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Poesie di Edgar Allan Poe

Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

La scheda di Edgar Allan Poe




poesia postata da: sagea, in Poesie (Poesie in lingua straniera)

Annabel Lee

It was many and many a year ago,
In a kingdom by the sea,
That a maiden there lived whom you may know
By the name of Annabel Lee;
And this maiden she lived with no other thought
Than to love and be loved by me.

I was a child and she was a child,
In this kingdom by the sea:
But we loved with a love that was more than love -
I and my Annabel Lee;
With a love that the winged seraphs of heaven
Coveted her and me.

And this was the reason that, long ago,
In this kingdom by the sea,
A wind blew out of a cloud, chilling
My beautiful Annabel Lee;
So that her high-born kinsmen came
And bore her away from me,
To shut her up in a sepulchre
In this kingdom by the sea.

The angels, not half so happy in heaven,
Went envying her and me -
Yes! that was the reason (as all men know,
In this kingdom by the sea)
That the wind came out of the cloud one night,
Chilling and killing my Annabel Lee.

But our love it was stronger by far than the love
Of those who were older than we -
Of many far wiser than we -
And neither the angels in heaven above,
Nor the demons down under the sea,
Can ever dissever my soul from the soul
Of the beautiful Annabel Lee;

For the moon never beams without bringing me dreams
Of the beautiful Annabel Lee;
And the stars never rise but I feel the bright eyes
Of the beautiful Annabel Lee;
And so, all the night-tide, I lie down by the side
Of my darling - my darling - my life and my bride,
In the sepulchre there by the sea -
In her tomb by the sounding sea.
-- Edgar Allan Poe (scheda)
Composta
venerdì 12 agosto 2011

poesia postata da: Ombra Nella Notte, in Poesie (Poesie d'Autore)

Il verme conquistatore

Guardate! È una serata di gala
In questi ultimi anni desolati!
Uno stuolo d'angeli alati!
Tra i veli e sommersi dal pianto,
A teatro siede a vedere
Un dramma di speranze e timori,
L'orchestra emette a tratti in sordina
La musica delle sfere.

Parodiando Iddio nel cielo, i mimi,
Sottovoce borbottano, sussurrano
E si gettano qua e là. Marionette
Soltanto che vengono e vanno
Al cenno di cose immense informi
E spostano gli scenari avanti e indietro
Scuotendo dalle loro ali di Condor
L'invisibile Affanno!

Un dramma così variegato, non temete,
Non sarà scordato!
Col suo Fantasma per sempre inseguito
Da una folla che mai non l'afferra,
In un cerchio che sempre ritorna
Nello stesso identico punto,
E molta Pazzia, e ancor più Peccato,
E Orrore animano la trama.

Ma guardate, tra la ridda dei mimi,
S'insinua una forma strisciante!
Una cosa rossosangue si snoda
Sbucando dalla scena deserta!
Si snoda! Si annoda! Tra spasmi mortali
Suo cibo diventano i mimi,
Singhiozzano i serafini ai denti del mostro
Di sangue rappreso imbevuti.

Spente, spente le luci, tutte spente!
E sopra ogni forma fremente,
Funebre sudario il sipario
Vien giù con fragor di tempesta,
E gli angeli pallidi esangui,
Levandosi, svelandosi, dicono
Che quella è la tragedia "L'Uomo",
E il Verme Conquistatore, l'eroe.
-- Edgar Allan Poe (scheda)
Composta
martedì 22 marzo 2011

poesia postata da: phantastica, in Poesie (Poesie d'Autore)
Coloro che sognano di giorno sono consapevoli di molte cose che sfuggono a coloro che sognano solo di notte.
Nelle loro visioni grigie captano sprazzi d'eternità e tremano, svegliandosi, nello scoprire di essere giunti al limite del grande segreto.
In un attimo, apprendono qualcosa del discernimento del bene e qualcosa più che la pura e semplice conoscenza del male.
-- Edgar Allan Poe (scheda)

poesia postata da: Frah, in Poesie (Poesie d'Autore)

Berenice

Nella strana anomalia della mia esistenza, i miei sentimenti non erano mai venuti dal cuore e le mie passioni erano sempre venute dalla mente.
-- Edgar Allan Poe (scheda)
Dedica:
Un ennesima giornata passata sulla riva di un lago, in compagnia di passanti, dell'eco di anatre che svolazzano felici, di una panchina ormai quasi consumata dal clima e di un libro che tengo serrato fra le mani. Decido di leggere un racconto a caso, penso a un numero - mi viene in mente il 13 - apro di getto il libro tenendo gli occhi chiusi, poi li riapro, mi trovo alla pagina 83, un sorriso si stampa immediatamente dopo che leggo quel numero così grande rispetto a quello che avevo sperato. Decido comunque di leggere quel brano, i miei occhi iniziano a scorrere mentalmente quelle parole - La miseria è multiforme; la sventura sulla terra è molteplice. Mi fermo un attimo, ma decido di continuare perché sento una forma di curiosità dentro me... vado avanti e leggo - Com'è successo che da un esempio di bellezza ho potuto trarre un tipo di bruttezza, come da un simbolo di pace, un immagine di dolore. Queste parole mi colpiscono profondamente, quasi come una lama diretta a colpire e a ricolpire nuovamente il mio cuore. Non vado oltre per paura di essere troppo noiosa... ma, come può un essere umano con poche semplici e immediate parole farti bene ma allo stesso tempo farti capire qual è il tuo male? Qual è ragione di quei improvvisi crampi allo stomaco che ti tolgono il fiato? Ditemi voi, qual è. Io non so spiegarmelo!