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Scritta da: Fra Libertaria

Nanneddu meu (Giovanni mio)

Nanneddu meu su mundu est gai,
a sicut erat non torrat mai.
Semus in tempos de tirannias, infamidades e carestias;
commo sos populos cascan che canes gridende forte "cherimus pane". Famidos nois semus
pappande pane e castanza,
terra cun lande;
terra ch'a fangu, torrat su poveru senz'alimentu, senza ricoveru.
Cussas banderas numeru trinta de binu bonu mudana tinta;
appena mortas cussas banderas
non pius s'osservan imbriagheras. Semus sididos, issa funtana pretende s'abba parimus ranas.
Abbocaeddos, laureados, buzzacas boidas e ispiantados.
Adiosu Nanni, tenet'a contu,
fache su surdu,
ghettad'a tontu;
e tantu l'ides:
su mundu est gai a sicut erat non torrat mai.

Giovanni mio il mondo è così,
come era non tornerà.
Siamo in tempo di tirannia, infamità e carestia;
ora i popoli sono come cani gridando forte "vogliamo pane".
Siamo affamati
mangiando pane e castagna,
terra di ghiande;
terra col fango, torna il povero senza cibo, senza dimora.
Quelle 30 bandiere con il vino buono cambiano colore;
appena morte quelle bandiere
non si vedono più sbronze.
Siamo seduti nella fontana bagnandoci come rane.
Avvocati, laureati, tasche bagnate e vuote.
Addio Fiovanni, ricordati,
fai il sordo,
diventa tonto;
tanto lo vedi:
il mondo è così per sempre.
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    Agosto 1946

    Sono nata al sud
    dopo mezzogiorno
    quando la luce
    è calda,
    esagerata,
    ed il mare esala
    anche dai muri,
    dalla strada.
    Sono nata il 17 agosto,
    anzi, il 18.
    Così volle mio padre,
    per amore,
    mutare il giorno
    infausto,
    la mia data.
    Da allora,
    acconto a me,
    respira sempre
    un'altra.
    Ed io,
    dall'una passo
    all'altra.
    E più non so
    chi sono io
    che passo.
    Composta domenica 18 agosto 2013
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      Scritta da: Micol Deambrogio

      Orme

      Una notte un uomo fece un sogno.
      Sognò di passeggiare lungo la spiaggia con il Signore.
      In cielo balenavano scene della sua vita.
      Per ciascuna scena notò due serie di orme sulla sabbia:
      una apparteneva a lui e l'altra al Signore.

      Quando gli fu balenata davanti agli occhi l'ultima scena,
      si voltò a guardare le orme
      e notò che molte volte lungo il cammino vi era una sola serie di impronte.

      Notò anche che questo avveniva durante i periodi più sfavorevoli
      e più tristi della sua vita.
      Ne rimase disorientato e interrogò il Signore.
      "Signore, tu hai detto che se io avessi deciso di seguirti,
      tu avresti camminato tutta la strada accanto a me,
      ma io ho notato che durante i periodi più difficili della mia vita
      vi era una sola serie di orme.

      Non capisco perché,
      quando avevo più bisogno di te,
      mi hai abbandonato."
      Il Signore rispose:
      "Mio amato figlio, io ti voglio bene e non ti abbandonerei mai.
      Durante i tuoi periodi di dolore e sofferenza,
      quando vedi solo una serie di orme,
      quelli sono i periodi in cui io ti ho portato in braccio."
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