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Commenti a "La nostra concezione di Dio deriva dall'antico..." di Bertrand Arthur William Russell


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Mi rendo conto di dovere a Giulio Pintus una risposta più articolata quanto al suo commento n.3.
    Se tu, Giulio, come mi sembra di capire rileggendoti, volevi la mia opinione, ebbene io sono convinto che la ragione non possa, circa l'esistenza di Dio, giungere ad alcuna conclusione, nè a favore nè contro, ma che l'unica posizione razionalmente corretta sia quella agnostica.
    Sono però ugualmente convinto che la ragione possa in proposito ottenere due grossi risultati:
1) Smontare pezzo per pezzo i RAGIONAMENTI volti ad affermare o a negare l'esistenza di Dio, dimostrandone l'inconsistenza: questa operazione si può fare anche con il ragionamento di Russell;
2) Mostrare la natura FIDEISTICA,  cioè l'ARAZIONALITA' o IRRAZIONALITA', di tutte le opinioni non agnostiche circa l'esistenza o inesistenza di Dio.
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Degne di una cornice mi appaiono le seguenti parole di Russell:
L'educazione dovrebbe mirare alla libertà della mente dei giovani, e non al suo imprigionamento in una rigida armatura di dogmi destinati a proteggerla (...) Il mondo necessita di menti e di cuori aperti, non di rigidi sistemi, vecchi o nuovi che siano.
    Le idee di Nietsche, in proposito, mi appaiono nient'altro che una rigida armatura sostitutiva delle armature precedenti.
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Vincenzo, fai molte chiacchiere.
Nietsche esclude la razionalità dal bagaglio umano.
Devi spiegarmi come lui o i suoi allievi possano plaudire Russell, che è la razionalità per eccellenza. Questo devi spiegarmi per potere di nuovo interloquire con una qualche credibilità. : ))))
(E poi... Che se ne frega Nietsche della guerra atomica?? Non decide forse tutto.. il CASO? Di fronte a questo , come agli altri mille problemi dell'umanità, non permangono forse Nietsche e gli altri suoi Narcisi curvi sopra le acque del loro laghetto, a rimirare la loro vocazione di "ultrauomini", senza impugnare la spada e combattere per il futuro proprio e dell'umanità????)
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E' magnifico notare come i veri cercatori  della verità per prima cosa si documentino intorno all'argomento che stanno trattando.
    E da quanto riportano Tina e Giulio emerge chiaro come Russell pervenga alla sua conclusione sulla sola base alla RAZIONALITA'.
    Quanto allo scritto riportato da Tina:   La religione impedisce ai nostri figli di ricevere un'educazione razionale. Non credo che questa affermazione potrebbe mai indurre Nietsche a baciare in fronte Russell.
    Quanto allo scritto riportato da Giulio: é il Creatore tenuto alle leggi della fisica o non lo è ? Se non lo è, Egli  non può essere desunto dai fenomeni fisici, poichè nessuna legge fisica causale può portare a Lui;  se lo è, dobbiamo applicare la seconda legge della termodinamica a lui e dobbiamo supporre che anch' egli dovette essere creato in qualche lontano periodo. Ma in tal caso , Egli  ha perduto la sua  raison d ètre." Questa è ragione in azione, mi pare; e anche qui sono esclusi i baci in fronte.
    Io che non parlo di Nietsche gli ho dunque reso giustizia nel votare zero l'ateismo di Russell.
    Che - beninteso - voterei tranquillamente 10 se dovessi paragonarlo all'ateismo di Nietsche. Perché con Russell SI POTREBBE DISCUTERE e cercare insieme.
    Miei cari "ultrauomini".  : )))))
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Penso che tutte le grandi religioni del mondo: buddismo, induismo, cristianesimo, islamismo e comunismo, siano, a un tempo, fa*lse e dan*nose. A rigor di logica, poiché contrastano fra loro, non più di una dovrebbe essere quella vera. Con pochissime eccezioni, la religione che l'uomo accetta è la stessa professata dalla comunità dove vive, sicché è l'influenza dell'ambiente che lo spinge ad accettarla.
