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Poesie di Cristina Cossu

Insegnante, nato mercoledì 26 giugno 1968 a Cagliari (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Cristina
Per vie silenziose e solitarie
cammino senza sosta
nella notte avara di stelle.
I passi accompagnano i pensieri
nuove tessere di un mosaico senza fine
che parlano di vita
istante dopo istante
di venditori di illusioni
di giovani occhi che non volevano vedere
di menti che non volevano credere
di anime che pian piano
vedevano spegnersi la luce.
È una sera d'inverno di tanti anni dopo.
Cammino ancora nella notte
nella solitudine di una via
non più oscura.
I pensieri parlano di ciò che è stato;
ascolto con rispetto e gratitudine.
Son quella che sono
nel bene e nel male,
tutto è chiaro dopo il lungo cammino.
Sono me stessa, consapevole e razionale.
Un libro fatto di pagine bianche
attende un sogno chiamato vita,
la mia.
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    Scritta da: Cristina

    ... una notte

    La pioggia
    batte sui vetri,
    appannati dai sospiri della passione.
    È melodia di una notte d'amore
    di corpi che danzano in armonia,
    di occhi che si cercano
    in sguardi lontani
    di mani che si inseguono,
    accarezzando la vita.
    Piuma il tuo corpo
    seppur possente e sicuro;
    labbra vermiglie
    sfiorano la mia pelle,
    accendono i sensi.
    Ti vivo.
    Vivimi, amami,
    come la luce
    che ha squarciato il cielo
    in questa notte d'amore.
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      Scritta da: Cristina

      Non volevi

      Vicini
      eppure distanti nel cuore, nei gesti,
      desiderati e mai giunti.
      Nulla ho chiesto
      neppure in origine.
      Apro gli occhi in una sera d'estate.
      I battiti rompono il silenzio della stanza...
      solo i miei.
      Mio padre attende fuori.
      Il mio pianto è il primo richiamo
      ci guardiamo, mi sorride,
      è felice, lui.
      Siamo due gocce d'acqua
      i cuori battono all'unisono
      non ci lasceremo mai.
      La vita ha fretta di rivelarsi
      giorno dopo giorno
      notte dopo notte.
      Due momenti contrapposti
      e speciali solo per me;
      Il mio sole sorgeva
      quando sull'universo calavano le tenebre
      e la porta si apriva
      per un istante di puro amore.
      Piccoli gesti, una carezza
      un bacio che mi consegnasse al sogno,
      spazzavano l'aridità
      del giorno appena vissuto.
      Grazie, Papà.
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        Scritta da: Cristina

        Allo specchio

        Respiro la leggerezza
        di questo momento
        che magari si chiama illusione.
        Vivo così,
        il confine se c'è
        non è nitido o forse
        non lo voglio vedere.
        Tutto è appeso al filo sottile
        dell'equilibrio più volte perso
        e mai completamente ritrovato.
        Guardo al cielo
        che ai miei occhi
        appare azzurro.
        Chissà se è davvero così...
        Voglio staccare dai miei luoghi
        per correre verso l'altrove ospitale,
        per trovare una ragione,
        per convincermi che può essere come allora,
        forse.
        Oggi lo specchio
        riflette l'immagine della prima coscienza;
        quella terribile, sembra dissolta
        ma le ferite, quelle no.
        Talvolta accarezzano i pensieri
        insidiano il sorriso
        combattono la leggerezza
        che abbraccia questo momento.
        Guardo al cielo
        che a me sembra azzurro
        anche quando la sera
        chiama le stelle
        a farle compagnia.
        Composta giovedì 1 ottobre 2009
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          Scritta da: Cristina

          Ingannevoli illusioni

          Grata a te
          per ciò che ho compreso
          attraversando l'oscurità.
          Grazie per aver donato speranza nuova ai miei occhi
          per avermi fatto sentir battiti da tempo dimenticati
          per assecondare i miei passi ora certi
          per sorridere con me alla vita
          parlando al futuro.
          Ricordo quando inciampavo sulle lacrime
          brancolando smarrita nell'oscurità senza fine.
          Anche la disperazione mi aveva tradita;
          era davvero di più.
          Un giorno durato anni
          quando orgoglio e follia
          han voltato le spalle
          all'ego malato,
          un rumore sordo e i frantumi di una maschera
          mi han raccontato l'inutilità di una vita,
          ceduta all'illusione e all'inganno.
          Tremenda è la realtà
          che ti sbatte in faccia chi sei
          in lotta con l'io ingannatore
          che, padrone, muove ogni tuo gesto.
          Le lame son diventate piume
          ed ora vagano smarrite nel mio cielo terso
          dove la notte non giunge mai.
          Tu, abbracciato alle tue illusioni
          sordo alle grida di aiuto della tua anima
          continui a raccontarti come non sei e mai sarai.
          Composta giovedì 6 agosto 2009
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