Poesie di Carlo Peparello

IT Manager, nato lunedì 22 luglio 1974 a Roma
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Scritta da: Carlo Peparello

Già scritto

Percorrerai la stessa strada di comparse e poetesse
Di chi ha atteso che l'inevitabile accadesse
Il solito sentiero destinato a terminare
In un grande burrone che non si può saltare
Non finire sotto due metri di terriccio e rimpianto
Fai della libertà il tuo ultimo vanto
Hai visto cose che altri ignoravano
Hai vissuto in luoghi che molti sognavano
Hai perso occasioni che qualcuno ha saputo cogliere
Hai desistito dove altri hanno deciso di scegliere
Sarà un rimpianto strappato dal petto
Un ignobile patto che in sogno hai stretto
Deciso a giocarti un futuro di ombre
In cambio di un passato prezioso per sempre.
Carlo Peparello
Composta lunedì 21 novembre 2011
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    Scritta da: Carlo Peparello

    Orme

    Spero ardentemente che nessun giorno sia uguale al precedente
    Che nulla mi sia scritto se non l'ho prima vissuto
    Che nulla si cancelli per sempre, se non scomode ombre
    Vivrò in un destino variopinto e traballante
    La voce dell'incoscienza che mi sprona, martellante
    Ad osare e ridere nell'occhio del ciclone
    Ad essere delle mie incertezze un brillante anfitrione
    Sarò esempio deplorevole per chi non ha regole
    Mi tufferò nel buco nero come me infinito e mutevole
    Non tornerò mai indietro a costo di saltare nel vuoto
    Dormirò dove capita e attraverserò la libertà a nuoto
    L'esistenza è un lucchetto che si scardina col pensiero
    È una porta aperta verso un nuovo sentiero
    Ricalcherò orme estinte di viaggiatori solitari
    Sopravvento camminare e seguire i dispetti lunari
    Sarò la guida del mio istinto e compagno del mio sogno
    Incontrerò l'albeggio scarlatto cercando un segno.
    Carlo Peparello
    Composta sabato 16 luglio 2011
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      Scritta da: Carlo Peparello

      Live

      Esistevano due persone sperdute
      Abbracciati da lacrime di vento del nord
      Unite da un destino comune e avventato
      Si salutavano soltanto quando si incontravano
      Quando si lasciavano piangevano silenzi
      Favola nera di un perpetuo martirio
      Dolce come un frutto avvelenato
      Mutevole come l'aurora lontana e impalpabile
      Si promettevano sussulti e brividi nervosi
      carezze fantasmagoriche di intesa e passione
      Erano due figure fuse in un manto di luce appannata
      Attendevano un futuro che tardava a mostrarsi
      fermando il presente in una tela fatiscente
      Esistevano due persone nate per cercarsi
      Non si tratta di una favola ma di esistenza comune
      Senza un perché ma con molti significati.
      Carlo Peparello
      Composta giovedì 10 febbraio 2011
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        Scritta da: Carlo Peparello

        Azzardo

        Fai la tua mossa più sporca
        Usa una tattica contorta
        Non lesinare colpi bassi
        Nascondi la mano e lancia i sassi
        Non t'aspettare sconti o carte scoperte
        Guarda il cartaio e le sue mani esperte
        Ti dirà dove andrai e quando morirai
        È un'arte antica quanto fasulla
        Predire un futuro scrutando il nulla
        Non credere al fato che respira sornione
        Cedi all'istinto, all'attimo e all'ormone
        È pura passione quella che ci spinge
        Non serve risposta direbbe la Sfinge
        L'equazione primitiva ti dirà la verità
        Mancato rischio e certo per l'incerto, rimpianti a volontà.
        Carlo Peparello
        Composta lunedì 7 febbraio 2011
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          Scritta da: Carlo Peparello

          Ribellione e libertà

          Se ti chiamano diverso perché non hai interrogativi sull'universo
          Se ti chiamano anormale perché ti senti un po' animale
          E ti dicono come vestire perché non ti piace apparire
          Se la misura è colma e il dado è tratto
          Perché col destino non hai stretto alcun patto
          Evita scaramanzie, non barattare mercanzie
          Non cedere il passo e lancia il sasso
          Non nascondere la mano, non nasconderti il viso
          Se compiangi gli sposi e non gli tiri il riso
          Se per te la libertà non è questione puritana
          E sei degno di chiamarti gran figlio di puttana
          Lascia che la sponda trattenga le scorie e non l'energia
          Lasciati trasportare verso l'unica via
          È una traccia sulla sabbia lasciata da qualcuno
          Fatti furbo e non aspettare nessuno.
          Carlo Peparello
          Composta lunedì 3 gennaio 2011
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