Trovo strano si possa pensare che una divinità onnipotente, onnisciente e benevola abbia preparato il mondo, da nebulose senza vita, in tanti milioni di anni, per poi ritenersi soddisfatta dall'apparizione finale di Hitler, Stalin e dalla bo*mba H.
Una cosa è chiedersi se una religione è vera, altra se è utile. Io sono fermamente convinto che le religioni, come sono dan*nose, così sono false.
L'educazione dovrebbe mirare alla libertà della mente dei giovani, e non al suo imprigionamento in una rigida armatura di dogmi destinati a proteggerla, nella vita, contro i per*icoli dell'evidenza imparziale. Il mondo necessita di menti e di cuori aperti, non di rigidi sistemi, vecchi o nuovi che siano.
Nel mondo non regna certamente la giustizia e questo, anziché a favore, è un argomento contro l'esistenza di Dio. Gli argomenti speculativi non spingono gli uomini a credere in un Dio: molti vi credono perché non sanno liberarsi degli insegnamenti appresi nell'infanzia. Nell'uomo c'è il desiderio di credere in Dio per bisogno di sicurezza e di protezione.
La storia ci presenta persone ben più sagge di Cristo; citerò soltanto Buddha e Socrate, che, sotto questo aspetto, mi appaiono molto superiori.
In ogni tempo si è manifestata una ferma opposizione da parte delle Chiese contro ogni forma di progresso in campo morale e umanitario: dalla riforma delle leggi penali ai tentativi di evitare le gu*erre; dal miglior trattamento delle razze di colore all'abo*lizione della schi*avitù. Il cristianesimo, così com'è organizzato, è stato ed è tuttora il più grande nem*ico del progresso morale nel mondo.
Con l'aiuto della scienza e del nostro cuore, impareremo a non cercare aiuti immaginari, a non inventare alleati in cielo, ma piuttosto a valerci delle nostre forze per rendere questo mondo più piacevole e diverso da quello che è diventato, in questi secoli, sotto l'influsso delle Chiese.
Il mio concetto di religione è simile a quello di Lucrezio: la considero una specie di ma*latt*ia, frutto della pa*ura e fonte di indicibile sof*ferenza per l'umanità.
Il cristiano moderno è divenuto certamente più tollerante, ma non per merito del cristianesimo. Questo addolcimento del costume è dovuto a generazioni di liberi pensatori, che dal Rinascimento a oggi hanno provocato, nei cristiani, un senso di sana verg*ogna per molti dei loro tradizionali pre*giudizi.
È divertente udire il cristiano odierno esaltare la dolcezza e la ragionevolezza della sua religione, ign*orando che questa dolcezza e questa ragionevolezza sono dovute all’insegnamento di uomini, un tempo per*se*guitati dai cristiani.
La religione impedisce ai nostri figli di ricevere un'educazione razionale; la religione ci impedisce di rimuovere le cause fondamentali delle gu*erre; la religione ci impedisce di insegnare l'etica della collaborazione scientifica in luogo delle vecchie, aber*ranti dottrine di colpa e cast*igo. Forse l'umanità è alla soglia di un periodo aureo; ma per poterla oltrepassare sarà prima necessario truci*dare il drago di guardia alla porta: questo drago è la religione.
La nostra concezione di Dio deriva dall’antico dispotismo orientale, ed è una concezione indegna di uomini liberi. Non ha rispetto di sé stesso chi si dis*prezza e si definisce mis*erabile pec*catore.
Credo che quando mo*rirò il mio corpo si deco*mporrà, e nulla del mio io sopravvivrà. Non sono giovane, e amo la vita, ma disp*rezzo il terr*ore dell’annichilimento. La felicità non è meno vera solo perché finisce, e nemmeno il pensiero e l’amore perdono valore perché non sono eterni.

-- Bertrand Russell --

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