in Poesie (Poesie catartiche)
Mi manchi mi manchi mi manchi mi manchi... Ma che mira hai?!?!
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Mi manchi mi manchi mi manchi mi manchi... Ma che mira hai?!?!
Ora il buio della notte
Mi copre con suo manto nero
Ed io sono qui,
sola e senza te
Nel silenzio della mia stanza.
Il mio sguardo è perso
Ad aspettarti, e ti immagino così,
vicino a me
Dove sei?
Amore mio viene,
sono qui...
senti la voce del mio cuore
ed il rumore che fa la mia anima...
Sei il mio sogno
ti ho cercato nelle vie
anche, in mio letto vuoto
Dove sei?
Voglio incontrarti solo per un istante
Stringerti forte
e sentire tuo respiro
e così ti portare come
ricordo Per il resto...
Rimango sola nel silenzio della notte...
Mentre continuerò a sognarti
tutte le notte...
Per dare alcuno senso alla mia vita.
Gelosia. Infuria come le onde in balia di una tempesta.
S'infrange sugli scogli sprizzando acqua
che brucia sulla pelle come coltelli affilati.
Ma quando le nubi scompaiono e il sole torna,
il mare si placa
e il dolce suono delle onde
torna a far rumore
come sempre...
Che amarezza sapere che ogni sera,
ogni notte della tua vita,
osservi il cielo e vivi,
vivi ed osservi il cielo in un unica volta,
tutta tempestata di piccoli diamanti.
Perché la vista delle stelle
ha qualcosa di più impagabile
di qualsiasi pietra preziosa.
Eppure tutto quello che vedi
non è altro che niente...
qualcosa di più impalpabile del fumo
di più etereo di una anima dannata.
Tutta la luce, di tutte le stelle,
non c'è più...
la stella che magari ha attirato la tua attenzione
si è spenta milioni di anni fa
e tu con il tuo nasino all'insù
guardi qualcosa che assomiglia al nulla...
il tuo sguardo si perde nell'assoluto vuoto.
Ma con grande ottimismo, allora,
osservi gli spazi del cielo buio,
aspettando che una nuova stella,
magari nata milioni di anni fa,
raggiunga con la sua luce
i tuoi occhi e la tua anima...
ed è solo la tua volontà che ti fa grande,
la tua razionalità, la tua voglia di vedere
aldilà dei tuoi sguardi e dei tuoi occhi,
aspettare qualcosa che ancora non vedi
o comunque ti rifiuti di vedere...
ma quando tutto questo avverrà
vedrai, forse, la più bella,
la più luminosa e brillante delle stelle...
la verità.
Mi sto perdendo,
Il giorno sussegue la notte
La luce il buio,
Ma continuo a non vedere
Vago invano nell'oscurità
L'alba è tramontata
Lo riesco a sentire
Il tempo
Lo accorcio, ci gioco...
Me lo sento durerà poco
E così come tutto è nato
Dalla realtà vengo risucchiato
Il sole è sorto
Ed il mio sogno è morto...
Cos'è che ci fa stare lì
con il naso all'insù... a guardare?
Incantati da quello spettacolo
così artificioso
e banale
se ci pensi
ricordo che quella sera
mi stava scoppiando la testa
non so perché ero uscita
stavo poco bene
ah mento a me stessa... lo so il perché
anche io volevo... guardare!
Bang bang bang
tante piccole martellate
mi scuotevano la mente... i pensieri
arrivavano dal cielo
eppure io stavo ancora li
affascinata
le accoglievo...
nessuna difesa
entravano dentro di me
uccidevano lentamente la mia ragione
una moltitudine di colori
esplodevano nella scura volta celeste
senza stelle
come piccole luci giocose
brillavano
che meraviglia!
Un solo boato
l'arrivo e l'annuncio
la loro dipartita
luci che si spengono
cosa rimane nel buio
se non una coltre di fumo?
Mentre il nostro cielo
perde nuova parte della sua bellezza
noi stiamo lì a guardare
affascinati
l'incredibile grandezza
o stupidità dell'uomo?
Ricordo che quella sera
nonostante tutto
non volevo tornare a casa
cercavo di ritardarne il momento
anche se... il mal di testa aumentava
assurdo no?
Ma questa
è un'altra storia!
Non avrei voluto intrappolarmi in te,
non avrei voluto essere legata a te.
Sei il mio sole nelle giornate uggiose,
Sei la mia pioggia nelle giornate di luce.
Sei il mio sentiero, il mio percorso, il mio bosco incantato
che percorro ogni giorno nel buio o nella luce, da sola
con me e me.
Sei il primo pensiero, prima di ogni cosa.
Sei l'infinito in me.
Tempo interminabile a pensarti,
immaginarti ovunque.
Sei quello che non avrei voluto mai tu diventassi per me.
Non avrei mai pensato fossi entrato così nella mia esistenza,
nel mio animo, in me, nei miei pensieri.
Se il Padrone di me stessa.
Liberami.
Ed io guardavo il mare dietro al profilo del tuo viso ed i tuoi neri capelli ondeggiavano al vento e coprivano i tuoi occhi. Quegli occhi che teneri scrutavano l'orizzonte come cercassero chissà cosa, forse proprio ciò che in quel momento guardava il tuo profilo.
Oltre il dolore, oltre il limite,
spiegami perché guardo il mare
e allo stesso tempo vedo la morte,
scagliandomi nell'animo qualsiasi pensiero cupo?
Guardo, osservo, odio, preservo,
l'orlo è vicino e io non vedo che il nulla eterno.
Quando la pioggia cade,
fredda l'anima si rassegna.
Passi di tuono, rintocchi nel cielo
Squarci profondi sui mari più fondi.