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Poesie di Alessandro Borghesi

Nato domenica 14 agosto 1988 a Roma (Italia)

Scritta da: Alessandro Borghesi

La decisione

Il fanciullo e l’ingenuo Amor
concepì nella scolastica carta
per la sua Dulcinea
poetiche lettere, sentimenti adulti.

Tante epoche sfilarono d’allora,
il fanciullo in cavaliere fiorì,
compiaciuto delle erudite gesta
la ricerca della fantasia continuò.

Un tormento scosse il suo pensiero,
il cavaliere meditò l’ epilogo della ricerca
conscio di buttar via il dono
che la Natura concesse dentro di sé.

Il nuovo Don Chisciotte arrivò all’orizzonte,
si privò di tutto per lottare i fantasmi
dei rimorsi fino al giorno in cui il trapasso
falcerà la sua fragile armatura.

Signora Paura deluderla non vorrei,
ma la sua missione rimarrà
una semplice chimera illusione
il suo potere non avrai!

Alto fu il sole,
il bagliore bruciò il tormento,
con un inchino verso il cielo
il cavaliere ringraziò.

Poderoso e fiero
il cammino proseguì
richiamando a sé
i saggi scudieri.

Un continente inesplorato li aspetta,
laddove ignari passanti ascolteranno
le loro storie, spontanei come bimbi
commosse parol piangeranno.

Avanti miei prodi.
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    Scritta da: Alessandro Borghesi

    Lunga attesa

    Cinico il destino,
    rimuove, aggiunge le pedine
    a suo piacimento.

    Quante volte il tavolo
    impregnato di perché
    pace più non trova,

    caso più non faccio,
    alle notti amare di lacrime,
    copiose addormentano giorni felici

    distrutto il robusto corpo
    dal tuo urlo di 100 fender,
    unico assolo dolore unico.

    Impotente
    svuotata e indifesa
    i ladri han fatto festa.

    Puro era il cristallo,
    buio atroce
    infiniti pezzi son smarriti.

    Legato a codeste catene
    immobile son le azioni,
    nulla può fermare la mia rabbia.

    Le sofferenti parole
    spontanee nascevano
    nel solitario silenzio.

    Il faro guida costruirò
    con l'aiuto delle fiamme amiche
    allo scopo d'illuminarti.

    La strada del ritorno,
    dove abbracci e incitamenti
    saranno la tua energia

    io con pazienza... il tuo rientro aspetterò...
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      Scritta da: Alessandro Borghesi

      Sola

      Acqua brulicante
      lunga le scie calde
      riposavi serena...
      fresca e settembrina

      prato rorido
      strapazzato dal tempo
      ospitavi il saccente...
      re dei cretini

      austero il suo ego
      sorvolava sollazzato
      mortificare la soave cortigiana...
      "io sono il re e me la rido!"

      Lei un giglio gentile
      credeva nell'apice profonda passione
      la freccia dell'ingiuria là passò...
      morte negli occhi

      il mistico fervore
      voltar le spalle bramò
      contro il cielo imprecò...
      "maledetto sia l'impostore!"

      Il peso delle colpe
      mordeva l'essere,
      la tristezza sazia del sorriso...
      sola sarà il comandamento

      io solitario vate
      farò nascere con fantasia e sentimento
      i miei toccanti versi...
      la cura dell'anima tua posarsi...

      dolcemente nel gemito seno
      ove possa crescer con affetto
      quel fior di mughetto...
      sensibile come la bontà tua...


      semplice come te.
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        Scritta da: Alessandro Borghesi

        Falsa

        Suggestione o pazzia,
        si stenta a credere
        eppure... tangibile il fatto è

        L'immagine del gesto losco tuo
        spazzato via un lustro mio
        disumana sarà la conseguenza

        Giullare o poeta,
        a te spettava la scelta del giorno
        brutta stronza...

        L'animo inviperito
        gremito di termini censurabili
        alimenterei il veleno tuo

        Deliziati dell'ipocrisia tua
        la parabola di bugie tue goditi
        assai prendere per il culo... ti piace!

        Il Perdono mio non avrai,
        rimossa con tanto piacere nel pensier
        bruciare nell'indifferenza tu possa

        La strada mia prenderò
        conscio e sorridente
        senza le frottole tue ascoltar

        Alleati fedeli ritrovati ho
        la sensibilità mia sostengono,
        difetti inclusi...

        Con loro ricco il cuore mio è
        sani principi inondano per me
        la figura mia in vigore lo è

        Ultimi i versi per te saranno
        tu ignobile piccola persona
        convinta dell'egoismo sei

        Addio... capito niente di me hai.
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          Scritta da: Alessandro Borghesi

          Sentimenti

          Un sogno sembra di vivere
          eppure tutto ciò è vero e lo percepisco
          il cuore mi scoppia

          Traboccano e fanno a botte
          una medicina per la solitudine
          brilla la mente

          Prigionieri e poltroni
          rimasti chiusi nella bicocca
          ora pronti a sbocciare

          La tua sensibilità vorrei
          studiarla per risolvere
          l'arcano di questo stato d'animo

          Proteggerti dalla sofferenza potrei
          anche a costo di ricadere nel passato
          pur di vederti felice

          Parole da esternare non ne ho
          le più belle e profonde
          le conservi nella tua sincerità

          Il destino tanto ringrazio
          per averti incontrato
          nel tragitto della Vita

          Fonderei quel che provo
          per saldare il nostro legame
          al fine di renderlo unico e straordinario.
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