L'acqua a pezzi e la notte a Venezia

Arriva lenta,
poca e stanca.
Appare fra le due tavole di legno marcito
si stringe per passare
e subito diventa buia,
l'acqua alla cavana.
Si appoggia al muro
e torna indietro.
Di poco,
come se sapesse di essere arrivata alla fine.
Abbandonata dall'acqua madre
già lontana nel canale.
Si sofferma
e lì riposa.
Rumore leggero e ripetuto,
un respiro preciso
che ci posso contare il tempo
con gli occhi chiusi.
Farlo minuti,
ore,
una notte intera.
Come stanotte,
che l'acqua entra già buia,
nera.
Ed io
finalmente non mi vedo più.
Alexandre Cuissardes
Composta venerdì 27 novembre 2015
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    La breve visita

    Scese giù
    leggera
    a chiedermi perché piovesse.
    Io non avevo risposta,
    non vedevo mai piovere.
    Ne piansi piano.
    Perché vedevo sempre sole?
    Perché pioveva sempre?
    Tornai a guardarla.
    Portava veli azzurri,
    ma non addosso,
    al braccio,
    come panni da lavare
    o da far volare.
    Ed era nuda
    e bella.
    Indossava i suoi graffi
    quasi come tatuaggi.
    I miei erano diventati tagli profondi.
    Come me
    si voltò.
    - Tu resterai qui,
    legato alla tua croce -.
    Ed io strinsi di nuovo i nodi
    e lì rimasi.
    Alexandre Cuissardes
    Composta venerdì 27 novembre 2015
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      I dubbi sulle parole degli altri

      Quando mi dicono che sono bravo
      penso che se lo fossi davvero avrei una pagella con tutti dieci,
      ma non ce l'ho.
      Solo in condotta ho dieci,
      e non è un vanto,
      è da perdenti.
      Quando mi dicono che sono educato
      penso che sia solo rispetto dovuto al prossimo,
      ma quando ci ho a che fare,
      col prossimo,
      mi rendo conto che troppo spesso non lo ricambia
      il mio rispetto.
      Quando mi dicono che sono affidabile
      penso che faccio ciò che si deve,
      che forse sono gli altri a fare poco,
      non io di più.
      Ma se invece che darmi tanto da fare
      prendessi un lungo respiro
      e vedessi intorno a me
      mi renderei conto che sono io sbagliato
      e che,
      forse,
      chi mi fa i complimenti
      o mi prende per il culo
      o mi vuole fregare.
      Alexandre Cuissardes
      Composta lunedì 30 novembre 2015
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        Località mulino piccolo

        Nel mulino piccolo abitava un nonno
        che aveva nipoti lontani.
        Il mulino è ancora lì,
        lui no,
        ha un posto al cimitero,
        vicino alla moglie.
        Ai lati della porta del mulino
        due panche di sasso
        messe per accogliere chi passa.
        Una vite americana vecchia di cent'anni
        fa ombra alle panche ed alla porta.
        Ma non c'è più il sole di una volta
        e non passa quasi nessuno,
        e chi passa ha fretta.
        La curva del mulino piccolo è quella dove i sassi attraversano il fiume.
        Di giorno
        passaggio di serpi d'acqua.
        La sera
        passaggio di ruffiani,
        sosta di guardoni.
        È il posto per farci l'amore davvero,
        quello in auto.
        Non quello che si fa nelle ultime file al cinema a Bologna.
        Ma non riguarda me,
        non sono qui per questo.
        Io volto le spalle a chi c'è,
        a chi arriva ed a chi parte,
        a chi guarda.
        Io ho un amore nascosto in fondo al fiume.
        È una piccola luce fra i sassi nell'acqua.
        Appare solo la notte.
        E solo a me.
        Alexandre Cuissardes
        Composta domenica 29 novembre 2015
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          La lei che fu fatale

          Vive nuda per casa.
          Scende soltanto per le sue serate a invito.
          Ospiti di rango,
          vecchi ammiratori
          che ancora la vedono con gli occhi dell'altro ieri.
          Per l'occasione indossa i suoi capi migliori.
          Si mostra
          si nega.
          Ritorna l'attrice.
          Quella che è sempre stata
          sulla scena come nella vita.
          Ride,
          sorride e recita,
          è prima donna.
          Solo a fine nottata le pesano un po' gli anni
          ed entra nel dramma.
          Ma stavolta non finge.
          Si strappa le vesti per dieci minuti
          poi nuda e incazzata
          risale nelle sue stanze di zucchero.
          Lascia da soli uomini e bottiglie.
          Qualcuno,
          a mattina inoltrata
          porterà via bicchieri vuoti e cuori infranti.
          Alexandre Cuissardes
          Composta lunedì 30 novembre 2015
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