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Scritta da: Eclissi

Inno alla Bellezza

Tu vieni dal profondo cielo o sorgi
dall'abisso, o BeltÓ? Versa il tuo sguardo
infernale e divino, mescolati,
il beneficio e il crimine, e per questo
al vino ti potrei rassomigliare.
Hai nell'occhio l'aurora ed il tramonto;
come una sera tempestosa spandi
profumi; ed i tuoi baci sono un filtro,
e la tua bocca un'anfora, che fanno
coraggioso il fanciullo, l'eroe vile.
Sorgi dal nero abisso oppure scendi
dalle stelle? Il Demonio, affascinato,
come un cane Ŕ attaccato alle tue gonne;
spargi a caso la gioia ed i disastri,
e tutto reggi, e di nulla rispondi.
Sopra i morti, o BeltÓ, di cui ti ridi,
cammini. Non Ŕ il meno affascinante,
l'Orrore, tra le tue gioie; amoroso
sopra il tuo ventre orgoglioso danza
l'Omicidio, fra i ciondoli il pi¨ caro.
Vola abbagliata verso te l'effimera,
o candela, fiammeggia stride e dice:
"Benediciamo questa torcia! " Anela
l'innamorato chino sulla bella,
e ha l'aria d'un morente che accarezza
la sua tomba. O BeltÓ, che cosa importa,
o mostro spaventoso enorme ingenuo,
che tu venga dal cielo o dall'inferno,
se mi schiude la porta il tuo sorriso
ed il tuo piede e l'occhio a un Infinito
adorato ed ancora sconosciuto?
Di Satana o di Dio, che importa? Angelo
o Sirena, che importa se mi rendi,
- fata dagli occhi di velluto, ritmo,
profumo, luce, unica regina! -
questo universo meno ripugnante
e questi brevi istanti meno gravi?
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    Scritta da: Nadia De Luca

    Elevation

    Al di lÓ degli stagni, delle valli e dei monti,
    al di lÓ dei boschi, delle nuvole e dei mari,
    al di lÓ del sole, al di lÓ dell'aria,
    al di lÓ dei confini delle stellate sfere,

    Tu, mio spirito, ti muovi con agilitÓ
    e, come buon nuotatore che gode tra le onde,
    allegro solchi la profonda immensitÓ
    con indocile e maschia voluttÓ.

    Fuggi lontano dai morbosi miasmi,
    voli a purificarti nell'aria pi¨ alta,
    e bevi, come un puro liquido divino,
    il fuoco chiaro che colma spazi limpidi.

    Le spalle alla noia e ai vasti affanni
    che opprimono col loro peso la nebbiosa vita,
    felice chi con ali vigorose
    si eleva verso campi sereni e luminosi;

    Chi lancia i pensieri come allodole
    in libero volo verso il cielo del mattino,
    - chi si libra sulla vita e comprende senza sforzo
    il linguaggio dei fiori e delle cose mute!
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      Scritta da: Julie Gensini

      ElÚvation (Elevazione)

      Au-dessus des Útanges, au-dessus des vallÚes,
      des montagnes, des bois, des nuages, des mers,
      par delÓ le soleil, per delÓ les Úthers,
      per delÓ les confins des sphŔres ÚtoilÚes,

      Mon esprit, tu te meus avec agilitŔ,
      et, comme un bon nageur qui se pame dans l'onde,
      tu sillonnes gaiement l'immensitŔ profonde
      avec une indicible et male voluptŔ.

      Envole-toi bien loin de ces miasmes morbides;
      va te purifier dans l'air supÚrieur,
      et bois, comme une pure et divine liqueur,
      le feu clair qui remplit les espaces limpides.

      DerriŔre les ennuis et les vastes chagrins
      qui changent de leur poids l'existence brumeuse,
      heureux celui qui peut d'une aile vigoreuse
      s'Úlancer vers les champs lumineux et sereins;

      Celui dont les pensers, comme des alouettes,
      vers le cieux le matin prennent un libre essor,
      - qui plane sur la vie, et comprend sans effort
      le langage des fleurs et des choses muettes!

      Al di lÓ degli stagni, delle valli e dei monti,
      al di lÓ dei boschi, delle nuvole e dei mari,
      al di lÓ del sole, al di lÓ dell'aria,
      al di lÓ dei confini delle stellate sfere,

      Tu, mio spirito, ti muovi con agilitÓ
      e, come buon nuotatore che gode tra le onde,
      allegro solchi la profonda immensitÓ
      con indocile e maschia voluttÓ.

      Fuggi lontano dai morbosi miasmi,
      voli a purificarti nell'aria pi¨ alta,
      e bevi, come un puro liquido divino,
      il fuoco chiaro che colma spazi limpidi.

      Le spalle alla noia e ai vasti affanni
      che opprimono col loro peso la nebbiosa vita,
      felice chi con ali vigorose
      si eleva verso campi sereni e luminosi;

      Chi lancia i pensieri come allodole
      in libero volo verso il cielo del mattino,
      - chi si libra sulla vita e comprende senza sforzo
      il linguaggio dei fiori e delle cose mute!
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        Scritta da: Marianna Mansueto

        Inno alla Belleza

        Che importa che tu venga
        dall'Inferno o dal Cielo
        o mostro enorme, ingenuo, spaventoso!
        Se grazie al tuo sorriso, al tuo sguardo,
        al tuo piede penetro
        un infinito che ignoravo e che adoro?
        Che importa se da Satana o da Dio?
        Se sirena o angelo, che importa?
        Se si fanno per te - fata occhi, di
        velluto, ritmo, luce, profumo, mia regina-
        meno orrendo l'universo,
        meno grevi gli istanti?
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