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Scritta da: Violina Sirola

Un poète

Un poète
c'est un être unique
a des tas d'exemplaires
Qui ne pense qu'en vers
Et n'écrit qu'en musique
Sur de sujet divers
De rouges ou des verts
Mais toujours magnifiques

Un poeta
è un essere unico
In tanti esemplari
Che pensa solamente in versi
e non scrive che in musica
Su soggetti diversi
Sia rossi che verdi
Ma sempre magnifici.
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    Distruggono il mondo

    Distruggono il mondo
    in pezzettini
    distruggono il mondo
    a colpi di martello
    ma è lo stesso per me
    è proprio lo stesso
    ne resta abbastanza per me
    ne resta abbastanza
    basta che io ami
    una piuma azzurra
    un sentiero di sabbia
    un uccellino pauroso
    basta che ami
    un filo d'erba sottile
    una goccia di rugiada
    un grillo di bosco
    massì possono distruggere il mondo
    in pezzettini
    ne resta abbastanza per me
    ne resta abbastanza
    avrò sempre un po' d'aria
    un filino di vita
    nell'occhio un barbaglio di luce
    e il vento tra le ortiche
    e anche e anche
    se mi sbattono in prigione
    ne resta abbastanza per me
    ne resta abbastanza
    basta che io ami
    questa pietra corrosa
    questi ganci di ferro
    dove spiccia un filo di sangue
    io l'amo io l'amo
    la superficie consumata del mio letto
    il saccone e la lettiera
    la polvere del sole
    amo lo spioncino che s'apre
    gli uomini che sono entrati
    che avanzano che mi trascinano via
    ritrovare la via del mondo
    e ritrovare il colore
    amo questi due lunghi travi
    questa lama triangolare
    questi signori vestiti di nero
    mi fanno la festa e ne sono fiero
    io l'amo io l'amo
    questo paniere riempito di suoni
    dove metterò a posto la testa
    oh io l'amo per davvero
    basta che io ami
    un breve filo d'erba azzurra
    una goccia di rugiada
    un amore d'uccellino pauroso
    distruggono il mondo
    con i loro martelli pesanti
    ne resta abbastanza per me
    ne resta abbastanza cuor mio.
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      Morirò di cancro alla colonna vertebrale

      Morirò di cancro alla colonna vertebrale
      Accadrà una sera orribile
      Chiara, calda, profumata, sensuale,
      Morirò della putrefazione
      Di certe cellule poco conosciute
      Morirò per una gamba amputata
      Da un topo gigante sbucato da una fogna gigante
      Morirò di cento tagli
      Il cielo mi sarà caduto addosso
      Fracassandosi come una vetrata pesante
      Che farà scoppiare le mie orecchie
      Morirò di ferite segrete
      Inflitte alle due del mattino
      Da assassini vaghi e calvi
      Morirò senza accorgermi
      Di morire, morirò
      Sepolto sotto le rovine secche
      Di mille metri di cotone sprofondato
      Morirò annegato nell'olio di spurgo
      Calpestato da bestie indifferenti
      E, subito dopo, da bestie differenti
      Morirò nudo, o vestito di tela rossa
      O cucito in un sacco con delle lame di rasoio
      Morirò forse senza preoccuparmi
      Di verniciare le unghie delle dita dei piedi
      E di lacrime piene le mani
      E di lacrime piene le mani
      Morirò quando scolleranno
      Le mie palpebre sotto il sole arrabbiato
      Quando mi diranno lentamente
      Delle cattiverie all'orecchio
      Morirò nel vedere torturare bambini
      E uomini sbigottiti e lividi
      Morirò mangiato vivo
      Dai vermi, morirò
      Con le mani attaccate sotto una cascata
      Morirò bruciato in un incendio triste
      Morirò un poco, molto,
      Senza passione, ma con interesse
      E poi quando tutto sarà finito
      Morirò.
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