in Poesie (Poesie catartiche)
Mi manchi mi manchi mi manchi mi manchi... Ma che mira hai?!?!
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Mi manchi mi manchi mi manchi mi manchi... Ma che mira hai?!?!
Ora il buio della notte
Mi copre con suo manto nero
Ed io sono qui,
sola e senza te
Nel silenzio della mia stanza.
Il mio sguardo è perso
Ad aspettarti, e ti immagino così,
vicino a me
Dove sei?
Amore mio viene,
sono qui...
senti la voce del mio cuore
ed il rumore che fa la mia anima...
Sei il mio sogno
ti ho cercato nelle vie
anche, in mio letto vuoto
Dove sei?
Voglio incontrarti solo per un istante
Stringerti forte
e sentire tuo respiro
e così ti portare come
ricordo Per il resto...
Rimango sola nel silenzio della notte...
Mentre continuerò a sognarti
tutte le notte...
Per dare alcuno senso alla mia vita.
Su un muro c'erano scritte due parole,
un significato meraviglioso,
forse il più bello che esista...
Leggendole ho pensato a te e ho pianto...
Quelle erano le parole che avrei dovuto dirti,
ma avevo paura di tante cose...
Ho aspettato inutilmente che tu facessi il primo passo...
Nel frattempo è arrivata una più coraggiosa di me,
ti ha detto le stesse parole:
Ti Amo!
E ti ha portato via...
Gelosia. Infuria come le onde in balia di una tempesta.
S'infrange sugli scogli sprizzando acqua
che brucia sulla pelle come coltelli affilati.
Ma quando le nubi scompaiono e il sole torna,
il mare si placa
e il dolce suono delle onde
torna a far rumore
come sempre...
Mi sto perdendo,
Il giorno sussegue la notte
La luce il buio,
Ma continuo a non vedere
Vago invano nell'oscurità
L'alba è tramontata
Lo riesco a sentire
Il tempo
Lo accorcio, ci gioco...
Me lo sento durerà poco
E così come tutto è nato
Dalla realtà vengo risucchiato
Il sole è sorto
Ed il mio sogno è morto...
Ed infine eccola...
lieve si insinua trà i pensieri cancellando ricordi,
piano s'inoltra frà i meandri del cuore,
portando con sé vuoto e indifferenza...
Scivola lenta
l'onda sulla riva
di questo mare
che si chiama vita.
Solo,
un gabbiano solca l'orizzonte.
Sola,
una conchiglia riaffiora dalla sabbia.
Abbandono al vento le mie parole
lettere morte
portate via dal temporale.
Oltre il dolore, oltre il limite,
spiegami perché guardo il mare
e allo stesso tempo vedo la morte,
scagliandomi nell'animo qualsiasi pensiero cupo?
Guardo, osservo, odio, preservo,
l'orlo è vicino e io non vedo che il nulla eterno.
Ho fatto un sogno, questa notte
mi crucciavo che nel mio giardino
non ci fossero fiori abbastanza
per riempire i cannoni
e spararli
addosso a chi mette una croce rossa
sopra una vita spezzata
li cercavo in ogni dove
ero crucciata
di non poter combattere
questa mia guerra
allenandomi fino a distruggermi
saltar fossi
rotolarmi,
imbracciare quei fucili così caricati
di proiettili mai mancati
è il nome di Dio usato
che mi fa restare senza fiato
meglio morire con un fiore in mano
che seguire quel Dio citato
così inumano.
Più nulla ormai spaventa
il mio cuore trafitto.
In questa tempesta d'emozioni
sei solo tu il mio porto sicuro.