Questo sito contribuisce alla audience di

Commenti a "La nostra concezione di Dio deriva dall'antico..." di Bertrand Arthur William Russell


14
postato da , il
-  Quanto alle affermazioni di Nietsche, mi pare evidente che le stesse sono perfettamente ribaltabili all'incontrario. Si potrebbe cioè dire:
- Nel mondo non c'è religione abbastanza, neanche solo per abbattere le religioni (Nietsche)
- Nel mondo non c'è religione abbastanza, neanche solo per abbattere l'ateismo.
-  Nel mondo non c'è ateismo abbastanza, neanche solo per abbattere la religione.
- Nel mondo non c'è ateismo abbastanza, neanche solo per abbattere l'ateismo.
Sarebbero tutte proposizioni identiche, di tipo assiomatico, autoreferente, profetico, indimostrate e indimostrabili... ma, quello che più conta, INCONSISTENTI SUL PIANO DEI VALORI.
L'identico vale per le proposizioni restanti.
Vogliamo provare a ribaltarle ??
- Il senso del culto religioso è di comprendere la finalità ultima della natura, cioè di scoprire le sue leggi profonde; mentre nel nostro tempo si vogliono conoscere le leggi esteriori della natura per rendersene schiavi.
- Le persone la cui vita quotidiana è piena di vuote ambizioni di successo, potere e denaro, divengono facilmente atee: ciò è comprensibile e perdonabile; solo esse non hanno alcun diritto di esigere ateismo da coloro per i quali la vita quotidiana non scorre nella materia ma nello spirito.
- L'opinione spiacevole, la prospettiva del nulla viene accolta come vera, perché quella consolante e piacevole viene ritenuta vile: questa è la forza d'animo  nichilista di cui l'ateismo va così fiero, mentre se ne dovrebbe vergognare in quanto doppiamente immotivata rispetto alla prima.
Ma le varianti potrebbero essere infinite.
Qualcuno mi dica PER QUALE MOTIVO queste opinioni valgano meno di quelle di Nietsche.
Per me tutte queste frasi e quelle di Nietsche hanno lo stesso peso: ZERO.  ASSOLUTO.
13
postato da , il
Quanto a Schopenauer, la risposta è di una estrema semplicità: anche lo spazio-tempo relativistico si può soltanto enunciare, e non immaginare: la REALTA' fisica come emerge dalle nuove scoperte scientifiche esula purtroppo dalla nostra esperienza e dalle nostre facoltà immaginative, all'esperienza connesse. Quindi questa opinione di Schopenauer, alla luce della scienza moderna, vale esattamente ZERO.
Il che la dice lunga sulla funzione liberatoria e chiarificatrice della scienza, che è RAGIONE DIMOSTRATA DAI FATTI.
Senza la scienza, che è RAGIONE, saremmo ancora al medioevo.
Pensiamoci, prima di partire con Nietsche o con chiunque sulla via dell'irrazionale.
12
postato da , il
Un essere personale − com'è inevitabile sia ogni Dio − il quale non abbia alcun luogo, ma sia ovunque e da nessuna parte, si può soltanto enunciare, non immaginare, e quindi neppure credere.
Arthur Schopenhauer
11
postato da , il
Nel mondo non c'è religione abbastanza, neanche solo per abbattere le religioni.
Friedrich Nietzsche

Il senso del culto religioso è di influenzare e di esorcizzare la natura a vantaggio dell'uomo, cioè di imprimerle delle leggi che essa di per sé non possiede; mentre nel nostro tempo si vogliono conoscere le leggi della natura per adattarsi a esse.
Friedrich Nietzsche

Le persone a cui la loro vita quotidiana sembra troppo vuota e monotona, divengono facilmente religiose: ciò è comprensibile e perdonabile; solo esse non hanno alcun diritto di esigere religiosità da coloro per i quali la vita quotidiana non scorre vuota e monotona.
Friedrich Nietzsche

L'opinione piacevole viene accolta come vera: questa è la prova del piacere (o come dice la Chiesa, la prova della forza), di cui tutte le religioni vanno così fiere, mentre se ne dovrebbero vergognare.
Friedrich Nietzsche
10
postato da , il
Per il solo Giulio, che l'ha citata, passo all'analisi di questa frase di Russell:
    é il Creatore tenuto alle leggi della fisica o non lo è ? Se non lo è, Egli  non può essere desunto dai fenomeni fisici, poichè nessuna legge fisica causale può portare a Lui;  se lo è, dobbiamo applicare la seconda legge della termodinamica a lui e dobbiamo supporre che anch' egli dovetteessere creato in qualche lontano periodo.Ma in tal caso , Egli  ha perduto la sua  raison d ètre."
E osservo:
1) Il ragionamento PARREBBE condurre alla sola inesistenza o inutilità di un Creatore, non di Dio. Il concetto di Dio, infatti, non coincide con quello di Creatore. Anzi: l'esistenza di un Dio Creatore non appare essenziale alla natura di Dio.
2) Ma a ben guardare neanche a questa conclusione si arriva. Ritenendo infatti il Creatore NON soggetto alle leggi della fisica, si arriva senza dubbio al risultato che nessuna legge fisica causale può portare fino a lui. Si arriva cioè all'impossibilità di dimostrarne l'esistenza in base alle leggi fisiche. Si arriva cioè all'AGNOSTICISMO, non a dimostrarne l'inesistenza.

Invia il tuo commento

Disclaimer [leggi/nascondi]

Guida alla scrittura dei commenti