Questo sito contribuisce alla audience di

Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell'altro,

e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato

per tutta la vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d'amore,

le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Silvana Stremiz

    Il pugno

    Il pugno stretto intorno al mio cuore
    si allenta un poco, e io respiro ansioso
    luce; ma già preme di nuovo.
    Quando mai non ho amato
    la pena d'amore? Ma questa si è spinta

    oltre l'amore fino alla mania. Questa
    ha la forte stretta del demente, questa
    si aggrappa alla cornice della non-ragione, prima
    di sprofondare urlando nell'abisso.

    Tieni duro allora, cuore; così almeno vivi.
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Silvana Stremiz

      L'aspro sapore del mare

      Quella vela piegata dalla luce,
      stanca d'isole,
      una goletta che batte il Mar dei Caraibi

      per ritornare, potrebbe essere Odisseo
      diretto a casa attraverso l'Egeo:
      quel desiderio di padre e di marito,

      sotto l'aspro livore della vecchiezza,
      è come l'adultero che sente il nome di Nausicaa
      in ogni grido di gabbiano.

      E questo non assicura la pace. L'antica guerra
      tra ossessione e responsabilità
      non può finire ed è la stessa

      per il naufrago e per chi sul lido
      ora infila i piedi nei sandali per rientrare
      da quando Troia ha spirato l'ultima fiamma

      e il macigno del cieco ciclope ha alzato le acque
      dalle cui ondate i grandiosi esametri giungono
      alle conclusioni dell'esausta risacca.

      I classici possono consolare. Ma non abbastanza.
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Silvana Stremiz

        Arcipelaghi

        Alla fine di questa frase, comincerà la pioggia.
        All'orlo della pioggia una vela.

        Lenta la vela perderà di vista le isole;
        in una foschia se ne andrà la fede nei porti
        di un'intera razza.

        La guerra dei dieci anni è finita.
        La chioma di Elena, una nuvola grigia.
        Troia, un bianco accumulo di cenere
        vicino al gocciolar del mare.

        Il gocciolio si tende come le corde di un'arpa.
        Un uomo con occhi annuvolari raccoglie la pioggia

        e pizzica il primo verso dell'Odissea.
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Silvana Stremiz

          Lontano dall'Africa

          Un vento scompiglia la fulva pelliccia
          Dell'Africa. Kikuyu, veloci come mosche,
          Si saziano ai fiumi di sangue del veld.
          Cadaveri giacciono sparsi in un paradiso.
          Solo il verme colonnello del carcame, grida:
          "Non sprecate compassione su questi morti separati!"
          Le statistiche giustificano e gli studiosi colgono
          I fondamenti della politica coloniale.
          Che senso ha questo per il bimbo bianco squartato
          nel suo letto?
          Per selvaggi sacrificabili come Ebrei?

          Trebbiati da battitori, i lunghi giunchi erompono
          In una bianca polvere di ibis le cui grida
          Hanno vorticato fin dall'alba della civiltà
          Dal fiume riarso o dalla pianura brulicante di animali.
          La violenza della bestia sulla bestia è intensa
          Come legge naturale, ma l'uomo eretto
          Cerca la propria divinità infliggendo dolore.
          Deliranti come queste bestie turbate, le sue guerre
          Danzano al suolo della tesa carcassa di un tamburo,
          Mentre egli chiama coraggio persino quel nativo terrore
          Della bianca pace contratta dai morti.

          Di nuovo la brutale necessità si terge le mani
          Sul tovagliolo di una causa sporca, di nuovo
          Uno spreco della nostra compassione, come per la Spagna,
          Il gorilla lotta con il superuomo.
          Io, che sono avvelenato dal sangue di entrambi,
          Dove mi volgerò, diviso fin dentro le vene?
          Io che ho maledetto
          L'ufficiale ubriaco del governo britannico, come sceglierò
          Tra quest'Africa e la lingua inglese che amo?
          Tradirle entrambe, o restituire ciò che danno?
          Come guardare a un simile massacro e rimanere freddo?
          Come voltare le spalle all'Africa e vivere?
          Vota la poesia: Commenta