A Madre Teresa

Dormire vegliando
dividendo il poco
o il niente
alla pari con loro,
disperati dispersi,
miserabili
colmi di Dio,
calcanti alla porta
dell'eternità.
Umile,
tra gli ultimi degli umili,
frammenti di umanità
raccolti da mani d'ali.
Madre e sorella,
tempo sacro vissuto
santificando l'attimo
al miracolo della vita
vera.
Cenzo (Enzo Casavola)
Composta sabato 15 giugno 2002
Vota la poesia: Commenta

    Così mi apparisti

    Così mi apparisti,
    perpetua tempesta per l'anima
    che tracolora per poco
    sprazzi turchesi di cielo,
    e il sole sventaglia
    nella cupa ombra
    fasci svolgoranti di luce:
    La tempesta si consuma,
    ma tu mai!
    Vivo tra meravigliose paure:
    non essere con te nel vento,
    nella pioggia o nel buio,
    nei tuoni o nel sole,
    o nelle calme improvvise.
    Così mi apparisti,
    come fuoco che scotta
    e mai si consuma.
    Non attimi di vero riposo,
    né vere gioie
    feconde di vita
    a germogliare messi rigogliose.
    Sei meravigliosamente sconcertante,
    ma inutile per il mio cuore
    che bussa alla tua porta:.
    Cenzo (Enzo Casavola)
    Composta sabato 15 gennaio 2000
    Vota la poesia: Commenta

      Dormi al mio amore

      Sulla curva di Semese
      s'ode il murmure del vento
      che confuso vibra sul vetroso
      cielo tra gli ultimi sprazzi
      del già celato sole.
      Sento il tuo dormire
      nello specchio del mio volto
      arruffato di bianca spuma.
      Dormi al mio amore
      sulla curva del castello
      nero Semese, al buio est,
      tra i riflessi raggi dell'anima
      nel traslucido fuoco leggero.
      Sospira morente il cuore,
      lenta agonia d'attesa, appeso
      al filo umido di ragno.
      Cenzo (Enzo Casavola)
      Composta sabato 28 novembre 2009
      Vota la poesia: Commenta

        Rosa rossa

        Il tuo sguardo finito volto
        a scrutare l'infinito cielo,
        mi riempie di gioia.
        Veri gli occhi tuoi, ora,
        si illuminano nella propria bellezza,
        non turbata da effimeri sentimenti.
        Le tue labbra, labbra infuocate
        protese e silenziose sono tacito vulcano
        che ribolle nel cuore eventi incandescenti.
        Come sei bella nei turbinii
        di silenziosi pensieri che vanno
        tra galassie a cercare il tuo essere,
        terra ubertosa stracolma di vita
        in ogni respiro, e tu non sai
        che sei bella. Bella, io ti respiro,
        sospiro a distanza, rosa rossa;
        la tua fragranza mi inebria, mi tiene.
        Respirarti, amarti mi basta
        al là della siepe del tempo
        ove ti sei posta con i tuoi fedenti.
        Libera, ora, dalle mie oppresse voglie,
        decidi la distanza con il tuo colmo
        di spine. Godo nel vederti sempre bella,
        soffro a non sussurrarti vicino-vicino,
        le parole d'amore che amavi sentire.
        Mi consumo a non poter poggiare
        le mie labbra alle tue rosse,
        e la mano tua sul mio cuore,
        per non perdere l'ultima stilla di speranza.
        Cenzo (Enzo Casavola)
        Composta martedì 27 ottobre 1998
        Vota la poesia: Commenta

          Rosa rossa

          Il tuo sguardo finito volto
          a scrutare l'infinito cielo,
          mi riempie di gioia.
          Veri gli occhi tuoi, ora,
          si illuminano per la propria bellezza
          non turbata da effimeri sentimenti:
          Le tue labbra, labbra infuocate,
          protese e silenziose: tacito vulcano
          che ribolle nel cuore eventi.
          Come sei bella nei turbinii
          di silenziosi pensieri che vanno
          tra galassie a cercare
          quella che tu sei: terra, terra ubertosa
          stracolma di vita in ogni respiro,
          e tu non sai che sei bella.
          Bella, io respiro, sospiro
          a distanza, mia rosa rossa;
          la tua fragranza mi inebria,
          mi tiene. Respirarti amandoti mi basta,
          di là dalla siepe del tempo
          che ti ha colmata di duri fendenti.
          Alla tua distanza ti ammiro.
          È esalato il mio avido desiderio,
          vaporizzato nel tuo profumo,
          svanito il tuo possesso esclusivo
          che ha divorato colori e avventure,
          tue, nei cieli tuoi; ignoravo i tuoi lamenti
          divenuti taciti nel tempo:
          Ora vivi racchiusa nei tuoi fendenti,
          cronaca tua, rosa rossa è questa,
          ghirlandata di verdi faville,
          che gioia e profumi regalano
          all'intorno e alle mie pupille.
          Libera dalle mie oppresse voglie,
          decidei la distanza con il tuo colmo
          di spine. Godo nel vederti sempre bella,
          soffro a non sussurrarti vicino-vicino,
          parole d'amore che amavi tanto.
          Mi consumo a non poter più poggiare
          le mie labbra alle tue rosse,
          e la tua mano al mio cuore,
          per non perdere l'ultima stilla di vita.
          Cenzo (Enzo Casavola)
          Composta martedì 27 ottobre 1998
          Vota la poesia: Commenta
            Questo sito contribuisce alla audience di