Questo sito contribuisce alla audience di

Scritta da: Silvana Stremiz

La Maliziosa

Nella sala da pranzo, bruna, profumata
di frutta e di vernice, come chi non pensa
raccolsi un piatto di non so quale portata
belga, e sprofondai nella mia sedia immensa.

Mangiando, udivo il pendolo, - calmo e giulivo.
La cucina s'aprì in mezzo a una sbuffata.
- Entrò la serva, e chissà per quale motivo,
lo scialle sfatto, con malizia pettinata,

ecco il ditino tremante pose e ripose
sulla sua guancia, velluto di pesche-rose
bianche, e con smorfie del suo labbro bambino

per mio agio, i piatti mi riordinò vicino
- poi, - ma certo per prendersi un bacio, - così
mi soffiò: "Ho una freddo alla guancia, senti qui... "
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Silvana Stremiz
    La mia bohème (Fantasia)

    I pugni nelle tasche rotte, me ne andavo
    con il mio pastrano diventato ideale;
    sotto il cielo andavo, o Musa, a te solidale;
    oh! Là, là! Quanti splendidi amori sognavo!

    La sola braca aveva un largo buco. - In corsa
    sgranavo rime, Puccetto sognante. E l'Orsa
    Maggiore era la mia locanda. - Lassù
    le stelle in cielo avevano un dolce fru fru;

    le ascoltavo, seduto ai lati delle strade,
    nelle sere del buon settembre ove rugiade
    mi gocciavano in fronte un vino di vigore;

    e, rimando in mezzo ai tenebrosi fantastici,
    come fossero lire, tiravo gli elastici
    delle mie scarpe ferite, un piede sul cuore!
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Silvana Stremiz

      Preghiera della sera

      Io, come un angelo seduto dal barbiere,
      vivo stringendo uno scanalato bicchiere,
      collo e ipogastrio curvi, una " Gambier" tra i denti,
      sotto i cieli gonfi di vele trasparenti.

      In me mille sogni, come caldi escrementi
      di vecchia colombaia, fan dolci bruciature;
      e il mio tenero cuore è un alburno, a momenti,
      che il giovane oro insanguina di linfe oscure.

      E, quando con cura ho ringoiato ogni sogno,
      mi volto, bevuti più di trenta bicchieri,
      e mi raccolgo a mollare l'acre bisogno:

      dolce come il Dio del cedro e degli issòpi,
      io piscio altissimo e lontano contro i neri
      cieli - approvato dai grandi eliotropi.
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Silvana Stremiz

        Sognato per l'inverno a... lei

        Andremo, d'inverno, in un vagoncino rosa
        con tanti cuscini blu.
        Sarà dolce. Un nido di baci folli posa
        nei cantucci molli. Tu

        chiuderai gli occhi, per non vedere dai vetri
        smorfiare l'ombre delle sere,
        la plebaglia di démoni e di lupi tetri,
        mostruosità arcigne e nere.

        Poi la tua guancia graffiare si sentirà...
        un bacetto, un ragno matto, ti correrà
        sul collo... Intanto

        tu mi dirai: "Cerca! ", chinando a me la testa
        - prenderemo tempo a scovare quella bestia
        - che viaggia così tanto...
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Silvana Stremiz

          Pensierino del mattino

          La mattina alle quattro, d'estate,
          il sonno d'amore dura ancora.
          Sotto i boschetti l'alba deodora
          le sere festeggiate.

          Ma laggiù negli immensi cantieri
          al sole dell'Esperidi, là
          scamiciati, ecco i carpentieri
          si agitano già.

          Tranquilli, in quei deserti muschiati,
          preparano il tavolato fino
          dove ride il ricco cittadino
          sotto cieli affrescati.

          Per questi Operai affascinanti
          a un re di Babilonia assoggettati,
          ah! Lascia un po', Venere, gli Amanti
          dai cuori incoronati.

          Regina dei Pastori!
          Porta acquavite ai lavoratori,
          la loro forza vieni a ristorare
          prima del bagno meridiano, in mare.
          Vota la poesia: Commenta