Poesie di Arthur Rimbaud

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Scritta da: Ayesha

Svevo aveva ragione

Svevo aveva ragione
Fuori dalla penna non c'è salvezza
diceva Svevo
e io m'accorgo
c'aveva ragione
se questa è l'unica maniera
che m'è rimasta di vivere
ben venga tale splendore
ornato di pezzi di carta
e parole venute dal cuore,
un cuore di plastica
che scioglie al sole,
auto combustibile
e pieno di vapore -
costretto a evaporare
senza alcun pudore,
lasciare il mondo
cacciato dall'amore.

Svevo aveva ragione
che quando scrivo
sento vita fluire
nient'altro in questo paradiso
mi allieta al punto da dire
che vi sia qualcosa di meglio
di migliaia di pagine da riempire,
con svaghi di realtà e di orrore
che paion fantasia
all'occhi del lettore
e che in verità
son più reali
di qualsiasi attore
che impara a memoria un copione
per compensare un vuoto interiore.

Siamo attori di noi stessi
e ci perdiamo tra i riflessi
di una falsa ambizione
costruita sulla notte
e se mi chiami per nome
allora posso dire
che mi è concesso l'onore
di portare vibrazione
un vuoto d'emozione
che parla più del sole
un'assenza, una canzone
una presenza priva di parole.

Svevo aveva ragione
non c'è salvezza senza penna
senza un cuore lacerato
che si apra alla vita
e le faccia da antenna.
Arthur Rimbaud
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    Venere Anadiomene

    Come da un verde feretro di latta, una testa
    Dai bruni capelli esageratamente impomatati
    Da una vecchia tinozza emerge, lenta e ottusa,
    Con qualche deficienza piuttosto malmessa;

    e il collo grasso e grigio, le scapole larghe
    Sporgenti; il dorso corto che rientra ed esce;
    e i fianchi tondi che sembrano spiccar il volo;
    Il grasso sotto la pelle appare in piatte falde;

    La schiena è un po' rossa; e tutto ha un odore
    Stranamente orrendo; si notano soprattutto
    Cose singolari da osservare con la lente...

    Le reni hanno incise due parole: Clara Venus;
    e tutto questo corpo si muove e porge l'ampia groppa
    Schifosamente bella per un'ulcera all'ano.
    Arthur Rimbaud
    Composta martedì 13 ottobre 2009
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      L'eternità

      È ritrovata.
      Che cosa? L'Eternità.
      E il mare andato via
      Col sole.

      Anima sentinella,
      Mormoriamo la confessione
      Della notte così nulla
      E del giorno di fuoco.

      Dagli umani suffragi,
      Dai comuni slanci
      lì tu ti liberi
      E voli a seconda.

      Poiché soltanto da voi,
      Braci di raso,
      Il Dovere si esala
      Senza dire: finalmente.

      Là nessuna speranza,
      Nessun orietur.
      Scienza con pazienza,
      Il supplizio Ë certo.

      È ritrovata.
      Che cosa? - l'Eternità
      E il mare andato via
      Col sole.

      Maggio 1872.
      Arthur Rimbaud
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