronte!
      E, da te ora separandomi,
      lascia che io ti dica
      che non sbagli se pensi
      che furono un sogno i miei giorni;
      e, tuttavia, se la speranza volò via
      in una notte o in un giorno,
      in una visione o in nient'altro,
      è forse per questo meno svanita?
      Tutto quello che vediamo, quel che sembriamo
      non è che un sogno dentro un sogno.

      Sto nel fragore
      di un lido tormentato dalla risacca,
      stringo in una mano
      granelli di sabbia dorata.
      Soltanto pochi! E pur come scivolano via,
      per le mie dita, e ricadono sul mare!
      Ed io piango - io piango!
      O Dio! Non potrò trattenerli con una stretta più salda?
      O Dio! Mai potrò salvarne
      almeno uno, dall'onda spietata?
      Tutto quel che vediamo, quel che sembriamo
      non è che un sogno dentro un sogno?
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        Scritta da: Valeria S

        Un sogno

        In visioni di notturna tenebra
        spesso ho sognato svanite gioie -
        mentre un sogno, da sveglio, di vita e di luce
        m'ha lasciato col cuore implacato.

        Ah, che cosa non è sogno in chiaro giorno
        per colui il cui sguardo si posa
        su quanto a lui è d'intorno con un raggio
        che, a ritroso, si volge al tempo che non è più?

        Quel sogno beato - quel sogno beato,
        mentre il mondo intero m'era avverso,
        m'ha rallegrato come un raggio cortese
        che sa guidare un animo scontroso.

        E benché quella luce in tempestose notti
        così tremolasse di lontano -
        che mai può aversi di più splendente e puro
        nella diurna stella del Vero?
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